AMBIENTE, ECOLOGIA

Paolo Ferrario, Il Paesaggio dentro e fuori di noi, in Blog di Stannah | Muoversi Insieme

A ciascuno il suo… paesaggio!

In vacanza capita spesso di fermarsi a guardare il paesaggio dal punto panoramico della località che stiamo visitando. Proviamo a fare un test con gli amici che si sono affacciati con noi: tolti gli elementi più importanti, quasi certamente non avremo notato tutti le stesse cose. L’osservazione, infatti, è fortemente condizionata dal nostro modo di essere: addirittura c’è chi teorizza che il paesaggio, in sé, non esista, bensì sia frutto della nostra soggettività. Dell’affascinante argomento parla Paolo Ferrario nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Socialità.
Il nostro esperto si sofferma sul significato dello “stare a guardare” come stimolo per imparare a riconoscere i segni del tempo su ciò che ci circonda. Magari, potremmo ravvisare le tracce del vecchio borgo originario nascosto tra i palazzoni tirati su negli anni Settanta, oppure potremmo considerare esteticamente interessante persino un’area industriale dismessa e riadattata ad altro scopo. Il paesaggio, in definitiva, parla dell’uomo e della sua storia: prestargli attenzione nei momenti di relax potrebbe aiutarci anche a riconsiderare in maniera differente quello che vediamo tutti i giorni sotto casa nostra
Alessandra Cicalini

2 risposte »

  1. Comincio io: adoro osservare il paesaggio. lo facevo anche quando abitavo in centri poco ameni. a volte, anzi, dà uno strano piacere entrare in confidenza con luoghi normalmente ritenuti brutti: si sente di aver stabilito con loro un rapporto speciale, quasi intimo.

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  2. ciao ale
    dici “dà uno strano piacere entrare in confidenza con luoghi normalmente ritenuti brutti”.
    sei in sintonia con Milani, allora!
    è vero: occorre però avere spirito di osservazione. e tu, evidentemente lo hai.
    occorre cercare sotto, dietro. occorre immaginare.
    per me i luoghi vivono, proprio perchè abitati e vissuti dalle persone e dagli animali. anzi: ritengo che noi umani abbiamo tolto spazio vitale agli animali. che sono rispettosissimi dell’ambiente.
    quello che mi fa dolore è constatare il poco amore che gli italiani hanno per questo nostro bellissimo paese. ho in mente sempre lo scandalo dei rifiuti campani che ha prodotto la meritatissima sconfitta elettorale del governo di quella regione. ho in mente le ruspe che stanno tentando di attentare le scoscese montagne del lago di como e tante altre vicende raccontate in modo mirabile da antonio cederna.
    fra l’altro le nuove migrazioni di questi decenni (più popolazione = più case e consumo di spazi) provocheranno altre deturpazioni
    rimarrà solo la memoria fotografica?
    grazie per il commento
    ciao
    paolo

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