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Il valore professionale del lavoro educativo finalmente è legge, da Vanna Iori – Newsletter n° 39, 27 dicembre 2017

 

Il valore professionale del lavoro
educativo finalmente è legge

Siamo giunti finalmente a Itaca. Dopo un’Odissea parlamentare travagliata, chiudo con soddisfazione la legislatura perché da ora hanno un titolo professionale e sono riconosciuti per legge nelle loro competenze le migliaia di educatori e pedagogisti che fino ad oggi hanno lavorato spesso nell’ombra. Da ora, non più invisibili.
Ha avuto definitiva approvazione, nella legge di stabilità, un provvedimento atteso da vent’anni e che adesso è realtà. Grazie ai colleghi universitari, agli studenti e alle associazioni pedagogiche che si sono mobilitati in tutta Italia per sostenere il mio ddl portato avanti per quattro anni tra difficoltà continue. Le professioni educative sono ora regolamentate nei titoli di studio e negli sbocchi occupazionali.
Numerose sono state le mediazioni necessarie che mi hanno visto rinunciare ad alcuni punti a cui tenevo o accettare modifiche; ma l’obiettivo primario, ossia il riconoscimento del titolo e dell’identità professionale degli educatori e dei pedagogisti, è stato sempre salvaguardato. Questo risultato è un punto di partenza fondamentale perché riconosce la dignità del lavoro educativo e la sua importanza crescente nella società del nostro tempo, come competenza “di confine” perennemente in dialogo con altre competenze professionali.
Educatori non ci si improvvisa. La professionalità educativa deve essere formata e ri-formata continuamente se i settori e le competenze professionali devono saper rispondere alle trasformazioni dei bisogni e delle domande. Entrerà in vigore l’obbligatorietà della laurea per accedere alle professioni educative, ma sono previste norme transitorie e anche un percorso privilegiato per conseguire la laurea, al fine di non penalizzare chi già lavora senza titolo.
Ciò significa sancire il principio che l’attività educativa è basata su fondamenti scientifici e che educatori e pedagogisti devono essere provvisti di competenze adeguate ai molti ambiti lavorativi in cui sono presenti: non solo nell’infanzia, ma anche nell’assistenza di anziani o disabili, nei servizi per la tossicodipendenza, per la genitorialità, per gli immigrati, nelle attività ludiche, animative, motorie, ambientali, nelle carceri, nelle comunità territoriali, così come nella formazione aziendale e nell’inserimento lavorativo.
Questa legge porterà conseguentemente a un decisivo miglioramento della qualità dei servizi. Implementare il welfare educativo a tutti i livelli significa conferire un ruolo essenziale all’inclusione e alla tutela dei soggetti svantaggiati e alla prevenzione del disagio. Investire sull’educazione nei vari contesti significa investire sullo sviluppo più vero e duraturo del paese.

Tanti enti e associazioni hanno sostenuto la nuova normativa

Sono stati numerosi i soggetti (enti, associazioni e singole persone) che hanno supportato costantemente, fin dall’inizio, l’iter della mia proposta di legge sulla disciplina delle professioni di educatore e pedagogista. Voglio ringraziare le migliaia di persone che hanno espresso apprezzamento e solidarietà per l’approvazione del provvedimento, sostegno alla legge e soddisfazione per il raggiungimento dell’obiettivo. In particolare riporto qui alcune dichiarazioni significative che sono state pubblicate online e alcuni articoli di giornale: Legacoop (in particolare il presidente regionale dell’Emilia-Romagna Alberto Alberani e la responsabile della cooperazione sociale Loretta Losi), la Regione Emilia-Romagna (in particolare nella persona della vicepresidente e assessore al welfare Elisabetta Gualmini), il gruppo Deputati Pdil segretario del Pd dell’Emilia-Romagna Paolo Calvano e la responsabile regionale del Pd per la scuola Francesca Marchetti, le associazioni Siped (Società italiana di pedagogia), Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza), Apei (Associazione pedagogisti ed educatori italiani), App(Associazione professioni pedagogiche), Aniped (Associazione nazionale italiana dei pedagogisti), Pedias (Pedagogisti ed educatori italiani associati), l’Ordine degli assistenti sociali, la Pontificia facoltà di Scienze dell’educazione «Auxilium»Professioni educative – Nuovo attivismo pedagogico, il corso di laurea in Scienze della Formazione dell’università Roma Tre, le riviste Tutto ScuolaOrizzonteScuolaEdScuolaMoney.itBolognaNidiVita.it, il  Gruppo Abele, il Portale Educatori, i quotidiani Corriere della Sera e Avvenire (con un articolo di mons. Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei) e i giornali locali: la Gazzetta di Reggio, il Resto del Carlino di Reggio e ReggioSera.

via Da Vanna Iori – Newsletter n° 39

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