AS 1429 Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione, 31 marzo 2014

AS 1429 Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione

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DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE
Capo I
MODIFICHE AL TITOLO I DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE
Art. 1.
(Funzioni delle Camere)
1. L’articolo 55 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 55. — Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato delle Autonomie.
Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione.
La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo.
Il Senato delle Autonomie rappresenta le istituzioni territoriali. Concorre, secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato e le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi dell’Unione europea e, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolge attività di verifica dell’attuazione delle leggi dello Stato e di valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche sul territorio.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione».
Art. 2.
(Composizione ed elezionedel Senato delle Autonomie)
1. L’articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 57. — Il Senato delle Autonomie è composto dai Presidenti delle Giunte regionali, dai Presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano, dai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e di Provincia autonoma, nonché, per ciascuna Regione, da due membri eletti, con voto limitato, dal Consiglio regionale tra i propri componenti e da due sindaci eletti, con voto limitato, da un collegio elettorale costituito dai sindaci della Regione.
La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nelle quali sono stati eletti.
La legge disciplina il sistema di elezione dei senatori e la loro sostituzione, entro sessanta giorni, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale.
Ventuno cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario possono essere nominati senatori dal Presidente della Repubblica. Tali membri durano in carica sette anni».
Art. 3.
(Durata della Camera dei deputati)
1. L’articolo 60 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 60. — La Camera dei deputati è eletta per cinque anni.
La durata della Camera dei deputati non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra».
Art. 4.
(Titoli di ammissione dei componentidel Senato delle Autonomie)
1. All’articolo 66 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)le parole «Ciascuna Camera» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati»;
b)è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Il Senato delle Autonomie verifica i titoli di ammissione dei suoi componenti. Delle cause ostative alla prosecuzione del mandato dei senatori è data comunicazione al Senato delle Autonomie da parte del suo Presidente».
Art. 5.
(Vincolo di mandato)
1. L’articolo 67 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 67. — I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato».
Art. 6.
(Prerogative dei parlamentari)
1. All’articolo 68 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al secondo comma, le parole: «Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento» sono sostituite dalle seguenti: «Senza autorizzazione della Camera dei deputati, nessun deputato»;
b)al terzo comma, le parole: «membri del Parlamento» sono sostituite dalla seguente: «deputati».
Art. 7.
(Indennità parlamentare)
1. All’articolo 69 della Costituzione, le parole: «del Parlamento» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati».
Art. 8.
(Procedimento legislativo)
1. L’articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 70. — La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali.
Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato delle Autonomie che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato delle Autonomie può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati, entro i successivi venti giorni, si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato delle Autonomie non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.
Per i disegni di legge che dispongono nelle materie di cui agli articoli 57, terzo comma, 114, terzo comma, 117, commi secondo, lettere p) e u), quarto, sesto e decimo, 118, quarto comma, 119, 120, secondo comma, e 122, primo comma, nonché per quelli che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato delle Autonomie solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato delle Autonomie che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. Per tali disegni di legge le disposizioni di cui al comma precedente si applicano solo qualora il Senato delle Autonomie abbia deliberato a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Il Senato delle Autonomie può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati».
Art. 9.
(Iniziativa legislativa)
1. All’articolo 71 della Costituzione, dopo il primo comma è inserito il seguente:
«Il Senato delle Autonomie può, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato delle Autonomie.».
Art. 10.
(Modificazioni all’articolo 72della Costituzione)
1. All’articolo 72 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo comma, le parole: «Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è,» sono sostituite dalle seguenti: «Ogni disegno di legge è presentato alla Camera dei deputati e,»;
b)sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«Il regolamento del Senato delle Autonomie disciplina le modalità di esame dei disegni di legge trasmessi dalla Camera dei deputati. I disegni di legge costituzionali e di revisione costituzionale sono esaminati dal Senato delle Autonomie articolo per articolo e approvati a norma dell’articolo 138.
Il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare che un disegno di legge sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla votazione finale entro sessanta giorni dalla richiesta ovvero entro un termine inferiore determinato in base al regolamento tenuto conto della complessità della materia. Decorso il termine, il testo proposto o accolto dal Governo, su sua richiesta, è posto in votazione, senza modifiche, articolo per articolo e con votazione finale. In tali casi, i termini di cui all’articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà».
Art. 11.
(Rinvio delle leggi di conversione)
1. All’articolo 74 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)dopo il primo comma è inserito il seguente:
«Qualora la richiesta riguardi la legge di conversione di un decreto adottato a norma dell’articolo 77, il termine per la conversione in legge è differito di trenta giorni.»;
b)al secondo comma, le parole: «Se le Camere approvano nuovamente la legge,» sono sostituite dalle seguenti: «Se la legge è nuovamente approvata,».
Art. 12.
(Disposizioni in materiadi decretazione d’urgenza)
1. All’articolo 77 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
b)al secondo comma, le parole: «alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati che, anche se sciolta, è appositamente convocata e si riunisce»;
c)al terzo comma, secondo periodo, le parole: «Le Camere possono» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati può»;
d)sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«Il Governo non può, mediante provvedimenti provvisori con forza di legge: disciplinare le materie indicate nell’articolo 72, quarto comma; reiterare disposizioni adottate con decreti non convertiti in legge e regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi; ripristinare l’efficacia di norme di legge o di atti aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per vizi non attinenti al procedimento.
I decreti recano misure di immediata applicazione e di contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.
L’esame, a norma dell’articolo 70, dei disegni di legge di conversione dei decreti, è disposto dal Senato delle Autonomie entro trenta giorni dalla loro presentazione alla Camera dei deputati e le proposte di modificazione possono essere deliberate entro dieci giorni dalla data di trasmissione del testo».
Art. 13.
(Deliberazione dello stato di guerra)
1. L’articolo 78 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 78. — La Camera dei deputati delibera lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari».
Art. 14.
(Leggi di amnistia e indulto)
1. All’articolo 79, primo comma, della Costituzione, le parole: «di ciascuna Camera,» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati,».
Art. 15.
(Autorizzazione alla ratificadi trattati internazionali)
1. All’articolo 80 della Costituzione, le parole: «Le Camere autorizzano» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati autorizza».
Art. 16.
(Inchieste parlamentari)
1. All’articolo 82, primo comma, della Costituzione, le parole: «Ciascuna Camera» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati».
Capo II
MODIFICHE AL TITOLO II DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE
Art. 17.
(Modificazioni all’articolo 83 della Costituzione in tema di delegati regionali)
1. All’articolo 83 della Costituzione, il secondo comma è abrogato.
Art. 18.
(Disposizioni in tema di elezionedel Presidente della Repubblica)
1. All’articolo 85 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al secondo comma, le parole: «e i delegati regionali,» sono soppresse;
b)al terzo comma, il primo periodo, è sostituito dal seguente: «Se la Camera dei deputati è sciolta, o manca meno di tre mesi alla sua cessazione, l’elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione della Camera nuova».
Art. 19.
(Esercizio delle funzionidel Presidente della Repubblica)
1. All’articolo 86 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo comma, le parole: «del Senato» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
b)al secondo comma, le parole: «le Camere sono sciolte» sono sostituite dalle seguenti: «la Camera dei deputati è sciolta» e la parola: «loro» è sostituita dalla seguente: «sua».
Art. 20.
(Scioglimento della Camera dei deputati)
1. All’articolo 88 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente:
«Il Presidente della Repubblica può, sentito il suo Presidente, sciogliere la Camera dei deputati».
Capo III
MODIFICHE AL TITOLO III DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE
Art. 21.
(Fiducia al Governo)
1. All’articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo comma, le parole: «delle due Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
b)al secondo comma, le parole: «Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia» sono sostituite dalle seguenti: «La fiducia è accordata o revocata»;
c)al terzo comma, le parole: «alle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «innanzi alla Camera dei deputati»;
d)al quarto comma, le parole: «di una o d’entrambe le Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
e)al quinto comma, dopo la parola: «Camera» sono inserite le seguenti: «dei deputati».
Art. 22.
(Modificazioni all’articolo 96della Costituzione)
1. All’articolo 96 della Costituzione, le parole: «del Senato della Repubblica o» sono soppresse.
Art. 23.
(Soppressione del CNEL)
1. L’articolo 99 della Costituzione è abrogato.
Capo IV
MODIFICHE AL TITOLO V DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE
Art. 24.
(Abolizione delle Province)
1. All’articolo 114 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo comma, le parole: «dalle Province,» sono soppresse;
b)al secondo comma, le parole: «le Province,» sono soppresse.
Art. 25.
(Modificazioni all’articolo 116della Costituzione)
1. All’articolo 116 della Costituzione, il terzo comma è abrogato.
Art. 26.
(Modificazioni all’articolo 117della Costituzione)
1. All’articolo 117, primo comma, della Costituzione, la parola: «comunitario» è sostituita dalle seguenti: «dell’Unione europea».
2. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)l’alinea è sostituito dal seguente: «Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie e funzioni:»;
b)alla lettera e), dopo le parole: «bilanci pubblici;» sono inserite le seguenti: «coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;»;
c)alla lettera g) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «; norme generali sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche»;
d)alla lettera m) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «; norme generali per la tutela della salute, la sicurezza alimentare e la tutela e sicurezza del lavoro»;
e)alla lettera n) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «; ordinamento scolastico; istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica»;
f)alla lettera o) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ivi compresa la previdenza complementare e integrativa»;
g)la lettera p) è sostituita dalla seguente:
«p) ordinamento, organi di governo, legislazione elettorale e funzioni fondamentali dei Comuni, comprese le loro forme associative, e delle Città metropolitane; ordinamento degli enti di area vasta»;
h)alla lettera q) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «; commercio con l’estero»;
i)la lettera s) è sostituita dalla seguente:
«s) ambiente, ecosistema, beni culturali e paesaggistici; norme generali sulle attività culturali, sul turismo e sull’ordinamento sportivo»;
l)dopo la lettera s) sono aggiunte le seguenti:
«t) ordinamento delle professioni intellettuali e della comunicazione;
u) norme generali sul governo del territorio; sistema nazionale e coordinamento della protezione civile;
v) produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia;
z) infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale».
3. All’articolo 117 della Costituzione, i commi terzo e quarto sono sostituiti dai seguenti:
«Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia e funzione non espressamente riservata alla legislazione esclusiva dello Stato, con particolare riferimento alla pianificazione e alla dotazione infrastrutturale del territorio regionale e alla mobilità al suo interno, all’organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese, dei servizi sociali e sanitari e, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, dei servizi scolastici, nonché all’istruzione e formazione professionale.
Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie o funzioni non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica della Repubblica o lo renda necessario la realizzazione di programmi o di riforme economico-sociali di interesse nazionale.
Con legge dello Stato, approvata a maggioranza assoluta dei componenti della Camera dei deputati, l’esercizio della funzione legislativa, in materie o funzioni di competenza esclusiva statale, ad esclusione di quelle previste dal secondo comma, lettere h), salva la polizia amministrativa locale, i) e l), salva l’organizzazione della giustizia di pace, può essere delegato ad una o più Regioni, anche su richiesta delle stesse e per un tempo limitato, previa intesa con le Regioni interessate. In tali casi la legge disciplina l’esercizio delle funzioni amministrative nel rispetto dei principi di cui agli articoli 118 e 119».
4. All’articolo 117 della Costituzione, il sesto comma è sostituito dal seguente:
«La potestà regolamentare spetta allo Stato e alle Regioni secondo le rispettive competenze legislative. È fatta salva la facoltà dello Stato di delegare alle Regioni l’esercizio di tale potestà nelle materie e funzioni di competenza legislativa esclusiva. I Comuni e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite, nel rispetto della legge statale o regionale».
Art. 27.
(Modificazioni all’articolo 118della Costituzione)
1. All’articolo 118 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo comma, la parola: «Province,» è soppressa;
b)dopo il primo comma è inserito il seguente:
«Le funzioni amministrative sono esercitate in modo da assicurare la semplificazione e la trasparenza dell’azione amministrativa, secondo criteri di efficienza e di responsabilità degli amministratori.»;
c)al secondo comma, le parole: «, le Province» sono soppresse;
d)al terzo comma, le parole: «nella materia della tutela dei beni culturali» sono sostituite dalle seguenti: «in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici»;
e)al quarto comma, la parola: «, Province» è soppressa.
Art. 28.
(Modificazioni all’articolo 119della Costituzione)
1. All’articolo 119 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al primo comma, le parole: «le Province,» sono soppresse;
b)il secondo comma è sostituto dal seguente:
«I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri e dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio, in armonia con la Costituzione e secondo quanto disposto dalla legge dello Stato ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.»;
c)il quarto comma è sostituito dal seguente:
«Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti assicurano il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche attribuite ai Comuni, alle Città metropolitane e alle Regioni.»;
d)al quinto comma, la parola: «Province,» è soppressa;
e)al sesto comma, le parole: «le Province,» sono soppresse.
Art. 29.
(Limiti agli emolumentidei componenti degli organi regionali)
1. All’articolo 122, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e i relativi emolumenti nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione».
Art. 30.
(Soppressione della Commissioneparlamentare per le questioni regionali)
1. All’articolo 126, primo comma, della Costituzione, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: «Il decreto è adottato acquisito il parere del Senato delle Autonomie».
Capo V
MODIFICHE AL TITOLO VI DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE
Art. 31.
(Elezione dei giudicidella Corte costituzionale)
1. All’articolo 135 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)il primo comma è sostituito dal seguente:
«La Corte costituzionale è composta di quindici giudici, dei quali un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla Camera dei deputati e due dal Senato delle Autonomie.»;
b)al settimo comma, la parola: «senatore» è sostituita dalla seguente: «deputato».
Capo VI
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 32.
(Disposizioni consequenzialie di coordinamento)
1. All’articolo 48, terzo comma, della Costituzione, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati».
2. L’articolo 58 della Costituzione è abrogato.
3. All’articolo 59 della Costituzione, il secondo comma è abrogato.
4. L’articolo 61 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 61. — L’elezione della nuova Camera dei deputati ha luogo entro settanta giorni dalla fine della precedente. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dall’elezione.
Finché non sia riunita la nuova Camera dei deputati sono prorogati i poteri della precedente».
5. All’articolo 62 della Costituzione, il terzo comma è abrogato.
6. All’articolo 64 della Costituzione, il quarto comma è sostituito dal seguente:
«I membri del Governo hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute delle Camere. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono».
7. All’articolo 73, secondo comma, della Costituzione, le parole: «Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano» sono sostituite dalle seguenti: «Se la Camera dei deputati, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara».
8. All’articolo 81 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al secondo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati» e la parola: «rispettivi» è sostituita dalla seguente: «suoi»;
b)al quarto comma, le parole: «Le Camere ogni anno approvano» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati ogni anno approva»;
c)al sesto comma, le parole: «di ciascuna Camera,» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati,».
9. All’articolo 87 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al terzo comma, le parole: «delle nuove Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della nuova Camera dei deputati»;
b)al quarto comma, le parole: «alle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati»;
c)all’ottavo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
d)al nono comma, le parole: «dalle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «dalla Camera dei deputati».
10. La rubrica del titolo V della parte seconda della Costituzione, è sostituita dalla seguente: «Le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni».
11. All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, le parole: «, delle Province» sono soppresse.
12. All’articolo 121, secondo comma, della Costituzione, le parole: «alle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati».
13. All’articolo 122, secondo comma, della Costituzione, le parole: «ad una delle Camere del Parlamento» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati».
14. All’articolo 132, secondo comma, della Costituzione, le parole: «della Provincia o delle Province interessate e» sono soppresse e le parole: «Province e Comuni,» sono sostituite dalle seguenti: «i Comuni,».
15. All’articolo 133 della Costituzione, il primo comma è abrogato.
Art. 33.
(Disposizioni transitorie)
1. Fino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, terzo comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, la prima costituzione del Senato delle Autonomie ha luogo, in base alle disposizioni del presente articolo, entro dieci giorni dalla data delle elezioni della Camera dei deputati successiva alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, da adottare entro i cinque giorni successivi allo svolgimento delle predette elezioni della Camera dei deputati, sono nominati senatori i Presidenti delle giunte regionali, i Presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano e i sindaci dei comuni capoluogo di regione e di provincia autonoma. Il medesimo decreto stabilisce la data della prima riunione del Senato delle Autonomie, non oltre il ventesimo giorno dal rinnovo della Camera dei deputati.
3. Entro tre giorni dallo svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al comma 1, ciascun consiglio regionale è convocato in collegio elettorale dal proprio Presidente ai fini della prima elezione, da tenersi entro cinque giorni dalla convocazione, tra i propri componenti, di due senatori ai sensi dell’articolo 57, primo comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale. Le candidature sono individuali e ciascun elettore può votare per un unico candidato. Il voto è personale, libero e segreto.
4. Entro tre giorni dallo svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al comma 1, i sindaci di ciascuna regione sono convocati in collegio elettorale dal Presidente della giunta regionale, ai fini della prima elezione, da tenersi entro cinque giorni dalla convocazione, tra i componenti del collegio medesimo, di due senatori ai sensi dell’articolo 57, primo comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale. Le candidature sono individuali e ciascun elettore può votare per un unico candidato. Il voto è personale, libero e segreto.
5. I senatori eletti sono proclamati dal Presidente della giunta regionale.
6. La legge di cui all’articolo 57, terzo comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, è approvata entro sei mesi dalla data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al comma 1 e le elezioni dei senatori, ai sensi della medesima legge, hanno luogo entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore.
7. I senatori eletti in ciascuna regione, ai sensi dei commi 3 e 4, restano in carica sino alla proclamazione dei senatori eletti ai sensi del comma 6.
8. Sino alla data della prima elezione del Senato delle Autonomie ai sensi del comma 6, le disposizioni di cui commi 3 e 4 si applicano anche per il caso di sostituzione dei senatori conseguente alla cessazione dalla carica elettiva regionale o locale.
9. I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale permangono nella stessa carica quali membri del Senato delle Autonomie.
10. Le disposizioni dei regolamenti parlamentari vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, fino alla data di entrata in vigore delle loro modificazioni, adottate secondo i rispettivi ordinamenti dalla Camera dei deputati e dal Senato delle Autonomie, conseguenti alla medesima legge.
11. In sede di prima applicazione dell’articolo 135 della Costituzione, come modificato dall’articolo 31 della presente legge costituzionale, alla cessazione dalla carica dei giudici della Corte costituzionale nominati dal Parlamento in seduta comune, le nuove nomine sono attribuite alternativamente, nell’ordine, alla Camera dei deputati e al Senato delle Autonomie.
12. Le leggi delle regioni adottate ai sensi dell’articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, nel testo vigente fino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, continuano ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle leggi adottate ai sensi dell’articolo 117, secondo e terzo comma, della Costituzione, come modificati dall’articolo 26 della presente legge costituzionale.
13. Le disposizioni di cui al Capo IV della presente legge costituzionale non si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano sino all’adeguamento dei rispettivi statuti.
Art. 34.
(Disposizioni finali)
1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario straordinario cui è affidata la gestione provvisoria del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), per la liquidazione del suo patrimonio e per la riallocazione delle risorse umane e strumentali, nonché per gli altri adempimenti conseguenti alla soppressione. All’atto dell’insediamento del commissario straordinario decadono dall’incarico gli organi del CNEL e i suoi componenti per ogni funzione di istituto, compresa quella di rappresentanza.
2. Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei consigli regionali.
Art. 35.
(Entrata in vigore)
1. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno seguente a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione. Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dalla legislatura successiva a quella in corso alla data della sua entrata in vigore, salvo quelle previste dagli articoli 23, 29 e 34, che sono di immediata applicazione.
01/04/2014) Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha approvato il 31 marzo  lo schema di Disegno di legge costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari,la riduzione dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione”.
Il testo – si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi – propone il superamento dell’attuale sistema bicamerale in favore di una maggiore efficacia nell’azione legislativa, il contenimento dei costi della politica, un rapporto più ordinato e meno conflittuale tra Stato e autonomie ordinarie e speciali.
Il sistema parlamentare si articola, secondo il testo, in Camera dei Deputati e Senato delle Autonomie.
La Camera, elettiva, è titolare del rapporto di fiducia con il Governo, esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e di controllo dell’operato del Governo.
Il Senato delle Autonomie è composto dai rappresentanti eletti di Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e da sindaci. Il numero complessivo di senatori sarà inferiore alla metà di quello attuale e i senatori non percepiranno indennità di mandato.
Il Senato rappresenta le istituzioni territoriali, concorre alla funzione legislativa, esercita un raccordo tra lo Stato, le Regioni, le città Metropolitane e i Comuni, approva le leggi costituzionali, partecipa alla attuazione degli atti normativi dell’Unione europea, verifica e valuta l’attuazione delle leggi.
Il progetto di revisione costituzionale del Titolo V conferma l’abolizione delle Province, prevede il superamento dell’attuale frammentazione del riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni in favore di un decentramento legislativo più funzionale allo sviluppo economico e sociale del Paese, sopprime inoltre il Cnel. [scheda di sintesi – slide]
31/03/2014) “Ci metto la faccia”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ribadisce che la riforma del Senato è un passo politico fondamentale, irrinunciabile: “Non mollo di mezzo centimetro e mi gioco tutto”. Renzi è convinto del progetto di riforma del Senato e del Titolo V che arriva in Consiglio dei ministri, e in una intervista al Corriere della Sera ribatte criticamente alle osservazioni del presidente del Senato, Pietro Grasso, che sostanzialmente non è intervenuto con una riflessione politica e culturale, “ma con una sorta di avvertimento: “Occhio che non ci sono i numeri”.
Il nuovo Senato “non vota la fiducia, non vota le leggi di bilancio, non e’ eletto e non ha indennita’”, spiega Renzi, che si dice colpito dall’atteggiamento del presidente di Palazzo Madama. E attacca anche “trent’anni di commissioni e professoroni”, perche’ ora si cambia rotta: basta con i sacrifici fatti solo dagli italiani e non dai politici. Il “nuovo Senato non lavora tutti i giorni su tutte le proposte di legge, ma su quelle che riguardano la Costituzione, i territori, l’Europa. Vogliamo discutere una funzione in più o in meno? Benissimo”.
Quanto al voto, “voglio proprio vedere se nel mio partito non votano la riforma votata da nostri elettori”.
Renzi spiega che “L’elezione diretta del Senato è stata scartata dal Pd con le primarie, dalla maggioranza e da Berlusconi nell’accordo del Nazareno. Non so se Forza Italia ora abbia cambiato idea; se è così, ce lo diranno. L’accordo riduce il costo dei consiglieri regionali, che non possono guadagnare più del sindaco del comune capoluogo. Elimina Rimborsopoli. È un’operazione straordinaria, un grande cambiamento. È la premessa perché i politici possano guardare in faccia la gente. Se vogliamo eliminare la burocrazia, le rendite, le incrostazioni, la logica di quella parte dell’establishment per cui “si è sempre fatto così”, dobbiamo dare il buon esempio. Dobbiamo cominciare a cambiare noi. Con la legge elettorale, con l’abolizione delle Province, con il superamento del Senato. Rimettere dentro, 24 ore prima, l’elezione diretta dei senatori è un tentativo di bloccare questa riforma. E io la rilancio. Scendo io in sala stampa a Palazzo Chigi, con i ministri, a presentarla”.

[Corriere della Sera] Renzi: ora vedremo chi correrà più forte Mi gioco il governo e la mia storia politica

01/04/2014) Il disegno di legge costituzionale licenziato dal Consiglio dei Ministri del 31 marzo prevede un sistema bicamerale differenziato, nel quale la Camera dei deputati diviene titolare in via esclusiva del rapporto di fiducia con il Governo, esercitando la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa (ossia il potere di approvazione in via definitiva delle leggi, escluse quelle costituzionali che continuano a richiedere l’approvazione anche dell’altro ramo del Parlamentoe quella di controllo sull’operato del Governo.
Una sintesi diffusa da Palazzo Chigi spiega i principali contenuti del disegno di legge. Si riporta si seguito la parte relativa al Senato della Autonomie.
Il Senato della Repubblica – ridenominato Senato delle Autonomie – viene configurato come un organo rappresentativo delle istituzioni territoriali che concorre, secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa (approvando, insieme alla Camera dei deputati, le leggi costituzionali e deliberando, negli altri casi, proposte di modificazione che in alcune materie possono assumere una particolare forza nel procedimento) ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato e le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni. Il nuovo Senato delle Autonomie partecipa, inoltre, alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi dell’Unione europea e, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolge le attività di verifica dell’attuazione delle leggi dello Stato e di valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche sul territorio.
Il Senato delle Autonomie è formato dai Presidenti delle Giunte regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano, dai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e di Provincia autonoma, nonché, per ciascuna Regione, da due membri eletti, con voto limitato, dal Consiglio regionale tra i propri componenti e da due sindaci eletti, con voto limitato, da un collegio elettorale costituito dai sindaci della Regione.
Si prevede dunque una composizione paritaria tra rappresentanti delle Regioni e rappresentanti dei Comuni. A questa componente di natura territoriale si affiancano ventuno cittadini che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario (i requisiti sono i medesimi attualmente previsti per la nomina a senatori a vita), nominati dal Presidente della Repubblica per un periodo di sette anni. Sono conseguentemente soppressi i seggi del Senato assegnati alla circoscrizione estero, che rimangono per la sola Camera dei deputati.
La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nelle quali sono stati eletti. La legge disciplinerà il sistema di elezione dei membri elettivi e la sostituzione dei senatori in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I membri del Senato delle Autonomie, al pari dei deputati, hanno il potere di iniziativa legislativa ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essi godranno, inoltre, della medesima insindacabilità per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni, ma non sono a loro estese le garanzie e il relativo regime di autorizzazione previsti dall’attuale articolo 68 della Costituzione per la sottoposizione a perquisizione, arresto o altra privazione della libertà personale, nonché a intercettazioni e a sequestro di corrispondenza.
Ai fini del contenimento dei costi della politica, si prevede, inoltre, che: a) ai membri del Senato delle Autonomie non spetti alcuna indennità per l’esercizio del mandato; b) gli emolumenti spettanti al Presidente della Giunta regionale e ai membri degli organi regionali non possano superare l’importo di quelli spettanti ai Sindaci dei comuni capoluogo della Regione; c) non possano essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari in favore dei gruppi politici rappresentati nei Consigli regionali.
Il disegno di legge reca un’incisiva razionalizzazione del procedimento legislativo, in base alla quale, salvo i citati casi delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali (che continueranno a seguire l’ordinario procedimento previsto dall’articolo 138 della Costituzione, il quale non viene pertanto novellato), tutte le leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Al Senato delle Autonomie è tuttavia riconosciuta la facoltà di deliberare proposte di modificazione su ciascun disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati. In alcuni ambiti, il mancato accoglimento delle modificazioni proposte dal Senato può essere superato dalla Camera solo con una deliberazione a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Tali ambiti riguardano, in particolare:
 il sistema di elezione dei membri elettivi del Senato;
 l’ordinamento di Roma Capitale;
 l’ordinamento, organi di governo, legislazione elettorale e funzioni fondamentali dei Comuni,
comprese le loro forme associative, e delle Città metropolitane, nonché l’ordinamento degli enti
di area vasta;
 le norme generali sul governo del territorio;
 il sistema nazionale e il coordinamento della protezione civile;
 l’esercizio della clausola di supremazia, introdotta nell’ambito delle modifiche proposte in tema
di revisione del Titolo V;
 le modalità di partecipazione di Regioni e Province autonome, nelle materie di loro competenza, alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e all’attuazione ed esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, e la legge di procedura che disciplina le modalità di tale partecipazione e la disciplina dell’esercizio del potere sostitutivo dello Stato in caso di inadempienza;
 la disciplina statale dei casi e delle forme in cui le Regioni possono concludere accordi con Stati
e intese con enti territoriali interni ad altro Stato;
 la disciplina del coordinamento Stato-Regioni in materia di immigrazione, ordine pubblico e
tutela dei beni culturali e paesaggistici;
 l’intera disciplina dell’autonomia finanziaria regionale e locale (art. 119 Cost.);
 la legge che definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi dello Stato nei
confronti degli enti territoriali siano esercitati nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di leale
collaborazione;
 il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e incompatibilità dei membri degli organi regionali,
nonché i loro emolumenti (fermo restando il “tetto” di cui sopra);
 la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.
Inoltre, in materia di leggi di bilancio, si prevede l’esame da parte del Senato senza necessità del richiamo, disponendosi inoltre che, qualora il Senato abbia deliberato le proprie proposte di modificazione a maggioranza assoluta, la Camera possa discostarsene solo approvando a sua volta, in via definitiva, i relativi disegni di legge a maggioranza assoluta.
Il Senato delle Autonomie può inoltre, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive e formulare osservazioni su ciascun progetto di atto normativo o documento all’esame della Camera dei deputati. Ha altresì la facoltà, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta, di richiedere alla Camera di procedere all’esame di un disegno di legge; in tal caso, la Camera è tenuta a pronunciarsi entro sei mesi dalla data della deliberazione del Senato.
Il Senato delle Autonomie ha facoltà di richiedere anche l’esame dei disegni di legge di conversione dei decreti-legge, ma in tal caso la richiesta deve essere deliberata entro trenta giorni dalla loro presentazione alla Camera e il Senato deve pronunciarsi entro dieci giorni dalla data di trasmissione del testo.
Il disegno di legge prevede inoltre che, quando il Presidente della Repubblica chieda alle Camere una nuova deliberazione su un disegno di legge di conversione, il termine per la conversione in legge del decreto sia differito di trenta giorni.
Da ultimo, nell’ambito della revisione del procedimento legislativo, il progetto di riforma interviene anche sotto il profilo dei tempi del procedimento di approvazione dei provvedimenti rilevanti per il Governo, prevedendo l’introduzione dell’istituto del voto a data certa: così il Governo può chiedere alla Camera di deliberare che un disegno di legge sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla votazione finale entro sessanta giorni dalla richiesta (ovvero entro un termine inferiore che tenga comunque conto della complessità della materia); decorso tale termine, il testo proposto o accolto dal Governo, su sua richiesta, è posto in votazione, senza modifiche, articolo per articolo e con votazione finale. In tal caso, i termini previsti per l’esame e la pronuncia da parte del Senato e, in via definitiva, della Camera sono dimezzati.
Al contempo, il disegno di legge inserisce nel testo della Costituzione i limiti posti dalla legge n. 400 del 1988 alla decretazione d’urgenza, prevedendo che i decreti-legge non possano: disciplinare le materie indicate nell’articolo 72, comma quarto (disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale, di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi); reiterare disposizioni adottate con decreti non convertiti in legge e regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi; ripristinare l’efficacia di norme di legge o di atti aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per vizi non attinenti al procedimento; si prevede, inoltre, che i decreti debbano recare misure di immediata applicazione e di contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.
Ferme restando le citate funzioni di verifica dell’attuazione delle leggi statali e di valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche sui territori, il Senato delle Autonomie continuerà ad esercitare le
competenze che la Costituzione vigente attribuisce al Parlamento in seduta comune, quali;
 l’elezione e il giuramento del Presidente della Repubblica (in ragione della nuova composizione del Senato, rappresentativa delle istituzioni territoriali, si prevede che nel collegio che elegge il Presidente della Repubblica non siano più compresi i delegati regionali);
 la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica;
 l’elezione di un terzo dei componenti il Consiglio superiore della magistratura.
Quanto all’elezione dei giudici costituzionali, la cui nomina spetta attualmente per un terzo al
Parlamento in seduta comune, si prevede invece che tre giudici siano nominati dalla Camera dei deputati e due dal Senato delle Autonomie.
Al Senato delle Autonomie è, inoltre, attribuita la funzione consultiva in ordine allo scioglimento dei Consigli regionali e alla rimozione dei Presidenti delle Giunte, oggi esercitata dalla Commissione per le questioni regionali di cui all’articolo 126 della Costituzione, organo di cui si prevede conseguentemente la soppressione.
In virtù della mutata composizione dell’organo e delle sue funzioni, non è stato invece previsto il mantenimento in capo al Senato delle Autonomie dei poteri d’inchiesta parlamentare, che saranno dunque di esclusiva competenza della Camera dei deputati.

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