Istat, Indicatori demografici, 7 febbraio 2020

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Indicatori demografici

 


Gli italiani sono sempre di meno, un declino da cinque anni inarrestabile. Al 1° gennaio 2020 i residenti ammontavano a 60 milioni e 317 mila, 116 mila in meno rispetto al 2019. Il calo è dovuto sostanzialmente al crollo dei nati nel Mezzogiorno e al Centro, mentre nel Nord le culle crescono con un buon ritmo: Bolzano, 5 per mille, Trento 3,6 per mille, bene anche Lombardia ed Emilia-Romagna. Le nascite sono decisamente inferiori ai decessi, 435 mila contro 647 mila. Si tratta, sottolinea l’Istat, «del più basso livello di ricambio naturale mai espresso dal Paese dal 1918». Per ogni 100 persone che muoiono in Italia ne nascono solo 67 (dieci anni fa erano 96). Il numero di figli per donna rimane costante, 1,29. A incidere sul calo non è la decisione di mettere al mondo meno figli ma la diminuzione del numero di donne in età fertile (cioè tra i 15 e i 49 anni): in un anno si sono ridotte di 180 mila unità. Altri numeri interessanti: la quota di popolazione straniera sul totale è dell’8,9% (5,4 milioni, in crescita); calano gli ingressi di stranieri in Italia (nel 2019 sono stati 25 mila in meno rispetto al 2018 e 34 mila in meno sul 2017); la speranza di vita alla nascita si è allungata di un mese, è a quasi 81 anni per gli uomini e 85,3 per le donne.

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