Il fascismo eterno (conosciuto anche come Ur-Fascismo) è un celebre saggio di Umberto Eco tratto da un discorso pronunciato il 25 aprile 1995 alla Columbia University.
L’autore spiega che il fascismo storico è finito, ma le sue caratteristiche psicologiche e culturali rimangono una minaccia costante e senza tempo, capace di ripresentarsi sotto forme diverse e apparentemente innocenti. Oggi l’opera è pubblicata in volume da La nave di Teseo. [1, 2, 3]
Eco definisce il fascismo come un totalitarismo fuzzy (sfumato e contraddittorio). A differenza del nazismo, che aveva una filosofia rigida e monolitica, al fascismo si può “giocare” in molti modi perché i suoi elementi non formano un sistema coerente. Tuttavia, basta che una sola di queste caratteristiche sia presente per far coagulare una “nebulosa fascista”. [3, 4, 5]
Le 14 caratteristiche dell’Ur-Fascismo
- Culto della tradizione: La verità è già stata rivelata nel passato; non c’è spazio per l’avanzamento del sapere.
- Rifiuto del modernismo: Disprezzo per l’Illuminismo, la ragione e lo sviluppo culturale moderno, visti come l’inizio della decadenza.
- Culto dell’azione per l’azione: L’azione ha valore in sé; pensare è una forma di evirazione e la cultura è guardata con sospetto.
- Il disaccordo è tradimento: La cultura critica e lo spirito scientifico operano distinzioni; per l’Ur-Fascismo il dissenso è eresia.
- Paura della differenza: Sfruttamento ed esasperazione del naturale timore per l’altro, il diverso, lo straniero.
- Appello alla frustrazione sociale: Ricerca del consenso tra le classi medie frustrate da crisi economiche o politiche.
- Ossessione del complotto: La comunità deve sentirsi costantemente minacciata da nemici interni o esterni.
- I nemici sono troppo forti e troppo deboli: I sostenitori devono sentirsi umiliati dalla ricchezza/forza del nemico, ma convinti di poterlo sconfiggere.
- Non c’è lotta per la vita, ma “vita per la lotta”: Il pacifismo è collusione con il nemico; la vita è una guerra permanente.
- Disprezzo per i deboli: Elitarismo di massa; ogni cittadino appartiene al popolo migliore del mondo, ma i superiori disprezzano i sottoposti.
- Culto dell’eroismo e della morte: Ognuno è educato a diventare un eroe; la morte viene glorificata come il fine supremo della vita.
- Machismo: Disprezzo per le donne e intolleranza verso le abitudini sessuali non conformi (dall’omosessualità alla castità).
- Populismo qualitativo: Il popolo non ha una volontà propria, ma viene rappresentato dal Leader come un’unica voce teatrale.
- Uso della Neolingua: Utilizzo di un lessico povero, elementare e privo di sfumature, finalizzato a limitare gli strumenti del ragionamento critico. [3, 4, 5, 6, 7]
Il saggio si conclude con un monito fondamentale: l’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il dovere dei cittadini democratici è quello di smascherarlo, vigilare e puntare il dito su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno e in ogni parte del mondo. [2]
fonti informative:
[5] https://laletteraturaenoi.it
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