Signor Ministro della giustizia, Sono una delle operatrici alle quali vorrebbe “far sentire il fiato sul collo” con la sua nuova squadra speciale minori.  Leggere le sue parole suscita pensieri e stati d’animo diversi: rabbia, perplessità, risentimento, imbarazzo, ironia e un interrogativo, ma lei conosce come si compone e come è organizzata la magistratura minorile e come funzionano i servizi di tutela minori? … dalla pagina facebook di Simona Regondi, 22 luglio 2019

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Simona Regondi

Signor Ministro della giustizia
Sono una delle operatrici alle quali vorrebbe far sentire il fiato sul collo con la sua nuova squadra speciale minori.
Leggere le sue parole suscita pensieri e stati d’animo diversi: rabbia, perplessità, risentimento, imbarazzo, ironia e un interrogativo, ma lei conosce come si compone e come è organizzata la magistratura minorile e come funzionano i servizi di tutela minori? Dovrebbe, perché il Tribunale per i Minorenni è stato creato nel 1934 e perché lei è il ministro della giustizia.


Da come scrive sembrerebbe ignorare che i servizi tutela non prendano decisioni in autonomia, ma si interfacciano costantemente e continuamente con la magistratura, che quando il servizio tutela decide l’idoneo collocamento (mi vorrà scusare se uso termini troppo tecnici), lo fa dopo averne discusso con il magistrato e i giudici onorari a volte per mesi (conosce vero la figura del giudice onorario, sono “esperti” – psicologici, neuropsichiatri, assistenti sociali, sociologi, educatori… – che affiancano il togato in ogni momento del percorso giuridico.)


Sa, signor guardasigilli, i giudici onorari hanno una grande funzione, servono al giudice per capire meglio il vasto mondo della genitorialita’, servono ai servizi per avere un dialogo con la magistratura usando un linguaggio comune, servono alle famiglie per avere un dialogo qualificato oltre agli operatori dei servizi e diciamolo, servono alla magistratura visto la perenne e ormai sistemica carenza di giudici togati.


Ecco, se proprio vuole aumentare il lavoro in magistratura assuma qualche altro magistrato minorile.


Lei lo sa vero che il TM copre lo stesso territorio della corte d’appello? Ad esempio per il TM di Milano parliamo di 8 province (Milano, Monza e Brianza, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio, Varese) E sa anche che per 8 provincie ci sono 14 (quattordici) giudici? Credo che persino a chi è totalmente a digiuno della materia parrà un numero insufficiente al bisogno (le ricordo, o le spiego, che il TM ha tre competenze, civile, amministrativa e penale), molto fare per pochi giudici.


Sia certo signor ministro che il fiato sul collo gli operatori ce l’hanno già, è quello di ogni singolo bambino o adolescente che incontriamo. Sa, signor ministro, il 99% di noi quei bambini li vede spesso, anche quando loro non vorrebbero vedere noi, ne conosciamo la storia, conosciamo la famiglia, sappiamo la data del loro compleanno e spesso li chiamiamo per fargli sapere che li pensiamo, perché una delle accuse che fa più male è il loro guardarti negli occhi e dirti “per te sono solo lavoro”.


La quasi totalità di noi vive già con il fiato sul collo, perché il tempo passa e i ragazzi crescono senza che si sia potuto attivare per loro una psicoterapia perché c’è la lista d’attesa in NPI (neuropsichiatria signor ministro). Il 99 % di noi sente già il fiato sul collo dei ragazzi che avrebbero necessità dell’ADM (signor ministro parlo dell’assistenza domiciliare minori), ma il comune non ha sufficienti risorse per affrontare anche questa spesa.


Signor ministro il 99% degli operatori sa lavorare ottimamente e dimostra anche un’immensa capacità d’inventiva per sopperire a tutte quelle risorse che mancano, anche per sua colpevole inerzia.


Signor ministro il 99 % degli operatori ha visto quei bambini piangere, li ha visti con segni indelebili lasciati, spesso, da chi dovrebbe amarli di più.


Il 99% degli operatori pensa almeno una volta alla settimana di non avere più la forza di continuare ad incassare la sofferenza e restituire speranze e risposte, ma c’è sempre un nuovo bambino da conoscere, capire e aiutare e la resa slitta alla successiva fatica.


Signor ministro, con il suo attacco generale, generico e strumentale alla nostra professione, lei sta procurando colpevolmente danni difficilmente sanabili, con l’uso politico, e anche un po’ ridicolo, del caso del comune di Bibbiano, lei sta alimentando sospetti, riducendo la nostra capacità di intervento ed aumentando il rischio di violenza sui minori.


Signor Ministro, con il suo attacco ai servizi, lei sta legittimando la violenza nei confronti degli operatori, sovraccaricando il sistema e producendo il “servizio sociale difensivo”, che tutto fa, tranne mettere al centro il superiore interesse del minore.

….

 

 

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