Auschwitz, città tranquilla. Dieci racconti di Primo Levi (Einaudi), 26.1.21

Francesca Rosso su La Stampa: «“Me, mi conoscete. Può essere che allora e laggiù, in quegli stracci da zebra, colla barba ancora peggio rasa che d’abitudine, ed i capelli tosati, avessi un aspetto molto diverso da oggi; ma la cosa non ha importanza, il fondo non è cambiato”. Comincia così, fulminante, secco, un pugno di ghiaccio, Capaneo, uno dei dieci racconti di Primo Levi, raccolti, insieme a due poesie, in Auschwitz, città tranquilla a cura di Fabio Levi e Domenico Scarpa. […] Ne abbiamo parlato con […] Nadia Terranova, […] autrice, per Einaudi, di Gli anni al contrario e Addio fantasmi, nella cinquina finalista del Premio Strega 2019. Come è il libro? “Primo Levi dà il meglio nella forma breve. Siamo abituati a pensare a lui come testimone prima che come scrittore, ma è un grande autore con un forte senso della forma. Il libro è una commistione di linguaggi diversi: racconto, poesia, forma teatrale. Raccoglie materiale uscito sui giornali ma ha un cuore letterario, è un libro di narrativa e non un saggio. Potrebbe essere un quarto capitolo dopo Se questo è un uomoLa treguaI sommersi e i salvati”. Qual è la forza di Levi scrittore? “Ha incipit folgoranti come ‘Me, mi conoscete’ e la capacità di dischiudere mondi in poche pagine usando forme diverse”. […] La scrittura è terapeutica? “Purtroppo non salva. Dà sollievo e lenisce ma non salva. Quando si ha in mente un romanzo, scrivere porta in sé una porzione di futuro. Non si scrive per pacificarsi, ma per restare in guerra. Se c’è un conflitto risolto o risolvibile, non vado a scavare. Se c’è uno scoglio, c’è accanimento e insisto, in guerra con me stessa che oppone resistenza. La scrittura deve tirarci fuori dalla comfort zone. Si sente che Levi ha un rapporto conflittuale con la scrittura”. Che ruolo ha la memoria nella scrittura? “Parafrasando Annie Ernaux, è la memoria della vergogna che si consegna alla scrittura. Ma si può sostituire con altri sentimenti negativi: rabbia, paura, conflitto, pericolo”».

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