“Lei ha un cancro dell’ovaio metastizzato e in fase avanzata”. Sentirsi dire una cosa del genere da un signore che ci guarda dritto negli occhi col suo faccione serioso che riempie lo schermo rappresenta un fatto non usuale, né piacevole, per noi spettatori che ci siamo appena messi a sedere in sala.
E’ quanto ci accade andando a vedere questo film. In realtà, o meglio nella filmica finzione, quelle tremende parole, pronunciate da un oncologo, non sono dirette a noi bensì a Vivien Bearing, donna non più giovanissima, austeramente solitaria, d’intelligenza e cultura profonde nonché studiosa di poesia inglese del 600 e in particolare del metafisico, e arguto, John Donne.
Resa forte da tutto ciò, Vivien (una splendida Emma Thompson) accetta la proposta dell’oncologo di ricoverarsi per subire un trattamento terapeutico “molto aggressivo” (parole dell’oncologo), sperimentale, per affrontare il quale occorrerà tanto coraggio ma (ancora parole dell’oncologo)“così lei darà un contributo alla nostra conoscenza”. A casa, Vivien pensa “Sto per diventare una cavia”. Peraltro, fattasi inquilino di quel luogo dalla particolare giurisdizione che è l’ospedale, riesce a lungo a comportarsi da cavia intelligente.
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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