La Lega per i diritti delle persone disabili scrive al governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Nella nota, la preoccupazione per la riduzione delle risorse sugli interventi di carattere sociale, da SuperAbile INAIL, Associazioni

La Lega per i diritti delle persone disabili scrive al governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Nella nota, la preoccupazione per la riduzione delle risorse sugli interventi di carattere sociale. Prevista una mobilitazione delle associazioni il 19 maggio a Milano. Fulvio Santagostini (Ledha): “Le scelte operate dal Governo nazionale stanno avendo i loro primi effetti pratici nella vita dei cittadini con disabilità”

tavolo sulla disabilità

ROMA – Preoccupazione per il taglio perpetrato sulle politiche sociali a livello regionale e inquietudine per la crescente difficoltà in cui versano migliaia di famiglie lombarde alle prese con disabilità, non autosufficienza, povertà: è quanto emerge da una lettera scritta da Ledha (Lega per i diritti delle persone disabili) e indirizzata ai vertici regionali lombardi. Ovvero al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, all’assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli, e al Presidente del Consiglio regionale, Davide Boni. In rappresentanza di oltre duecento associazioni lombarde – tra cui anche Anffas (Associazione nazionale famiglie con persone con disabilità intellettiva e/o relazionale), Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare), Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) e Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), la Ledha analizza lo stato dei tagli a livello nazionale, chiede un incontro ai vertici regionali e sollecita una mobilitazione cittadina per il 19 maggio a Milano.

“Le scelte operate dal Governo nazionale – scrive Fulvio Santagostini, presidente Ledha – stanno avendo i loro primi effetti pratici nella vita dei cittadini con disabilità che vivono in Lombardia. La forte riduzione del Fondo nazionale per le politiche Sociali e l’azzeramento del Fondo per la non Autosufficienza, che dispiegheranno i loro effetti nel 2012, stanno infatti già condizionando le scelte dei comuni lombardi sul sostegno di servizi essenziali quali l’assistenza domiciliare, i progetti per la vita indipendente, i servizi diurni, le comunità alloggio”.

I numeri dei tagli. “A livello nazionale – precisa la nota – i finanziamenti passano da 2 miliardi e 527 milioni del 2008 ai 545 milioni previsti per il 2011. Un taglio, netto e radicale, che interviene sulla spesa destinata ai servizi sociali, già molto bassa nel nostro paese, e che colpisce tutte le persone con disabilità che già oggi vivono o rischiano di vivere in condizioni di emarginazione e di discriminazione. Ancora una volta il costo ed il peso dell’assistenza viene scaricato sulle famiglie, senza offrire nessuna speranza di veder riconosciuti i diritti alla pari opportunità ed alla eguaglianza di trattamento affermati dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata ormai da due anni anche dal nostro paese. Per questo motivo Ledha, come altre organizzazioni territoriali in altre regioni di Italia ed insieme alla Fish a livello nazionale, promuove lo stato di mobilitazione delle associazioni, per rendere consapevoli le persone con disabilità ed i loro familiari dei rischi che stanno correndo, per informare l’opinione pubblica della situazione che si sta creando e per sollecitare le istituzioni a prendere tutti i provvedimenti necessari per rispettare i diritti delle persone con disabilità”. “Una richiesta particolarmente importante per la Lombardia – continua la nota – che vede messo a rischio quella rete di interventi e politiche costruite negli anni da un tessuto sociale particolarmente attento ed attivo nel nostro settore”.

Il dato lombardo. “Per i dati in nostro possesso – continua Ledha nella sua lettera – la situazione in Lombardia prevede per il 2011, per via dei ritardi nei trasferimenti dalla Stato alle regioni, una contrazione di risorse complessive provenienti dal Fnps (Fondo nazionale politiche sociali) e dal Fna (Fondo non autosufficienza) pari a circa 21 milioni di euro, rispetto all’anno scorso, e di 40 milioni di euro rispetto al 2008”. “Nel 2010 – prosegue poi la lettera – il taglio comporterà invece l’azzeramento del Fna (-56.494.000 euro) e ulteriormente ridurre il Fnps (-60.000.000 euro)”.

Effetti territoriali. “Ledha ha apprezzato lo sforzo fatto per il 2011 dalla Regione Lombardia – sottolinea la nota – per ridurre la quota trattenuta a livello centrale per poter offrire più risorse ai Comuni. La preoccupazione resta comunque alta, anche perché abbiano notizie da diversi territori, che la programmazione degli interventi venga effettuata mettendo in conto una riduzione di oltre il 50% del Fondo sociale regionale con una riduzione complessiva quindi delle risorse per gli interventi di carattere sociale già per quest’anno ed ancora più drammatica per l’anno prossimo”.

“Con questa lettera – si avvia a concludere la nota – chiediamo quindi alla Giunta Regionale di assumersi formalmente l’impegno di appoggiare le richieste delle associazioni a livello nazionale affinché siano ripristinate le risorse economiche destinate al Fnps e al Fna e contemporaneamente procedere per la definizione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e dei livelli essenziali di assistenza sociale; di impegnarsi a compensare con risorse proprie i tagli previsti per il 2011 e 2012 e a confermare quanto erogato in questi anno con il Fondo sociale regionale per garantire le risorse necessarie alle amministrazioni comunale per finanziare i servizi in atto; di continuare con ancora maggiore determinazione ad attuare quanto previsto nel Piano di Azione regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità, in particolare nella definizione del processo di presa in carico, nella sperimentazione di livelli essenziali di assistenza sociali regionali e negli interventi a sostegno della vita indipendente”.

Le richieste. “Non vogliamo – chiosa Ledha – che il welfare si trasformi in carità o assistenzialismo ma che sia uno dei motori dello sviluppo del nostro territorio. Crediamo in un modello di welfare che sia capace di rispondere ai bisogni concreti delle persone promuovendo i diritti di cittadinanza, di inclusione e partecipazione sociale. Vogliamo affermare che il costo dei servizi sociali in favore delle persone con disabilità debba essere definito correttamente come il costo parziale contro la discriminazione di cui le persone con disabilità sono vittime. Chiediamo che a tutte le persone con disabilità sia riconosciuto il diritto di poter contribuire attivamente alla crescita, sociale, civile ed economica del nostro paese. Per questo motivo Le chiediamo un incontro verificare la possibilità di azioni comuni e avereLa al nostro fianco in un prossimo evento pubblico di carattere regionale su questi temi, che stiamo organizzando per il prossimo 19 maggio a Milano”.

(2 maggio 2011)

da: SuperAbile INAIL, Associazioni – Quali risorse per il welfare lombardo? La Ledha chiede un incontro.

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