Anatomia di un cuore selvaggio. Autobiografia di Asia Argento (Piemme), 26 gen 21

Anatomia di un cuore selvaggio. Autobiografia di Asia Argento (Piemme). Elvira Serra sul Corriere della Sera: «Suo padre e sua sorella Fiore hanno letto il libro? “No, non ancora. Sono molto spaventata, perché ai tempi di Incompresa (il film autobiografico del 2014) non la presero bene”. I suoi figli? “Anna Lou ha già letto molte cose. Fra l’altro, me le facevo leggere ad alta voce da lei dopo che le scrivevo. A Nicola ho letto io alcuni pezzi, come l’inizio”. Sapevano che sua madre era stata così violenta con lei? “Sì. E non riuscivano a conciliare i loro ricordi con i miei, soprattutto mia figlia, che era molto legata a sua nonna”. Rinunciò alla patria potestà… “Immagino si fosse sentita rifiutata. Ero andata via di casa il giorno dopo il mio 14° compleanno: non aveva comprato nemmeno una torta e avevo capito che non gliene importava nulla, di me. Ai miei figli organizzo sempre qualcosa di speciale per il compleanno… Raccontai a mio padre le violenze che subivo in casa, e con lui ci inventammo lo stratagemma che stavo da mia nonna, anche se in realtà vivevo a casa sua da sola, perché era impegnato sul set e Fiore studiava negli Stati Uniti. Così un giorno mia madre mi fece chiamare dal Tribunale – mi ci accompagnò la segretaria di mio padre – e rinunciò alla patria potestà. La riprese quando sono rimasta incinta di Anna Lou”. Lei è mai stata violenta con i suoi figli? “No, mai. Da ragazzina pensavo che non avrei mai avuto figli per questo. E invece sono riuscita a spezzare l’incantesimo”. Chiese a sua madre perché la picchiava? “Sì, rispose che ero la più forte. Doveva sfogarsi… Io sono dovuta diventare la più forte”. […] Cos’ha ereditato dai suoi genitori? “Da mio padre una grande disciplina, il rispetto per il lavoro, un lato artistico più cinematografico. Da mia madre una sorta di libertà di pensiero, di amore per la letteratura, per la bellezza, per la natura. E poi il lato seduttivo che aveva lei: per me si è un po’ affievolito”. La sogna? “Non più: la sognavo quando era malata”. E sua sorella Anna, l’altra figlia di sua madre, mancata nel 1994 in un incidente? “Lei spesso. Faccio sempre lo stesso sogno. La incontro e dico: ‘Anna, ma allora sei ancora viva’. ‘Sì, mi sono nascosta’. ‘Ma perché ti sei nascosta da me? Tutti questi anni avremmo potuto fare tante cose insieme!’. Però dentro di me sento la speranza che possiamo recuperare il tempo perduto”»

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.