Jules Renard, Non tutti hanno la fortuna di essere orfani!, Giangiacomo Feltrinelli Editore – dalla introduzione di Rossana Campo

Non tutti hanno la fortuna di essere orfani! 6 settembre 2007


Esce oggi una nuova traduzione del famoso romanzo “Peldicarota” di Jules Renard che ho fatto io (per la collana dei classici tascabili Feltrinelli). Vi metto qui una parte della mia intro. 

Leggendo i Diari di Jules Renard possiamo facilmente scoprire quali sono i sentimenti che hanno dato vita a Peldicarota. Diciamo che la genesi di questo libro ha almeno tre elementi. Uno: il grande rancore, la sofferenza e i propositi di vendetta nei confronti di sua madre, la terribile madame Lepic del libro. Due, una serie di ricordi affiorati all’improvviso nella vita dello scrittore. Tre, un partito preso di ordine letterario.
Per quando riguarda il rancore e i ricordi, quando a diciott’anni Jules Renard lascia Chitry, il paese della sua infanzia, per trasferirsi a Parigi, probabilmente vuole tagliare netto con tutte le memorie della sua infanzia. Succede però che intorno ai ventisei anni, insieme a sua moglie Marie Morneau (incinta del loro primo figlio) torni al paese a trovare i suoi. Qui trova la madre che, piena di ostilità verso la nuora e intrattabile come sempre, si produce in una serie di scenate isteriche. E a Renard, di colpo, come una specie di sinistra epifania proustiana, torna su tutto il passato, la sua tremenda infanzia. E col passato torna la voglia di vendicarsi. Come si vendica uno scrittore? Nel suo diario Jules Renard annota: “Bisogna almeno che approfitti un po’ del desiderio che ho di vendicarmi”. Lo fa, creando con madame Lepic un personaggio letterario di madre cattiva indimenticabile, almeno quanto lo è quello di Peldicarota, bambino perseguitato, non amato, vittima di chi lo ha generato. Col suo desiderio di vendetta Renard è riuscito a creare alcuni episodi di una tale crudeltà che ancora oggi credo possa risultare faticosa a mandar giù per qualche lettore. 
Ma c’è un’altra molla di ordine letterario che lo spinge, ed è la voglia di andare contro i luoghi comuni, le convenzioni narrative sull’infanzia e i buoni sentimenti ad esse legate, così in uso nella letteratura fino a quel momento.

tutto il testo qui   Giangiacomo Feltrinelli Editore – Blog – Rossana Campo: Sempre pazza di te – Non tutti hanno la fortuna di essere orfani!.

3 commenti

  1. Ci sono libri letti migliaia di anni fa che rimangono latenti nella memoria; poi qualcosa o qualcuno li richiama e subito nasce la voglia imperiosa di rileggerli, per scoprire più che altro quanto ci siamo allontanati da noi stessi rispetto ad allora. Ti ringrazio per la segnalazione.

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    1. sì è un libro starordinario che affonda nella mia memoria degli anni 50. mi fa un po’ impressione inizio del secondo novecento. la traduzione di cui parla il post deve essere bellissima grazie per l’attenzione

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