indagine socio demografica CENSIS, 9 dicembre 2019, stralci dal Corriere della Sera

Censis
Corriere della Sera
Siamo stanchi e stressati. Meglio: incerti. Secondo il Censis ben sette italiani su dieci vivono uno stato d’animo d’incertezza. Ma non si arrendono. E mettono in campo stratagemmi individuali per difendere il futuro.
Prima di tutto: il furore di vivere.
«Un furore che fino ad oggi ha vinto su tutto», ha spiegato Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, alla presentazione del rapporto annuale. Poi ha aggiunto: «Tra gli stratagemmi più utilizzati c’è l’accumulazione in chiave difensiva della liquidità e un po’ di nero di sopravvivenza». Con il risultato che negli ultimi dieci anni abbiamo avuto un +33,6 per cento di contanti e depositi bancari.
Una resilienza popolare che non risparmia la politica e che va alla ricerca come soluzione del cosiddetto «uomo forte»: lo vorrebbe al comando quasi un italiano su due (48 per cento).
Ma per i politici «normali» non c’è pietà: secondo il rapporto del Censis oggi è il 90 per cento degli italiani che vorrebbe vedere sempre meno politici in televisione. E non a caso c’è uno zoccolo duro di tre italiani su dieci che ha buttato via la tessera elettorale e non va a votare.
«Abbiamo visto che gli italiani si affidano all’ uomo forte perché possa non preoccuparsi delle elezioni e del Parlamento pur di risolvere i problemi».
Siamo stressati, incerti. E cerchiamo appoggi nel nostro smartphone: un italiano su due (50,9) lo consulta come primo gesto al mattino e non va a dormire senza averlo consultato di nuovo, certifica il Censis. Aggiungendo che un italiano su quattro non esce di casa senza portarsi dietro il caricabatterie.
Interpellato dal Censis, il 70 per cento degli italiani si è detto convinto che nell’ ultimo anno siano aumentati gli episodi di razzismo e di intolleranza (il 58 per cento valuta anche un aumento di episodi di antisemitismo); intanto gli immigrati non soltanto sono sempre più tra noi (nelle scuole un bimbo su dieci è straniero) ma fanno più impresa di noi (dal 2008 al 2019, gli imprenditori italiani sono diminuiti del 16,3%, quelli stranieri sono aumentati del 48,4%).
Svela il Censis: l’occupazione tra il 2007 e il 2018 è aumentata (+321.000 occupati) e la tendenza è continuata nei primi mesi del 2019. Ma è un «bluff» che non produce reddito e crescita. Il bilancio del periodo è di -867.000 occupati a tempo pieno e 1,2 milioni in più a tempo parziale. In pratica oggi «ogni cinque lavoratori uno è impegnato sul lavoro per metà del tempo».
Si intravede, però, un futuro che può darci conforto e che può cambiare l’ impresa e il lavoro: l’intelligenza artificiale e la robotica. Già siamo in pista.
Non siamo i primi in Europa – c’è la Germania che nel 2018 ha installato 26.700 robot – ma con i nostri 9.800 robot abbiamo quasi doppiato la Francia (5.800) e la Spagna (5.300) .
C’è un altro aspetto del futuro che ci può confortare: i giovani che hanno abbracciato le idee della giovane Greta. Sono tanti, secondo il Censis. Nel 74 per cento degli edifici scolastici è arrivata l’etica ambientalista e nel 42 per cento sono stati così aboliti i cibi preconfezionati dai distributori automatici, mentre nel 23 per cento sono stati introdotti snack e merende preparate a scuola con prodotti locali. Non solo: il 68,7 per cento dei dirigenti delle scuole d’infanzia, primarie e secondarie hanno attivato orti dentro le scuole.
Alessandra Arachi

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