MARIO AVAGLIANO, MARCO PALMIERI, Il dissenso al fascismo. Gli italiani che si ribellarono a Mussolini (1925-1943), il Mulino – 2022. Indice del libro

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il Mulino – Volumi – MARIO AVAGLIANO, MARCO PALMIERI, Il dissenso al fascismo

«Chi ha visto le interminabili sfilate in parata delle camicie nere, dei giovani, dei contadini, degli operai, degli atleti, dei preti, delle monache, delle madri prolifiche, chi ha assistito alle cerimonie nelle quali le più alte cariche dello Stato facevano atto di devozione al regime, ed alle dimostrazioni oceaniche nelle maggiori piazze d’Italia, alle folle deliranti per il duce, può intendere quali sentimenti dovesse vincere chi continuava la lotta anche dopo superata la crisi per l’assassinio Matteotti: aveva veramente l’impressione di muovere all’assalto del Monte Bianco armato solo di uno stuzzicadenti»
Ernesto Rossi

Stretti nella morsa fra repressione e consenso, i reduci dei partiti messi al bando e gli oppositori militanti del fascismo, ma anche coloro che erano semplicemente scettici, poco allineati o scontenti furono emarginati, incarcerati, inviati al confino, costretti all’emigrazione e sottoposti al controllo occhiuto della famigerata Ovra. Gli spazi per esprimere dissenso – con scioperi, proteste o in forme non organizzate e in ambito privato – erano limitati ed era rischiosissimo lasciarsi sfuggire anche solo una battuta di spirito, a causa delle spie e delle delazioni. A partire dai rapporti delle prefetture, delle questure e dei carabinieri, le relazioni della censura, del Pnf e dell’Ovra, i giornali, i diari e le lettere dell’epoca, gli autori ricostruiscono le storie di una minoranza di italiani che, all’indomani del delitto Matteotti e fino alla caduta del regime, continuò a esercitare il dissenso.

Presentazione, di Spartaco Geppetti
Introduzione
I. La fine dei partiti: gli antifascisti entrano in clandestinità
1. L’Aventino.
2. Gli attentati a Mussolini.
3. Le leggi fascistissime e la messa al bando degli oppositori.
4. I socialisti.
5. I comunisti.
6. I popolari.
7. I liberaldemocratici.
8. I liberali e i repubblicani.
9. I giornalisti.
II. La repressione, il carcere e il confino
1. L’apparato poliziesco.
2. Il Casellario politico centrale.
3. L’antifascismo in carcere.
4. La vita in cella.
5. La formazione politica.
6. Il rifiuto di chiedere la grazia.
7. Il confino.
8. I martiri dell’antifascismo.
III. I fuoriusciti e l’antifascismo all’estero
1. Le fasi dell’emigrazione antifascista.
2. Svizzera.
3. Francia e Belgio.
4. Tunisia, Algeria ed Egitto.
5. Spagna.
6. Inghilterra, Stati Uniti e Centro e Sud America.
7. Urss.
8. I raid aerei antifascisti dall’estero.
IV. Le sacche di resistenza nella cultura e nella scuola
1. Gli intellettuali nella morsa del regime.
2. Il «no» al giuramento di fedeltà.
3. Dopo il giuramento.
4. Insegnanti e maestri antifascisti.
5. Le case editrici.
V. Il Concordato e il plebiscito e le deboli tracce del dissenso
1. Il Concordato.
2. Il plebiscito.
3. La nuova Camera e la polemica Croce-Mussolini sul Concordato.
4. Lo scontro sulla Fuci e l’Azione Cattolica.
VI. La crisi economica e il malcontento generale
1. Il malcontento dei lavoratori.
2. «Pane e lavoro».
3. Le tensioni al Sud.
4. Prove di opposizione.
5. Alla ricerca di una nuova strategia.
VII. L’opposizione popolare: insulti, barzellette, parodie
1. La difficoltà di esprimere dissenso.
2. Barzellette.
3. Insulti e ingiurie.
4. L’opposizione nello sport.
VIII. La guerra d’Etiopia e l’apice del consenso
1. Dai dubbi all’entusiasmo.
2. Le speranze di riscossa dell’antifascismo.
3. Adua, le sanzioni, l’oro alla patria.
4. La crisi d’identità dell’antifascismo.
5. La disillusione e le speranze tradite.
IX. La guerra di Spagna e il rilancio dell’antifascismo
1. La «Sezione Italiana» e il battaglione Garibaldi.
2. La battaglia di Guadalajara.
3. Il fronte interno italiano.
4. La propaganda antifascista in Italia.
5. Il «nuovo antifascismo» dei giovani.
6. La crisi del volontariato italiano.
X. Le leggi razziali tra indifferenza e pochi casi di dissenso e solidarietà
1. Dubbi, critiche e casi di solidarietà.
2. La debole reazione degli antifascisti e dei fuoriusciti.
3. Qualche voce isolata in Italia.
4. Le critiche di una parte della Chiesa e dei cattolici.
5. Qualche intellettuale dissenziente.
XI. Il Patto con la Germania, la guerra e le crepe nel fronte interno
1. Verso la guerra.
2. L’ingresso nel conflitto.
3. Il primo anno di guerra e l’invasione della Grecia.
4. I primi cedimenti del fronte interno.
5. Il giro di vite nei confronti degli antifascisti.
XII. Le disfatte militari e la fine del consenso
1. Segnali di fragilità del fronte interno.
2. I rigori del secondo inverno di guerra.
3. Le crepe nel mito del duce.
4. Il dissenso tra i militari.
5. Il rilancio dell’antifascismo clandestino.
6. Atti di boicottaggio e proteste popolari nel 1942.
7. L’ultimo appello del duce.
XIII. La svolta del 1943: gli scioperi nelle fabbriche e lo sbarco in Sicilia
1. Gli scioperi nelle fabbriche.
2. «L’Italia fallisce, sol Dio sa quando finisce».
3. L’antifascismo tra i militari.
4. Lo sbarco in Sicilia, le bombe su Roma e il piano per l’arresto di Mussolini.
XIV. La caduta del fascismo
1. La reazione popolare.
2. La reazione degli antifascisti.
3. La reazione dei militari.
4. Verso la guerra civile.

Mario Avagliano e Marco Palmieri sono giornalisti e storici, con il Mulino hanno pubblicato «Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte» (2014), «L’Italia di Salò» (2016), «1948. Gli italiani nell’anno della svolta» (2018, Premio Fiuggi Storia), «Dopoguerra. Gli italiani tra speranze e disillusioni» (2019), «I militari italiani nei lager nazisti» (20212), «Paisà, sciuscià e segnorine. Il Sud e Roma dallo sbarco in Sicilia al 25 aprile» (2021).

Copertina Il dissenso al fascismo

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