Dall’introduzione: «I miei tre precedenti libri (La lista della spesa, Il macigno e I sette peccati capitali dell’economia italiana) hanno cercato di fotografare la realtà economica del nostro Paese.
Questo libro invece parla di come questa realtà sia percepita e, soprattutto, di come la si voglia far percepire. Parla di false informazioni economiche che circolano ormai da parecchio tempo e vengono considerate verità assolute, indiscutibili, quasi assiomatiche, da buona parte dell’opinione pubblica italiana: costituiscono, per molte persone, la realtà. Una volta le si chiamava “palle” o “bufale”. Oggi spesso si definiscono “fake news”, ma preferisco usare termini italiani, e in questo caso specifico ancora di più, visto che il termine “fake news” è stato, se non inventato, almeno rilanciato dal presidente Trump, che ha talvolta contribuito alla diffusione di informazioni, diciamo, non del tutto aderenti alla realtà. Il tema delle bufale mi sembra di particolare attualità. Certo, le bufale sono sempre esistite. Fanno parte integrante degli strumenti di propaganda politica utilizzati per influenzare e guidare l’opinione pubblica verso direzioni desiderate. Mi sembra, però, che negli ultimi anni le bufale economiche abbiano avuto in Italia una particolare diffusione. […] Il contenuto del libro riflette anche il lavoro svolto dai ricercatori dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano di cui sono direttore dal novembre 2017. Li ringrazio per il prezioso aiuto prestato. […] Infine, ringrazio Francesco Gabbani. Da un suo pezzo è tratto il titolo Pachidermi e pappagalli. La canzone parla di bufale, bufale di ogni genere (Elvis e Marilyn sono vivi e hanno un bar alle Hawaii, il Titanic non è mai affondato, i Beatles sono un’invenzione, le piramidi sono state costruite dai marziani, e così via). Qui si parla di bufale economiche: dobbiamo cercare di coglierle e comprenderne bene i meccanismi se non vogliamo farci prendere in giro dai pachidermi e pappagalli che le inventano e le diffondono».
