L’articolo “Una mente anestetizzata, così il nostro cervello si adatta allo scrolling” di Santino Gaudio, pubblicato su Domani, definisce il “brain rot” come un adattamento disfunzionale del sistema nervoso all’iperstimolazione digitale.
Il fenomeno, causato dalla fruizione passiva di contenuti brevi, riduce le capacità attentive e la memoria a breve termine a causa di una saturazione dopaminergica.
Per leggere l’analisi completa, visita Domani.
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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