5.000 immigrati sono sbarcati in un mese lungo le coste italiane, 3.000 solo tra l’11 e il 14 febbraio: «Tutti sono stati adeguatamente assisti». Lo ha consentito, ha riferito oggi il ministro dell’Interno Maroni al Question Time,, Ministero Dell’Interno – Notizie

5.000 immigrati sono sbarcati in un mese lungo le coste italiane, 3.000 solo tra l’11 e il 14 febbraio: «Tutti sono stati adeguatamente assisti». Lo ha consentito, ha riferito oggi il ministro dell’Interno Maroni al Question Time, il dispositivo di prima accoglienza messo in atto per affrontare quella che sembra essere «una vera e propria emergenza umanitaria».

«È stata assicurata adeguata assistenza soprattutto ai minori, ospitati in 21 strutture di accoglienza della provincia di Agrigento», ha detto Maroni. 1923 tunisini, tutti uomini, sono nel centro di Lampedusa; 30 donne, invece, sono ospitate in una struttura del comune.
Le imponenti dimensioni del fenomeno, ha inoltre riferito, hanno reso necessari continui ponti aerei, per il trasferimento degli immigrati in altri centri su tutto il territorio nazionale, e trasferimenti a mezzo nave a Porto Empedocle, presso una tendo-struttura gestita dalla Protezione civile.

Per arginare le conseguenze della «grave e crescente instabilità politica nei Paesi del Nord Africa», il ministro Maroni ha più volte richiesto l’intervento politico delle istituzioni dell’Unione europea.
«La richiesta è stata accolta finalmente» ha annunciato Maroni e, giovedì 24 febbraio, si terrà il Consiglio Giustizia Affari Interni (GAI) sul tema.
Inoltre, è stato fissato per il 12 e 13 aprile a Napoli un incontro tra i ministri degli Esteri di cinque stati europei (Francia, Italia, Malta, Spagna e Portogallo) e di cinque africani (Algeria, Libia, Marocco, Mauritania e Tunisia) che avrà la copresidenza Italia-Tunisia. «Un momento importante di confronto», ha osservato Maroni.

da: Ministero Dell’Interno – Notizie.

2 commenti

  1. Maroni non ci dice doveha recuperato il denaro per questi interventi umanitari. Intanto i teremotati del Belice vivono ancora nei “provvisori”.Sarebbe forse oppotuno auitare prima gli indigeni italiani, poi fare opere pie?
    Mah!

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