per partecipare alla consultazione Appunti per il welfare che ci aspetta, a cura di IRS – Istituto di Ricerca Sociale, luglio 2020

L’emergenza sanitaria degli ultimi mesi ci ha travolti e interroga anche noi ricercatori, formatori, analisti e valutatori di politiche dell’Area Politiche e servizi sociali e sanitari dell’Istituto per la ricerca sociale.
Sentiamo l’urgenza di dare il nostro contributo di analisi e proposte di lavoro con e per i servizi di welfare, profondamente convinti che le fatiche e le difficoltà di questa congiuntura possano aprire la strada a nuove possibilità ed opportunità di cambiamento.
Lo facciamo mettendo insieme sguardi e professionalità differenti sul welfare sociale e territoriale, nella tradizione che è propria del nostro Istituto, già espressa in progetti come Welforum.it, Prospettive Sociali e Sanitarie e LombardiaSociale.it.
Ma vorremo che questi primi “appunti” si arricchissero anche del contributo degli addetti ai lavori, operatori, decisori, studiosi e liberi cittadini, a diverso titolo interessati alle politiche e agli interventi del sociale.
Questo per arrivare a un’agenda condivisa di priorità per il welfare che ci aspetta.
 
Se sei interessato, puoi partecipare alla consultazione

vai a:

Appunti per il welfare che ci aspetta


leggi anche l’articolo in:

welforum: https://welforum.it/appunti-per-il-welfare-che-ci-aspetta/


leggi anche il comunicato su linkedin

Irs - Istituto per la Ricerca Sociale
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2 giorni fa
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Un commento

  1. Mi pare accertato che la tragica emergenza Covid -19 ha di fatto ridotto al minimo, se non cancellato di fatto, il rispetto del diritto all ‘ autodeterminazione terapeutica, diritto così faticosamente raggiunto con la legge 219 / 2017 in vigore dal 31 gennaio 2018.
    In particolare: quante persone finite nelle terapie intensive avevano espresso il loro consenso per tale intervento? Quante sono state messe nelle condizioni di poter optare per un ‘assistenza palliativa domiciliare? Quante persone ottuagenarie finite in terapia intensiva ne sono uscite vive? In che condizioni?
    Mi occupo, come volontaria, da quasi vent’anni di problematiche di fine vita nell ‘ Associazione Libera Uscita OdV, nel momento dell ‘ emergenza abbiamo ricevuto telefonate di persone molto avanti negli anni che volevano scongiurare il pericolo di vedersi costrette a morire in una terapia intensiva. L’ esperienza alle spalle dovrebbe aver insegnato che la prima regola da rispettare deve essere il consenso informato, ovviamente raccolto per tempo ai primi sintomi, quando la persona è ancora pienamente in grado d ‘ intendere e volere.

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