Indietro tutta: il Ddl Pillon e la sua idea di famiglia [Rossella Ghigi], in la rivista Il Mulino, 2018

 Indietro tutta: il Ddl Pillon e la sua idea di famiglia [Rossella Ghigi]  Gli scenari sono inquietanti, le conseguenze sulle persone folli. Il principio di bigenitorialità viene convertito non in una compartecipazione a ruoli, impegno e responsabilità, bensì in un obbligo imposto a genitori e figli. A risultare colpite sarebbe soprattutto le donne, più frequentemente vittime di violenza domestica e più deboli nel mercato del lavoro. Questa proposta passa sulla testa dei singoli, impone rapporti sofferti, va ad aumentare le disuguaglianze: tra uomini e donne, tra famiglie ricche e povere, tra figli di coniugati e figli di separati [leggi tutto]

2 commenti

  1. Sono un’assistente sociale e tra poco sarò anche mediatrice familiare perché conseguirò un master universitario. Su molte cose elencate in questo articolo mi trovo in pieno accordo, ma altre mi hanno fatta riflettere molto sia sulla mia professione di assistente sociale, sia sulla professione di mediatrice. Partendo dal presupposto che il nostro diritto di famiglia è ormai obsoleto e che quindi necessita di una riforma, il decreto Pillon sicuramente non risponde in nessun modo ai bisogni della societa che andrebbe a legiferare.
    Vorrei sottolineare l’inesattezza nel dire che il processo di separazione diventerebbe più costoso a causa della spesa del mediatore: i tempi del processo si ridurrebbero drasticamente poiché nel processo meditativo non esiste un vinto o un vincitore (caratteristica propria della separazione/divorzio), ma ci saranno solo persone con obiettivi da raggiungere alla pari, anche se non hanno studiato (cit.). Perche chi utilizza lo strumento della mediazione è molto più intelligente di altri, poiché vede i benefici di prendere le decisioni per se stesso e per i propri figli da solo, senza dover soccombere alla decisione di un estraneo che non conosce le caratteristiche familiari. Statistiche alla mano, sempre più persone si affidano al processo meditativo per affrontare il momento così delicato della separazione, forse perché si ha pieno controllo su come avverrà la separazione, su chi terrà i figli, chi dovrà corrispondere l’assegno e chi avrà la casa? Cosa che un procedimento davanti al giudice può garantire? Probabilmente ci saranno litigi anche durante la mediazione, ma saranno litigi diversi, tesi al raggiungimento di accordo durevole ed equo. Avviene la stessa cosa quando si fa scrivere una lettera dall’avvocato?
    Una cosa Pillon ha fatto (per meta) bene, introdurre la mediazione.

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    1. molte grazie per questa utile e costruttiva analisi professionale. Io credo che in Italia (in tantissimi contesti) ci sia BISOGNO DI ESPERTI IN MEDIAZIONE. Lavoro difficile, ma necessario

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