Agenda della Politica italiana

le opzioni presentate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono solo due: a) la costituzione di un “Governo neutrale/tecnico/del Presidente”, di servizio e a tempo, che non vada oltre la fine dell’anno e che possa traghettare il Paese a nuove elezioni, oppure, B) la chiamata anticipata alle urne, a luglio, ma meglio ancora, ad ottobre – LabParlamento, 8 maggio 2018

Dato un esito elettorale tripolare, in cui nessuno è detentore della maggioranza assoluta dei seggi, e, data l’impossibilità – attestata e ribadita anche oggi al capo dello Stato – di un accordo di governo tra qualunque coppia di attori: MoVimento 5 Stelle – centrodestra, MoVimento 5 Stelle Lega, MoVimento 5 Stelle – Partito Democratico e Partito Democratico – centrodestra, le opzioni presentate da Mattarella sono solo due: la costituzione di un “Governo neutrale/tecnico/del Presidente”, di servizio e a tempo, che non vada oltre la fine dell’anno e che possa traghettare il Paese a nuove elezioni, ovvero, la chiamata anticipata alle urne, a luglio, ma meglio ancora, ad ottobre. 


la strada per il Colle è in salita. Luigi Di Maio, come detto, ha già chiarito che considererebbe un «tradimento» degli elettori qualsiasi ipotesi tecnica. Meglio tornare subito alle urne. Gli fa eco Matteo Salvini, che ha escluso qualsiasi possibilità di governi tecnici «alla Mario Monti». Prima che fosse intavolata da Di Maio l’ultima proposta dei Cinque Stelle, per il leader della Lega era meglio un esecutivo provvisorio con una scadenza ben precisa e compiti definiti, magari fino a fine anno «per fare poche cose»: tra le priorità indicate dai padani la legge elettorale e quella di bilancio in autunno.

Tuttavia, uno spiraglio per la formazione di un nuovo esecutivo bipartisan potrebbe essere offerto dalle recenti modifiche al regolamento del Senato e, in particolare, sulla valenza del voto di astensione, non più conteggiato come contrario. Questo potrebbe significare la possibilità della nascita di un governo «degli astenuti» (chiamarlo della «non sfiducia» sembrerebbe trop âgé), mettendo al riparo Lega e 5 Stelle da un formale imprimatur alla nuova compagine governativa proposta da Mattarella. E non è neanche detto che un esperimento del genere abbia vita corta, essendo un’analoga esperienza durata quasi due anni. Era il terzo Governo Andreotti, il primo di «solidarietà nazionale», un monocolore DC retto sull’astensione comunista e socialista. Correva l’anno 1976. Forse la prima Repubblica, nei fatti, non è mai finita.


via Finestra Quirinale. Mattarella “Governo neutrale o elezioni a luglio/ottobre” – LabParlamento

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