Malati cronici

Video del convegno formativo PRATICHE NARRATIVE E CURA, Università di Milano Bicocca, 6 maggio 2013

convegno formativo PRATICHE NARRATIVE E CURA

Lunedì 6 maggio 2013, ore 9:00

Edificio U6, Aula magna, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

E’ possibile coniugare la dimensione della narrazione con la cura sia quando essa prende forma e viene agita in ambito educativo sia quando è declinata in termini clinici nei contesti medico-sanitari?

E che cosa implica questa possibile o addirittura auspicabile connessione per gli operatori e i professionisti della cura, per gli utenti/pazienti e per i loro famigliari?

Che cosa significa mettere al centro della relazione medico-paziente, o anche educatore-utente, la centralità della storia di vita di una persona, donna o uomo adulti, che vivono l’esperienza di una malattia grave, come quella oncologicadegenerativa o cronica? O che sono alle prese con un disagio o una sofferenza importanti?

Da questi e altri interrogativi prende le mosse il Convegno “Pratiche narrative e cura”. L’incontro si propone di far dialogare esperti appartenenti a discipline mediche, psicologiche, psichiatriche, pedagogiche e umanistico-teatrali sui motivi della cura, della cura narrativa, delle medical humanities, della pratica di scrittura con operatori e pazienti, della transculturalità dei servizi alla persona.

Il tutto nella direzione di un progetto, di una proposta di cura e di uno sguardo clinico capaci di recuperare le proprie origini umanistiche, oggi sempre più necessarie.

1. “La frattura della malattia oncologica” intervento di Marco Varini, Oncologo-Clinica S.Anna di Lugano

2. “Quale relazione con chi vive l’esperienza della malattia oncologica” intervento di Milvia Zambetti, Oncologa-Ospedale S.Raffaele di Milano

3. “Il dolore e l’esperienza simbolica” intervento di Marco Dallari, Università degli Studi di Trento

4. “L’esperienza ontologica della malattia e del dolore” intervento di Eugenio Borgna, Primario Emerito di Psichiatria-Ospedale Maggiore di Novara

5. “Le Medical Humanities e la medicina narrativa” intervento di Lucia Zannini, Università degli Studi di Milano

6. “Al ritorno dalla notte…nello sguardo fluttuante dell’umanesimo clinico” intervento di Graziano Martignoni, Psichiatra e psicoanalista, docente e responsabile dell’Osservatorio per le Medical Humanities della SUPSI

7. “Storie di operatori e servizi, tra formazione tecnica e apprendimento trasformativo” intervento di Laura Formenti, Università di Milano-Bicocca

8. Marco Venturino, Primario di Anestesia-I.E.O e romanziere conversa con Elena Manenti, docente LUA-Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari

9. Il Teatro Officina e la Medicina Narrativa
“La visita” di Marco Venturino, Primario di Anestesia-I.E.O e romanziere con Massimo De Vita e Luana Spagnolo, attori del Teatro Officina
“La storia di Celestina”, testimonianza di Cristiana Gerosa, infermiera e tutor didattico, Laurea in Infermieristica, Università di Milano-Bicocca, e allieva del 9 Master di Cure Palliative, Università degli Studi di Milano, coordinato dal Prof. Bruno Andreoni

10. “Mettere in scrittura il trauma: questioni di senso e aspetti di metodo” intervento di Micaela Castiglioni, Università di Milano-Bicocca

11. “La storia e le storie. Rifrazioni narrative e cura di sè” intervento di Gian Luca Barbieri, Università di Parma

12. “E se ti raccontassi…storie di diabete” intervento di Marina Trento, Università degli Studi di Torino

13. “La scrittura nell’intervento psicologico a domicilio con malati di Sla” intervento di Anna Maria Emolumento, Psicologa – Fondazione Maddalena Grassi.

14. “Aver cura dell’esistenza tra educazione e narrazione” intervento di Cristina Palmieri, Università di Milano-Bicocca

15. “Le pratiche di scrittura con gli operatori e di documentazione nei servizi” intervento di Barbara Di Tommaso, Psicosociologa — Studio APS

16.  “Medicina narrativa: dal singolare al plurale per generare sostenibilità” intervento di Paola Chesi, Ricercatrice-Fondazione ISTUD

17.  “Per quali servizi narrativi e transculturali” intervento di Carla Bruni, psicologa e psicoterapeuta — Cooperativa Sociale CRINALI

2 risposte »

  1. “Un titolo è sempre come un sentiero che si apre istantaneamente , in una foresta di segni, alcuni sentieri si aprono poi si chiudono, altri possono permanere destando qualche risonanza, qualche consonanza, sfuggendo al rischio fatale che il drago dell’oblio scenda istantaneamente sulle cose che vengono dette e su quelle che vengono ascoltate…”

    Grazie per il prezioso lavoro di memoria, il drago dell’oblio non si nutrirà.

    Mi piace

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