ANTROPOLOGIA

Claude Lévi-Strauss (1908-2009)

«Claude Lévi-Strauss nacque, a Bruxelles, il 28 novembre 1908. Era completamente ebreo. Si sentiva esclusivamente francese. Non amava la Bibbia o i testi di Qumran. Quando visitò Israele, nel 1985, si sentì un estraneo.

Fu un figlio unico preciso, silenzioso, affettuoso, gentile, senza apparenti tratti di genialità. Si sentiva solo, sebbene – come Dostoevskij – “mai abbastanza”.
Era ateo. Nel settembre 1932 sposò Dina Dreyfus, anch’essa ebrea, una donna allegra e divertente. Si occupava di quattro cose: la moglie, il cibo, i romanzi polizieschi e il socialismo.

Il cibo era, per lui, la cosa essenziale. Con quale estasi parlava di peperoncini e confit di maiale e zuppe di zucca e conigli al sugo e fegato d’oca all’agro e tartufi alla lorenese e calamari e tacchino farcito! Tra il 1941 e il 1947 abitò a New York.

Frequentava insaziabilmente i musei, dove trovò le più belle collane precolombiane che avesse mai visto. Una meravigliosa gatta nera venne ad abitare con lui. Si ribellò contro ogni pensiero metafisico, con un furore quasi ossessivo. Detestava la parola filosofia e la parola religione: con uno slancio che meraviglia, visto che per tutta la vita si occupò sopratutto di metafisica e di religione.

Via via che passavano gli anni, ammirava sempre di più Michel de Montaigne, il quale finì per diventare l’esempio della sua vita e della sua opera. Come amava il suo stile, intenso e succoso; la sua immensa memoria, la sua biblioteca, le sue mistificazioni, la sua serena disperazione, il suo ironico dilettantismo, la sua ironica nonchalance.

In Brasile diventò etnologo senza sapere di esserlo. Sull’esempio di Roman Jakobson cercò un sistema: una struttura: un modello (sebbene, nella realtà, non esista nessun modello); un gioco mobile e ricco di relazioni, di varianti e differenze.

Usava qualsiasi metodo, con la certezza che, se fosse stato necessario, lo avrebbe cambiato. Sebbene come Madame de Staël non amasse viaggiare, viaggiò moltissimo. Adorava Poussin e credo approvasse le sue parole sul fatto che Caravaggio era venuto al mondo per distruggere la pittura. Diventò, quasi senza accorgersene, vecchissimo. Morì un mese prima di compiere centouno anni, il 30 ottobre 2009, e venne sepolto a Lignerolles, un villaggio della Côte-d’Or»
[Pietro Citati, Rep: 10.134 battute tagliate a 2.267].

1 risposta »

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...