Si annuncia una circolare del ministro Bussetti per “sensibilizzare il corpo docente e le scuole ad un momento di riposo degli studenti e delle famiglie affinché vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”. Ma il 75% degli italiani dice che i compiti a casa sono utili, Giorgio Ragazzini, GRUPPO di FIRENZE per la scuola del merito e della responsabilità, 16 dicembre 2018

GRUPPO di FIRENZE per la scuola del merito e della responsabilità

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Ma il 75% degli italiani dice che i compiti a casa sono utili

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SONDAGGIO SU CONDOTTA, APPRENDIMENTO, COMPITI A CASA, REGOLARITA’ DEGLI ESAMI

Si annuncia una circolare del ministro Bussetti per “sensibilizzare il corpo docente e le scuole ad un momento di riposo degli studenti e delle famiglie affinché vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”.

L’italiano non è ineccepibile e il messaggio a genitori e studenti non è certo nuovo: “Sono dalla vostra parte”.

Ma perché si parla di “diminuire” dando per scontato che sono troppi?

In base a quali dati il ministro Bussetti (come diversi suoi predecessori) teme che tanti bambini e ragazzi, per colpa dei troppi compiti, debbano sacrificare i «piaceri della vita familiare e degli amici» e rinunciare a “fare movimento, dedicarsi ai propri hobby e andare a vedere delle mostre”?

Naturalmente in questi casi i giornali tornano a sentire il nemico giurato dei compiti a casa, quel preside Parodi che li vorrebbe abolire totalmente, perché “suscitano odio e repulsione per la cultura”, e che ha “già” raccolto quasi 32 mila adesioni: in 4 anni e un mese, su una platea di milioni di genitori e di studenti (rarissimi i docenti).

Peccato che un sondaggio da noi commissionato un anno fa all’istituto di sondaggi “Eumetra”** abbia detto una parola chiarissima in proposito:

solo 22 italiani su cento sostengono che “sono inutili, meglio abolirli”, mentre il 75%  pensa, con  molto buon senso, che “sono utili, se non sono troppi”.

Lo stesso buon senso che fa auspicare una scuola “più esigente”: nel valutare  sia la preparazione (59%), che il comportamento (67%); e il 68% giudica sbagliata l’abolizione del voto di condotta.

Sono dati di cui l’attuale ministro dovrebbe far tesoro, senza preoccuparsi oltre di quella minoranza di genitori che sanno sempre meglio degli insegnanti cosa è utile ai figli e cosa no, e che in certi casi sono pronti a spiegarglielo a suon di botte.

Giorgio Ragazzini


fonte informativa:

http://gruppodifirenze.blogspot.com/2018/12/ma-il-75-degli-italiani-dice-che-i.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+GruppoDiFirenze+%28GRUPPO+DI+FIRENZE%29

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