Post molto lungo. Scusatemi
Abbiamo già detto altre volte “nulla sarà più come prima”. Almeno due negli ultimi venti anni: dopo l’assalto alle Torri Gemelle e all’indomani dello sconquasso determinato dalla crisi dei subprime. Già crisi globali, ma divampate nel cuore dell’Occidente: le esplosioni del 2001 sembravano dare ragione alla profezia di Huntington sullo scontro di civiltà in atto, il crack del 2008 fotografava un capitalismo avido e distante dal common people. Anche se diversissime tra loro, entrambe le vicende consentivano alle nostre ansie degli sbocchi in qualche modo tranquillizzanti: avevamo nemici da combattere (il fondamentalismo islamico, la finanza rapace), potevamo proteggerci dall’arrembante dimensione globale dei problemi rifugiandoci dentro le nostre presunte casematte (i valori occidentali, gli Stati-nazione, etc…). I “nulla sarà più come prima” erano delle risposte rozze e vigorose, rumorosi squilli di trombe o annunci finanche inconsapevoli: incubavano le crisi di rappresentanza, i sovranismi e i populismi che…
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