1 risposta »

  1. Eh sì….e di questo stralcio ci sono più punti condivisibili e molto molto vicini al ceto a cui fai riferimento; per non parlare di agricoltori, piccoli artigiani e chiunque viva il territorio (no periferia urbana, quello è un’altro discorso). L’Italia non è Milano, ne Roma, ne Napoli, ne Venezia nelle espressioni cittadine, dove non esistono i confini e gli umori di chi vive la prossemica della proprietà… della campagna, dei monti, dei laboratori. Qui la gente, vive un mondo, l’unico mondo, della realtà a vista, niente visioni di mondo globale, sociale, interconnesso…si vive il “cortile” e la minaccia è chi entra senza inchino…e questi non sono solo limiti ma sono anche l’identità…

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