Un passo avanti concreto per contrastare la povertà: questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato la Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali, in totale oltre un miliardo e mezzo di euro messi a disposizione per chi è in difficoltà, dal sito di PAOLO COVA

Un passo avanti concreto per contrastare la povertà: questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato la Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali, in totale oltre un miliardo e mezzo di euro messi a disposizione per chi è in difficoltà e che evidentemente danno fastidio a chi parla ma non fa mai niente.

Le misure approvate servono per dare un reddito di inclusione e più servizi sociali a chi vive in povertà assoluta, a partire dalle famiglie, numerose o con figli disabili, e dai disoccupati over 55. È l’intervento più importante mai varato in Italia contro la povertà assoluta, in modo concreto, sostenibile ed efficace perché rivolto a chi ha davvero bisogno.

Con questo provvedimento, che passa ora all’esame del Senato, si mettono a disposizione nuove e ingenti risorse, impiegate per erogare contributi economici e servizi alla persona, oltre che per favorire percorsi di inclusione lavorativa e sociale. Non solo, dunque, la novità del reddito di inclusione, ma una riforma organica e strutturale del sistema delle politiche sociali che risponde a principi di equità, di efficacia nell’accesso e nell’erogazione delle prestazioni.

Si tratta di uno strumento universale, operante su tutto il territorio nazionale e permanente nel tempo, le cui risorse vengono dal Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che ha già messo in campo uno stanziamento di 900 milioni per il 2016, e un miliardo a partire dal 2017 e che prevede la possibilità di incremento attraverso stanziamenti da altri provvedimenti di legge fino a coprire interamente la platea in condizione di povertà assoluta, cioè di coloro che non possono disporre dell’insieme dei beni e dei servizi necessari a condurre un livello di vita dignitoso.

Un approccio che tiene conto della persona, vista non solo nella sua condizione economica, ma con una valutazione multidisciplinare del bisogno. I progetti di attivazione e di inclusione sociale divengono, così, personalizzati per il nucleo familiare e predisposti da una equipe costituita dagli ambiti sociali territoriali, più vicini al soggetto coinvolto, con la partecipazione anche degli altri servizi interessati. Per farlo è necessario un cambiamento nel funzionamento del sistema dei servizi sociali, con un maggiore impegno in termini di controllo, di presa in carico, di monitoraggio e valutazione, nonché di capacità di relazione tra i Comuni e gli altri enti del territorio.

Il provvedimento prevede anche il riordino delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto della povertà, il rafforzamento delle forme di gestione associate ai servizi sociali e l’istituzione di un coordinamento per garantire su tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni.

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