Emergenza migrazioni dal Nord Africa: le Regioni italiane

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, commenta così le dichiarazioni del ministro Umberto Bossi che ha risposto con un “Fora d’i ball” ai giornalisti che gli chiedevano cosa farà il Governo degli immigrati sbarcati sulle coste italiane: “se Bossi avesse visto quello che abbiamo visto noi a Lampedusa – afferma Lombardo – avrebbe provato vergogna per le sue dichiarazioni”.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, sostiene che ”l’aiuto ai profughi o lo danno tutte le Regioni o nessuno. Vediamo i numeri e cerchiamo di capire le potenziali allocazioni”. Zaia richiama il  ”Tutti per uno, uno per tutti” per indicare come si muoveranno le Regioni italiane nel decidere l’accoglienza per i profughi libici. Zaia ha spiegato che il ministro Maroni ”si e’ dichiarato disponibile ad applicare alcuni correttivi, come ad esempio quello chiesto dal Veneto sulla pressione degli immigrati. Noi ne abbiamo gia’ 600 mila e fanno pressione demografica anche se si sono integrati. Ma molti di questi sono disoccupati”. ”Dico subito che per quanto ci riguarda – annuncia il presidente del Veneto – escluderemo caserme in disuso o centri cittadini. Abbiamo censito le aree isolate, ma abbiamo visto che non abbiamo stabili pronti nel breve e nel medio periodo”.
”Dobbiamo affrontare – dice Zaia  – il problema dei profughi di guerra, non dei clandestini. Non quello dei tunisini che sbarcano a Lampedusa con jeans e giubbotti firmati, cellulare e hanno mille pretese. Ho visto che
qualcuno di loro addirittura rifiuta il cibo perche’ non lo ritiene di suo gusto. Anche per questa gente abbiamo le normative giuste: si spediscono nei Cie per l’identificazione e l’espulsione. Non esiste una terza via”.
Il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, spiega che ”nell’incontro di domani ribadiremo al ministro Maroni la nostra disponibilita’ a collaborare per risolvere il problema dei profughi. Riportero’ al tavolo la richiesta di considerare la presenza di immigrati sul territorio, che qui in Piemonte e’ alta”.
”Si sta facendo confusione – ha detto Cota – tra clandestini e profughi. I clandestini sono soggetti a provvedimenti di riconoscimento nei Cie ed e’ previsto il rimpatrio. Noi sosteniamo che non devono arrivare e che quando arrivano devono essere rimpatriati. I profughi hanno diritto ad uno status diverso: deve farsene carico l’Unione Europea e quindi tutti i Paesi europei. Non e’ un problema che dobbiamo gestire solo noi”.
”Domani – sottolinea Cota – parteciperemo alla riunione convocata dal ministro Maroni sul piano per fronteggiare l’emergenza. Tutte le Regioni hanno dato la loro disponibilita’ a collaborare, solo l’Abruzzo ha posto i suoi problemi legati al terremoto che lo ha colpito”.
Siti per l’accoglienza dei profughi in Friuli Venezia Giulia? ”Per il momento di tratta solo di voci – risponde Renzo Tongo, presidente della Regione -. Domani ci sara’ un incontro con il ministro Maroni e il Fvg sosterra’ la tesi che ha gia’ precisato e cioe’ che le regioni che hanno gia’ il Cara e il Cie come la nostra abbiano meno immigrati di quelli che gli sapetterebbero. E noi andiamo su questa linea,dando peraltro garanzie al governo della giusta collaborazione pero’ ci sono regioni che devono fare prima di noi il loro dovere”.
“Il Lazio fara’ la sua parte, purche’ la facciano tutte le regioni. Ma deve essere chiarito in modo inequivocabile – ha sottolineato il presidente Renata Polverini – che si trattera’ di un’ospitalita’ a tempo”.
Anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è intervenuto sulla questione: ”Il ministro Maroni – ha spiegato Formigoni – ha proposto una ripartizione dei profughi sulla base del numero degli abitanti delle regioni. Io propongo di utilizzare anche ulteriori criteri, come quello di calcolare quanti sono gli stranieri gia’ presenti nelle regioni”. Formigoni ha chiarito che questa ”e’ una proposta che la Lombardia avanzera’ al ministero”. ”Di fronte a una tragedia umanitaria – ribadisce Formigoni – dobbiamo fare tutti il massimo sforzo per salvare persone da morte certa, ma e’ giusto accogliere tenendo anche conto di chi gia’ accoglie di piu”’.
La Lombardia e’ pronta a fare la sua parte per accogliere i profughi provenienti dalla Libia ”ma prima e’ necessario fare un controllo persona per persona per la giusta identificazione sui Paesi di provenienza”. E’ importante identificare gli immigrati irregolari dai profughi, “lavoro che dovrebbe pero’ essere fatto nei centri di prima accoglienza”.
Formigoni infine afferma che l’Italia ”dovrebbe ritirare la disponibilita’ delle sue basi” per le operazioni militari in Libia dopo che, alla videoconferenza di ieri tra Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania, l’Italia non e’ stata invitata.  ”Ritengo che, a questo punto, il nostro Paese – ha sottolineato Formigoni – dovrebbe ritirare la disponibilita’ delle basi perche’ se alcuni paesi ritengono di poter condurre le operazioni nel Mediterraneo da soli, senza coinvolgere a pienissimo titolo l’Italia, che e’ il paese mediterraneo per eccellenza, e’ bene che l’Italia ritiri le proprie basi”. Secondo Formigoni, quella in Libia ”e’ una guerra partita male e che si sta sviluppando peggio perche’ stiamo andando molto al di la’ del mandato dell’Onu, che era difendere i civili. Questa guerra nata dalla volonta’ bellicista soprattutto dei francesi non puo’ continuare in questo modo”. Formigoni ha anche aggiunto che ”i francesi si stanno macchiando di un atteggiamento inaccettabile” perche’ ”stanno respingendo alla frontiera di Ventimiglia tutti gli immigrati tunisini, che vengono da un paese colonizzato dalla Francia. Che la Francia li respinga e’ qualcosa di vergognoso e inaccettabile, che la comunita’ internazionale dovrebbe sanzionare”.

da: Newsletter n. 1765 del martedì 29 marzo 2011

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