Walter Veltroni ha già vinto … sul terreno del linguaggio e della pacatezza e moralità del dialogo con gli altri

 


Walter Veltroni ha già vinto sul terreno del linguaggio e della pacatezza e moralità del dialogo con gli altri.
Martedì sera era a Matrix, intervistato da Enrico Mentana con uno stile che mi ha ricordato una  straordinaria intervista di Giovanni Minoli a Enrico Berlinguer negli anni ’70, e ha espresso questi aurei concetti di comunicazione assertiva:

“Penso che chi fa il mio lavoro ha il dovere di essere intellettualmente curioso.
Giuliano Ferrara dice cose sulla quali talvolta non sono d’accordo. Però sono cose sempre intelligenti e da leggere e guardare per il fondo di dubbio che instillano e con le quali fare i conti.

Di Pietro rappresenta una battaglia per la legalità e la moralità pubblica che è sempre interessante. Perchè una persona  non dovrebbe sentire questo messaggio e sminuirlo per una contrapposizione su altre questiioni politiche?

Non apprezzo coloro che vivono fanaticamente chiudendosi nelle proprie concezioni ideologiche senza avere dubbi, senza ascoltare e cercare ancora

Marco Travaglio, da cui mi allontana l’elemento fondamentalista che lo caratterizza, pone certe volte problemi sulla lotta alla corruzione come elemento di moralità pubblica che io ammiro

Ciascuno di noi è il prodotto della sua vita e delle diverse cose che lo circondano.

Ciascuno, nella sua vita, è : “ma anche …”

Il “maanchismo” è il manifesto della laicità, intesa come abbandono dell’integralismo, di ogni fondamentalismo intollerante, di ogni concezione arrogante e della pretesa di avere ragione su tutto …

perchè chi non dice “ma anche ….” finisce per dire “senza se e senza ma”

trascritto da Matrix – Enrico Mentana, Intervista a Walter Veltroni, 6 febbraio 2008


Veltroni, ecco i dodici punti del programa elettorale

ROMA – Ecco in sintesi, le “dodici proposte innovative per cambiare l’Italia” che il candidato premier del Pd le ha esposte alla platea dell’assemblea costituente del Pd.

Primo. Scegliere come priorità infrastrutture e qualità ambientale. No alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e all’Alta Velocità e al completamento della Tav.

Secondo. Innovazione del Mezzogiorno. No ad una “politica per il Mezzogiorno che disperda fondi in una miriade di programmi, mentre diciamo sì ad una drastica e veloce revisione dei programmi europei.

Terzo. Controllo della spesa pubblica. Il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno.

Quarto. “Fare quello che non è mai stato fatto”: ridurre le tasse ai contribuenti leali ai lavoratori dipendenti e autonomi. A partire dal 2009 un punto in meno di Irpef ogni anno per tre anni

Quinto. Investire sul lavoro delle donne. Noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo.

Sesto. Il problema della casa. Aumentare le case in affitto e “costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro”.

Settimo. Invertire il trend demografico mediante l’istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido.
Ottavo. L’università. Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010.

Nono. Lotta alla precarietà, qualità del lavoro e sua sicurezza. I giovani precari dovranno raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili.

Decimo. La sicurezza. Maggiori fondi per le forze dell’ordine e certezza della pena come uno dei cardini dell’azione di governo del centrosinistra.

Undicesimo. Giustizia e legalità. Da troppi anni c’è uno scontro nel Paese. Nell’ordinamento verrà inserito il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione.

Dodicesimo. L’innovazione. Portare la banda larga in tutta l’Italia, garantire a tutti una tv di qualità, superare il duopolio tv e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche.

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