Guido Melis, Le istituzioni della Repubblica italiana. 1946-1994, Il Mulino, 2026

Il libro “Le istituzioni della Repubblica italiana. 1946-1994” di Guido Melis, pubblicato dalla casa editrice il Mulino il 27 marzo 2026, è un’opera monumentale di oltre 700 pagine che analizza l’evoluzione dello Stato italiano dalla nascita della Repubblica alla fine della cosiddetta “Prima Repubblica”. [1, 2, 3]

Informazioni principali

  • Contenuto: Il volume esplora il dialogo tra le istituzioni (Parlamento, Governo, Regioni, Magistratura) e le trasformazioni sociali ed economiche del Paese.
  • Arco temporale: Analizza il periodo che va dal referendum del 2 giugno 1946 alle elezioni politiche del 1994.
  • Struttura: Si concentra su fenomeni come il ridimensionamento del Parlamento, le metamorfosi del modello di governo e il ruolo decisivo della Presidenza della Repubblica.
  • Dati tecnici:
    • Pagine: 744.
    • Collana: Collezione di testi e di studi.
    • ISBN: 9788815395047. [4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11]

INDICE:

Introduzione. Una premessa necessaria 1. La politica 2. L’economia 3. Le istituzioni 4. La ricerca, le fonti

I. L’Assemblea costituente (1946-1948) 1. Il cantiere «operoso» della Costituente 2. Un prezioso suggeritore dietro le quinte: il ministero per la Costituente 3. Lavori in corso: la «macchina» 4. La prima sottocommissione: il lavoro come «fondamento» della Costituzione 5. La seconda sottocommissione: uno Stato regionalista? Un Senato delle categorie e delle regioni? 6. Come si organizza uno Stato democratico? 7. La terza sottocommissione: i diritti sociali 8. Il sarto della Costituzione. La confezione della Carta e i suoi artefici 9. In Assemblea: approvazioni, opposizioni, modifiche

II. Alcide De Gasperi e il suo tempo 1. L’età di De Gasperi 2. Addio alla Costituente: il «piccolo ricambio» della classe politica 3. L’arte raffinata di comporre i governi 4. La continuità: il passato che non passa 5. La macchina in funzione: il Consiglio dei ministri, i comitati interministeriali, i gabinetti 6. Il Parlamento di De Gasperi al lavoro: qualche cifra, qualche valutazione 7. La fabbrica delle leggi: i tempi di lavoro del Parlamento 8. Le nuove élite italiane e l’America: la diplomazia economica del dopoguerra 9. La grande assente, la riforma amministrativa 10. Finale di partita

III. L’incerta transizione 1. La difficile eredità di De Gasperi 2. Il paradosso del «miracolo» senza la politica 3. Il Partito politico moderno principe 4. Partito forte, governi deboli. La Dc, la sua crisi, terapie e rimedi 5. 1958-1962: l’Italia in bilico 6. La nuova tela da tessere: i due governi Fanfani

IV. Il centro-sinistra, luci e ombre del riformismo 1. Da Fanfani a Moro: una staffetta sofferta 2. Aldo Moro e la difficile sfida del centro-sinistra 3. La programmazione e le sue élite 4. Tra «rivoluzione» e riforme 5. Grandi riforme, piccoli governi

V. L’inverno del nostro scontento. Gli anni Settanta tra crisi e riforme 1. Il «grande stallo» dell’economia 2. I tre giganti del parastato: Iri, Cassa per il Mezzogiorno, Eni 3. Un paese senza élite? 4. Governi prêt-à-porter: l’insostenibile leggerezza del governare 5. L’amministrazione, i gabinetti e gli uffici di staff 6. Gli esordi della «seconda amministrazione»: le Regioni a statuto ordinario

VI. La grande illusione. E la sua fine 1. In mezzo al guado 2. L’usato sicuro, l’ineluttabile presenza di Andreotti 3. L’eruzione del vulcano; e la colata della lava 4. Gli anni Ottanta. Crisi e/o spensieratezza 5. Un governo qualunque, per amministrare comunque 6. Bettino Craxi e gli altri. L’irresistibile ascesa 7. Alla ricerca di un governo «che governi» 8. L’ultima volta di Giulio Andreotti, la variabile Cossiga 9. Due «Governi ex art. 92 della Costituzione»

Recensioni e Accoglienza

Le prime analisi critiche descrivono il lavoro come un’“opera magistrale” che riapre il dibattito sulla storia dello Stato. [12]

  • Prospettiva storica: Melis è lodato per la sua capacità di integrare fonti archivistiche e prassi concrete, offrendo una visione “antropologica” e non solo giuridico-formale delle istituzioni.
  • Temi chiave: La critica ha sottolineato come l’autore descriva istituzioni “mai immobili”, evidenziando il ruolo dei partiti nella costruzione della Costituzione e la successiva crisi del sistema politico.
  • Opinione degli esperti: Viene considerato una “mappa genetica” dell’Italia contemporanea, essenziale per comprendere le dinamiche del potere pubblico. [4, 7, 13, 14, 15]

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