“INVASION” di OLIVER HIRSCHBIEGEL, 2007

Sulla terra piovono frammenti di un meteorite che non provocano particolari cataclismi ad un primo impatto. Sembra però che con essi arrivino degli strani virus capaci di modificare il codice genetico umano: le persone che ne vengono affette sembrano apparentemente normali, se non che diventano tutto d’un tratto inespressive e quasi ipnotizzate. Negli Stati Uniti l’epidemia comincia a diffondersi rapidamente, e spetta alla psicanalista Carol Bennell trovare un rimedio il più presto possibile.

Gli ultracorpi ai tempi dell’aviaria, tra comunicati del Centro Controllo Malattie e servizi alla televisione. Il film, remake de L’invasione degli Ultracorpi di Don Siegel (1956), è lontano dall’originale quanto la terra dista da Plutone. Nel modello di riferimento – considerato ormai un capolavoro del cinema di serie B anni ’50 e uno dei padri del genere – la fantascienza era un metodo per parlare indirettamente del contemporaneità: chiari erano i pralallelismi fra la Guerra Fredda, la temuta invasione comunista e la diffusione di spaventosi bacelli che eliminavano ogni possibilità di dissonanza. 

DA “INVASION” di OLIVER HIRSCHBIEGEL – NSC – NonSoloCinema.

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