Paolo Ferrario, I consumi nella crisi: ricominciare dalla terra | in Muoversi Insieme di Stannah

La crisi che attanaglia le società europee, e quindi l’Italia, crea una quotidiana preoccupazione sul futuro che ci induce a colorare con tinte fosche e pessimiste il tempo presente. Questo avviene proprio perché oggi gli italiani si accorgono che sono le abitudini consolidate a essere messe in discussione. E, infatti, la parola “crisi” deriva dal greco “Krìsis”, nel significato di “separazione, scelta”.
In quest’articolo prenderemo in esame qualche aspetto dei mutamenti delle condizioni di vita alla luce del “disordine” economico che è in atto. 

La generazione dei post – sessantenni (che in Muoversi insieme abbiamo chiamato della “prevecchiaia”) nel suo ciclo di vita ha attraversato rilevanti fasi di cambiamento della propria quotidianità  —->

segue qui: I consumi nella crisi: ricominciare dalla terra | Muoversi Insieme.

2 commenti

  1. da una email firmata: Grazie Paolo. Molto pertinente e assolutamente attuale.
    Da un paio d’anni Auser ha assunto la tematica degli “stili di vita”.
    A presto e buon Nesso inteso come Coatesa.
    GG

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  2. da una email:
    Ciao, Paolo.

    Mi è molto piaciuto, col tuo permesso lo indico sul mio sito.

    L’articolo intercetta molto un bisogno che io vedo oggi importante: lavorare ad un’ “educazione del limite”. Si fa, cioè, entro il limite che la vita ci impone (reddito, risorse,…), ma il limite ci contiene perchè forse è la dimensione “umana”.

    Penso ai giovani, all’educazione in famiglia: quanto il limite è un valore? Quanto è importante “stare nei limiti”? Cosa cerca nella trasgressione l’adolescente, se non qualcuno che lo aiuti a “stare nei limiti”?

    Pensa anche al costume sessuale: fedeltà al coniuge come limite/frustrazione o come effetto ed essenza dell’amore stesso?

    In poche parole: è l’attuale crisi, che ci costringe a limitarci, un’occasione bellissima per rivedere il nostro modello di sviluppo o non anche a riscoprire il bello del limite? Se passiamo dall’economia dei supermarket ai prodotti a km zero, a guadagnarci non è solo la spesa, ma anche e specialmente la relazione che lega il cliente al suo territorio. E questo è un bel valore.

    In ciò si ricollega, se si vuole, anche la stessa cultura cristiana: povertà e semplicità non sono limiti, ma deliberate scelte per essere noi stessi. Francesco d’Assisi ne è un esempio.

    Saluti cari.

    Quà a Forlì boccheggiamo, spero che a Como sia più fresco……
    Ugo Albano

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