Legislazione sociosanitaria della Regione Lombardia

Regione Lombardia: progetto CRONICI. Il sito La Città Futura riassume i tratti salienti della “riforma” Formigoni-Maroni, 9 dicembre 2017

un estratto

Proviamo a riassumere i tratti salienti della “riforma” Formigoni-Maroni. Da due anni il 5% dei malati cronici lombardi (malati con patologie quali diabeteipertensionetumorecardiopatia) è stato sottoposto ad una sperimentazione che ha verificato quali esami ogni malato ha effettuato; l’obiettivo è stato quello di stabilire preventivamente, in base alla patologia e al livello di progressione della malattia, una lista di esami che il malato cronico deve fare ogni anno. I dati ottenuti, ossia tutti gli esami effettuati dal campione pari al 5% dei malati, sono stati poi elaborati ed analizzati dall’Università Bocconi (non dalla facoltà di medicina!) e gli economisti bocconiani hanno stabilito 65 tipi di patologie e per ogni patologia tre fasce di avanzamento della malattia. In sostanza, 195 gruppi di malati cronici e ad ogni gruppo corrisponde una lista di esami annuali da svolgere.

Il risultato per cui dobbiamo ringraziare i dottoroni bocconiani? Eccolo: un iperteso lombardo dovrà essere sottoposto ad esami virologici, ortopedici, mammografia, visita otorinolaringoiatrica, radiografia al femore, istologia genetica; ma non potrà essere sottoposto al monitoraggio della pressione per le 24 ore, non potrà sostenere esami sotto sforzo, non potrà effettuare un ecocolordoppler!

Pensate che sia solo incompetenza? No, perché non finisce qui. Ogni malato cronico riceverà una lettera dalla Regione con cui sarà invitato ad effettuare la scelta di un “Gestore” che avrà il compito di “gestire” la sua cronicità e l’intero pacchetto di prestazioni sanitarie legate alla sua fascia di cronicità. Il Gestore non è una persona e potrebbe anche non essere un medico; nella maggioranza dei casi sarà una società o una cooperativa privata accreditata, cioè convenzionata con la Regione (quindi privata ma finanziata da denaro pubblico). Il Gestore elaborerà il PAI (Piano di assistenza Individuale) in base alla fascia di appartenenza del malato cronico e gli farà firmare un “patto di cura” vincolante per un anno (firmato il contratto, il paziente non potrà cambiare Gestore se non alla fine dell’anno). Il malato cronico che dovesse aver bisogno di ulteriori prestazioni, al di fuori di quelle prestabilite, per la medesima patologia per cui ha sottoscritto il patto di cura, dovrà eseguire le prestazioni supplementari in regime privatisticoossia a pagamento. Inoltre, il Gestore sceglierà la struttura con cui collaborare per l’esecuzione delle prestazioni (Erogatore) e, quindi, il malato non potrà più scegliere in quale struttura sanitaria effettuare i propri esami ma la sede sarà scelta dal gestore e sarà vincolante. Questo significa che un malato cronico anziano e cardiopatico non potrà più prenotare gli esami legati alla sua patologia nell’ospedale vicino casa ed essere seguito dallo specialista di fiducia ma sarà il suo Gestore ad indicargli la struttura erogatrice in cui dovrà recarsi.

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La Lombardia privatizza la sanità. Gestori e politici si sfregano le mani e ringraziano – La Città Futura

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