Esperienze di vita nei giorni del silenzio. La Bicocca al tempo del Coronavirus, a cura di Giampaolo Nuvolati (Nomos), 2021

Federica Cavadini sul Corriere della Sera:

«“Tutto cominciò il 3 marzo alle 20 e 49. Il Dpcm del 1° marzo aveva disposto misure per l’emergenza da Covid-19. A Milano le strade erano ancora affollate eppure i segnali c’erano. Scrivo un whatsapp alla rettrice: magari è una cavolata, ma noi potremmo produrre grandi quantità di gel: può servire?”. Inizia così il diario di Alessandro Abbotto, direttore del dipartimento di Scienze dei materiali all’Università Bicocca. Racconta la chiamata ai colleghi chimici, i primi 30 litri di gel consegnati in rettorato, le consegne agli ospedali. “Il nostro dipartimento da luogo di ricerca era diventato in pochi giorni sito produttivo di uno dei materiali più ricercati del momento. Il 19 marzo altra chiamata ai colleghi, e nel giro di 24 ore mi trovo a coordinare un gruppo: così parte anche il progetto mascherine”. Il suo contributo è nel libro che racconta in cinquanta storie l’Università di Milano Bicocca durante l’emergenza coronavirus. Dai contributi sulla ricerca alle testimonianze di professori e universitari. Un anno di pandemia nei racconti dal campus, dai quattordici dipartimenti, dagli studentati, dai reparti d’ospedale, dai centri di ricerca. […] Diari di professori e ricercatori e anche diari di studenti. Chi era in Erasmus. Chi si è fermato negli studentati a Milano. Luigi Micillo descrive “il lockdown in una residenza universitaria”. Racconta le giornate al “quarto”: “È il piano dove c’è la sala tv e la terrazza. È il posto in cui si condivide, si studia, si fuma, si prende il caffè. Il quarto è stato la nostra base sicura. Molti si sono impegnati nel flashmob delle sei: si eseguiva l’Inno nazionale seguito da tre brani. Sembrerà banale, eppure era importante”. […] Parole e immagini. […] Ci sono gli scatti in bianco e nero per raccontare una giornata in Bicocca: “Mentre le strade erano ancora deserte, il 13 maggio 2020 ho documentato un primo accenno di ritorno alla normalità”, spiega il fotografo Alessandro Giugni. E ci sono le immagini del campus in un anno di pandemia. Il libro esce a un anno dal primo caso di Covid-19: “Quando a marzo 2020 l’emergenza ha assunto dimensioni impensabili, l’università ha reagito prontamente avviando una serie di iniziative importanti – scrive il curatore Giampaolo Nuvolati, professore di Sociologia –. Il volume raccoglie vicende umane, testimonianze, esperienze e progetti concreti intrapresi dalla comunità accademica per affrontare la pandemia”».

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