Carla Capponi, nota con il nome di battaglia “Elena”, è stata una delle figure femminili più importanti della Resistenza italiana. Il suo impegno nella lotta partigiana clandestina ha contribuito in modo decisivo alla liberazione di Roma e al raggiungimento del traguardo democratico del 2 giugno 1946, giorno del Referendum istituzionale e della nascita della Repubblica Italiana. [1, 2, 3, 4, 5]
Carla Capponi durante la Resistenza
Nata a Roma nel 1918, Carla Capponi crebbe in una famiglia antifascista. Subito dopo il bombardamento di San Lorenzo e l’armistizio dell’8 settembre 1943, scelse la via della militanza attiva nel Lazio. [2, 6, 7]
- Ingresso nei GAP: Entrò nei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) centrali di Roma, diventando in breve tempo vice comandante e raggiungendo il grado militare di capitano.
- La conquista delle armi: Inizialmente i comandi partigiani rifiutavano di distribuire armi alle donne. Per dimostrare la parità di ruolo, Capponi rubò una pistola Beretta a un ufficiale della milizia fascista a bordo di un autobus affollato.
- L’attacco di via Rasella: Il 23 marzo 1944 partecipò in prima persona, insieme al compagno e futuro marito Rosario Bentivegna, all’organizzazione e all’esecuzione dell’attacco contro il reggimento tedesco Bozen in via Rasella.
- Azioni di supporto eclatanti: Prese parte a numerosi scontri a fuoco e a operazioni strategiche, tra cui la logistica per favorire la fuga dal carcere di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat.
- Medaglia d’Oro: Per il coraggio dimostrato sulla linea del fuoco, venne decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. [2, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14]
Il traguardo del 2 giugno 1946 [15]
Per Carla Capponi e per le migliaia di donne che avevano partecipato alla Resistenza, il 2 giugno 1946 non rappresentò solo la scelta dello Stato repubblicano, ma il coronamento di una battaglia per la piena cittadinanza politica. [4, 16]
- Il suffragio universale: Il referendum istituzionale e le elezioni per l’Assemblea Costituente videro, per la prima volta in una consultazione politica nazionale italiana, l’esercizio del diritto di voto per le donne.
- Dalle armi alle urne: Il protagonismo femminile nelle staffette, nel supporto logistico e nei combattimenti armati scardinò il vecchio ordinamento fascista, imponendo l’estensione del voto come atto di giustizia democratica e non come concessione.
- La vittoria morale: La nascita della Repubblica Italiana cancellò l’istituto monarchico dei Savoia, ritenuto corresponsabile della dittatura e della guerra, concretizzando l’ideale democratico e antifascista per cui la Capponi aveva rischiato la vita. [2, 3, 4, 16, 17, 18]
Il post-guerra e l’impegno politico
Dopo la Liberazione, Carla Capponi continuò a tradurre i valori della Resistenza nelle istituzioni democratiche nate proprio da quel 2 giugno. [7, 19]
- Diventò una dirigente di primo piano dell’Unione Donne Italiane (UDI), lottando per i diritti delle lavoratrici.
- Venne eletta deputata alla Camera nelle liste del Partito Comunista Italiano (PCI) per due legislature.
- Dedicò l’intera esistenza alla custodia della memoria storica, facendo parte della presidenza dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2000. [9, 19, 20, 21, 22]
[4] https://www.fondazionestudistoriciturati.it
[5] https://elezionistorico.interno.gov.it
[11] https://www.raiplaysound.it
[13] https://www.larchivio.com
[16] https://www2.edu.lascuola.it
[17] https://www.enciclopediadelledonne.it
[19] https://patrimonio.archivio.senato.it
[20] https://www.ilsaggiatore.com
[21] https://patrimonio.archivio.senato.it
[22] https://patrimonio.archivio.senato.it
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