Disoccupazione giovanile: dati più utili, di Donato Speroni | Numerus

Ritorno sul tema della disoccupazione giovanile, già affrontato in precedenti post, cercando di capire più in dettaglio come stanno le cose. L’Istat sul tema offre due fonti:

  1. comunicati mensili, che sulla base dell’indagine Forze di lavoro forniscono il dato della disoccupazione nella fascia di età 15 – 24, i cosiddetti “young young”.
  2. La banca dati I.Stat che ogni tre mesi ci fornisce anche due altri dati: quello sugli “young adults” 25 – 34 e quello intermedio, ma particolarmente significativo, nella fascia 18 – 29.

E’ evidente che il dato sugli young young è il meno importante. Come ha scritto anche Luca Ricolfi sulla Stampa del 5 febbraio, nella fascia di età 15 – 24, meno del 27% dei ragazzi intende lavorare. Ed è giusto così, considerando che in quella fascia di età gran parte dei giovani è ancora impegnato nella propria formazione. Il tasso di disoccupazione (31% a gennaio) si calcola solo sulla popolazione attiva, cioè quel 27% prima citato, ma se invece lo si riporta all’intera popolazione di quella età si ricava che solo 8 giovani su cento vorrebbero lavorare ma non trovanoUno su dodici, appunto. Ma allora perché l’Istat privilegia questo dato e lo diffonde mensilmente? La risposta che mi è stata data è che la fascia 15 – 24 corrisponde a una convenzione internazionale per definire la disoccupazione giovanile; ma non credo che ci sia bisogno di dare risalto a questo dato tutti i mesi, tanto più che i dirigenti dell’Istat, quando presentano rapporti o relazioni, privilegiano invece altri dati, (soprattutto il 18 – 29) che però sono diffusi con frequenza trimestrale.

Sugli young adults 25 – 34 sappiamo tutto ogni tre mesi grazie alla banca dati I Stat. Gli ultimi dati disponibili (terzo trimestre 2011) ci dicono che a quell’età oltre il 73% dei giovani vuole lavorare. I dati quindi sono ben più significativi! Ma quanti sono quelli che non trovano lavoro? L’11%, che diventa l’8% se rapportato all’universo della popolazione di quella età. Ancora una volta un giovane su dodici.

La fascia 25 – 34 forse è troppo acerba, quella 25 -34 troppo stagionata.Vediamo allora la fascia 18 – 29. Anche qui la banca dati I Stat viene in nostro aiuto, ma con dati incompleti perché fornisce solo i tassi ma non le cifre assolute. In ogni caso, per quella fascia di età e per il terzo trimestre 2011 indica al 50,4 di tasso di attività, e al 18,6 quello di disoccupazione. Il rapporto con l’intera popolazione ci dice ancora una volta che meno di dieci giovani su 100 cercano lavoro e non lo trovano. Un po’ più alto di quell’uno su dodici riscontrato nelle altre fasce di età, ma comunque ben lontano da uno su tre!

da Disoccupazione giovanile: vogliamo dati più utili | Numerus.

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