MANZINI Ezio, Abitare la prossimità. Idee per la città dei 15 minuti, Egea, 2021. Indice del libro

vai alla scheda dell’editore: https://www.egeaeditore.it/ita/prodotti/sociologia/abitare-la-prossimita-.aspx

Il libro di Ezio Manzini individua i pilastri su cui costruire un futuro a misura d’uomo, superando il modello della “città delle distanze” e offrendo un’alternativa credibile alla società “del tutto a/da casa”. Nel segno di impegno civico e nuove tecnologie.


La città dei 15 minuti? Per esistere (e resistere) deve fondarsi su tre pilastri fondamentali: comunità, cura e innovazione digitale. Concetti diversi, talvolta lontani, ma che non possono prescindere gli uni dagli altri nel dare vita a un futuro davvero a misura d’uomo.
Nel libro, Ezio Manzini parte dallo studio di esempi concreti (La ville du quart’heure, di Parigi, le Superillas di Barcellona, la Milano di WeMi e della riqualificazione delle periferie) per analizzarli e integrarli in una visione di insieme che permetta di costruire un modello di riferimento in grado di affrontare le sfide di oggi e di domani.

Una popolazione sempre più anziana, fragile e isolata da un lato, una realtà sempre più ibrida – in cui la dimensione fisica e quella digitale giocano a scambiarsi di ruolo – dall’altro, il tutto accelerato dalla crisi sanitaria innescata dalla pandemia: il disgregamento e la desertificazione sociale sono rischi sempre più concreti e chi sognava un felice superamento del modello novecentesco della “città delle distanze” potrebbe restare deluso. La società del “tutto a/da casa” che si sta affermando, infatti, sembra anticipare un futuro dominato dall’individualismo e dalla solitudine. Per costruire un’alternativa credibile non si può più aspettare ed è in quest’orizzonte che si colloca la “città della prossimità abitabile” proposta dall’autore.

Per raggiungerla il punto di partenza è la (ri)costruzione di una comunità in grado di rigenerarsi per durare nel tempo. Un’impresa possibile da un lato progettando le condizioni per un ambiente adatto dal punto di vista urbanistico e sociale; dall’altro producendo degli stimoli (come eventi e iniziative) che portino a generare incontri e avviare “conversazioni” da cui possano nascere nuove comunità. Una dimensione di prossimità, quindi, diversificata ed equilibrata non solo tra la componente funzionale e quella relazionale, ma anche tra la dimensione fisica e quella digitale.

 

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