È la Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto, 27 gen 21

Antonio Ferrari sul Corriere della Sera:

«La Shoah (parola ebraica che significa catastrofe) è certamente l’evento più complesso e mostruoso avvenuto nel secolo scorso. Complesso perché sui dettagli delle cause scatenanti gli storici stanno ancora studiando e discutendo. […] Mostruoso nella sua unicità storica: cioè la pianificazione, l’organizzazione e l’esecuzione del genocidio di una parte della razza umana, senza colpe specifiche, se non quella d’essere ebraica. Quasi sei milioni di morti, con l’obiettivo dichiarato di cancellare dall’Europa tutti gli israeliti. […] Alcuni gerarchi di Hitler avevano proposto di deportare tutti gli ebrei nel Madagascar, ma le sorti della guerra, i costi e la campagna militare contro l’Unione Sovietica (cominciata nel giugno 1941) avevano imposto scelte alternative. Ecco dunque disegnarsi il massimo dell’orrore. Il 20 gennaio del 1942, in un castello lussureggiante nel Parco di Wannsee, alla periferia di Berlino, i gerarchi di Hitler, guidati da Reinhard Heydrich, feroce responsabile dell’apparato repressivo delle SS, decisero e pianificarono la Soluzione finale. Cinicamente, si voleva evitare ai soldati tedeschi lo “stress da fucilazione”, quindi ci si orientò su tre iniziative combinate agghiaccianti: “uccisione, eliminazione, sterminio”. Dopo il pranzo si discusse della quantità di gas necessaria per annientare ogni giorno il maggior numero di ebrei e altri elementi ritenuti nocivi, tra cui comunisti, rom, disabili, omosessuali. Di quell’orrenda riunione sarebbe rimasto un unico verbale. Heydrich fu ammazzato cinque mesi dopo a Praga da un commando di resistenti cechi. […] Negli ultimi anni il tema della memoria si è finalmente imposto all’attenzione generale, anche grazie alla decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di nominare senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, che da decenni porta nelle scuole italiane la sua sofferta testimonianza, invitando a visitare il Memoriale di Milano, in un angolo sotterraneo e nascosto della stazione Centrale, da dove partivano i treni diretti nei campi di sterminio. È stata la Segre a volere che all’ingresso del Memoriale fosse scolpita, a caratteri cubitali, la parola “Indifferenza”. L’indifferenza spesso, anzi quasi sempre, è peggio dell’odio»

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