l’idea di candidare il villaggio sanatoriale Morelli di Sondalo a patrimonio dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco

Prende sempre più corpo l’idea di candidare il villaggio sanatoriale Morelli di Sondalo a patrimonio dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco. Ipotesi rafforzatasi, peraltro, a seguito del convegno internazionale di studi svoltosi al Vallesana di Sondalo che, insieme al villaggio sanatoriale Morelli, all’Abetina e alla Pineta di Sortenna (il primo sanatorio in assoluto realizzato in Italia nel 1903 ad opera del medico sondalino Zubiani) costituisce un patrimonio monumentale di architettura sanatoriale unico nel suo genere nell’arco alpino considerato che, come sottolineato dalla professoressa Daniela Vaj, dell’Università di Losanna, «la montagna sopra Sondalo e, quindi, la Valtellina può essere considerata la regione italiana pioniera nella cura alla tubercolosi».
«Come sondalini siamo ben consci del patrimonio culturale, monumentale e sanitario che insiste sul nostro territorio e che ne ha tracciato la storia – assicura il sindaco, Luigi Grassi, che insieme ad altri componenti la maggioranza e ad alcuni consiglieri di minoranza ha presenziato ai lavori del convegno le cui fila sono state magistralmente tenute dalla professoressa Luisa Bonesio, docente di Estetica e Geofilosofia all’Università di Pavia, sondalina d’origine -. Già in campagna elettorale avevamo assicurato la volontà di rilanciare il Morelli a tutto campo lavorando anche alla salvaguardia del patrimonio monumentale in esso contenuto così come nelle altre strutture ex sanatoriali che insistono sul nostro territorio. L’ipotesi di adire l’Unesco non è per noi nuova, ma è certamente uscita rafforzata dal convegno appena conclusosi cui ha partecipato anche il commissario Unesco Darko Pandakovic, professore di architettura del paesaggio al Politecnico di Milano».
Pandakovic, nel suo intervento, ha evidenziato come sia già tardi, oggi, per intervenire sulle strutture dismesse del Morelli e come vi sia, quindi, la necessità di procedere speditamente nella ricerca non tanto di supporto rispetto a Provincia e Regione quanto di interesse sovranazionale (europeo e statunitense) da parte di enti, società scientifiche, realtà con finalità educative o di turismo culturale che possano, in qualche modo, essere intrigate dall’investire sui padiglioni dismessi sondalini.
«Qualcosa in questo senso si sta già muovendo – ricorda il sindaco Grassi – considerato l’interesse dell’immobiliare svizzera rispetto all’utilizzo di alcuni padiglioni sondalini. È una strada che va approfondita, così come occorre insistere con la candidatura Unesco accontentandosi, magari, nel frattempo, di ottenere livelli intermedi di protezione monumentale. Ciò senza dimenticare l’impegno della presidenza e dell’amministrazione provinciale che si sta attivando al massimo in Regione per ridare linfa vitale alla struttura ospedaliera, e non solo, sondalina».

Ospedale Morelli, prende corpo l’ipotesi della tutela dell’Unesco – Cronaca – La Provincia di Sondrio.

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