SIMONA RIVA, L’OSPITE ATTESO

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

Sei venuta anche stanotte, ti ho sentita. Ormai siamo diventati come quelle vecchie coppie che si percepiscono senza bisogno di vedersi o di parlarsi. Mi hai sfiorato, ho sentito la tua gelida carezza sulla fronte, leggera e premurosa come quella di una madre che di notte veglia sul sonno del figlio.

Ti sei seduta un attimo sul bordo del letto, pochi secondi che hanno mandato in allarme il monitor della frequenza cardiaca, facendo accorrere l’infermiera del turno di notte. Il tempo di un rapido controllo per verificare che la bradicardia si era risolta spontaneamente e il cuore aveva ripreso a pulsare con regolarità.

È una fregatura il mio cuore. Forte e allenato da ore e ore di sport, non si vuole arrendere. Il mio cervello è invaso da un tumore maligno che si espande ovunque, privandomi delle funzioni più nobili, come la memoria e la parola, ma il cuore resiste…

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