Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “C’è bisogno di un impegno di coesione nazionale per affrontare e superare difficili prove”

“Cerchiamo di dare una mano anche dal di fuori di questo Palazzo, a uno sforzo comune anche in questo campo, e che è parte integrante di un impegno che dovrebbe più che mai sprigionarsi in questo momento nel nostro Paese, nella società e nelle Istituzioni: un impegno di coesione nazionale di cui c’è indispensabile bisogno per affrontare e superare le difficili prove che già sono all’ordine del giorno”.

E’ quanto affermato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo al Ministero dell’Interno alla cerimonia per i cento anni del Palazzo del Viminale.

“Questo grande e magnifico Palazzo – ha sottolineato il Presidente Napolitano – è la sede del ministero dell’Interno, la sede storica e la sede più che mai viva e aperta al futuro del ministero dell’Interno. Qui siede il ministro che non è mai stato un puro ministro di Polizia, così come nel nostro ordinamento, diversamente da quel che prevede l’ordinamento a cui pure lo Stato unitario italiano si ispirò, i Prefetti non sono mai stati chiamati Prefetti di Polizia. Lo ricordo per sottolineare l’impronta civile e democratica che il ministero dell’Interno, nell’Italia prefascista e nell’Italia repubblicana, ha sempre mantenuto e ha rafforzato, in modo particolare con la legge di riforma del 1981, la legge n. 121”.

Una legge, questa, che per il Capo dello Stato richiede “un aggiornamento, una revisione tenendone fermi alcuni pilastri. E direi che il primo pilastro è costituito dal sistema delle Autorità di Pubblica Sicurezza: l’Autorità nazionale impersonata dal ministro, e le autorità provinciali impersonate dai Prefetti e, insieme, il sistema dei Comitati per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico”.

Il Presidente Napolitano ha poi rilevato che “i Comitati provinciali hanno rappresentato, con molto anticipo e con notevole lungimiranza, l’esigenza di un coinvolgimento delle Istituzioni nella gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico: la partecipazione, soprattutto, dei sindaci ai Comitati Provinciali. E poi questa partecipazione, questa collaborazione sono venute estendendosi, e si debbono ulteriormente estendere, perché c’è una evoluzione importante in corso nell’assetto dello Stato repubblicano”.

Il Capo dello Stato ha inoltre ricordato come tra i compiti della Polizia di Stato ci sia “la tutela dell’esercizio delle libertà e dei diritti dei cittadini”. “Questa è stata – ha sottolineato il Capo dello Stato – e questa è la Polizia di Stato in Italia, nonostante una tendenza abbastanza diffusa a darne rappresentazioni riduttive e perfino denigratorie. È una garanzia per i cittadini, le loro libertà e i loro diritti e tale sarà anche nel futuro”.

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