Vite capovolte. La tratta degli esseri umani. Pratiche di sfruttamento sessuale e lavorativo sul territorio laziale, di Francesco Carchedi, Maggioli editore, 2020

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Ringraziamenti
Sigle e abbreviazioni
Presentazione di Alessandra Troncarelli 
Prefazione di Maria Grazia Giammarinaro
Introduzione
1. Riallineare le conoscenze
2. I criteri metodologici, le interviste e le aree esplorate
3. L’articolazione della ricerca
Parte prima – Analisi della letteratura
1. Lo sfruttamento sessuale e lavorativo e le principali norme di riferimento. I risultati salienti di alcuni studi 
1.1. I principali studi sulla tratta e sullo sfruttamento sessuale
1.1.1. I dati e i modelli concernenti i principali gruppi nazionali
1.1.2. Il caso delle donne nigeriane. Lo sfruttamento delle adulte e delle minori 
1.1.3. Il caso delle donne romene. Negoziare, sottostare, essere vittima 
1.1.4. La transessualità. Pratiche di prostituzione e di sfruttamento 
1.1.5. L’area laziale e quella romana. Un fenomeno esteso e altamente articolato 
1.2. I principali studi sullo sfruttamento lavorativo. Il livello nazionale e quello regionale
1.2.1. Gli addetti stranieri nel settore agricolo
1.2.2. L’Agro Pontino. Come proteggere le vittime
1.2.3. L’Agro Pontino. Le trasformazioni del settore
1.2.4. Il caporale e il caporalato 
1.2.5. Il caporalato come rapporto di produzione illegale 
1.3. Le norme di riferimento. La protezione delle vittime e le azioni di contrasto alle diverse forme di sfruttamento 
1.3.1. Il sistema tratta. Le norme principali e le direttrici del Piano nazionale
1.3.2. Il sistema asilo e il sistema anti-tratta. Le connessioni previste 
1.3.3. Le norme contro lo sfruttamento lavorativo. Il caso del lavoro agricolo
Parte seconda – Lo sfruttamento sessuale
2. Le caratteristiche delle vittime di sfruttamento sessuale. Aspetti quanti-qualitativi 
2.1. Le vittime di sfruttamento sessuale. I dati ufficiali e le stime correlabili 
2.2. Le vittime e le potenziali vittime segnalate da altre fonti
2.3. I dati ufficiali e le stime. Roma, l’area metropolitana e le altre Province
2.3.1. I dati del Servizio Roxanne
2.3.2. Le principali nazionalità coinvolte
2.3.3. I dati della Rete anti-tratta del Lazio

2.3.4. I dati di stima sul territorio laziale. Stanziali, mobili e in sostituzione
2.4. I principali gruppi criminali e i diversi modelli di sfruttamento attivati
2.4.1. I principali sodalizi coinvolti nella prostituzione coercitiva
2.4.2. Il tipo e il numero di reati correlati allo sfruttamento
2.4.3. I diversi modelli di sfruttamento sessuale
2.4.3.1. I gruppi romeni. Da singoli sfruttatori a bande organizzate
2.4.3.2. Il gruppo nigeriano. La maman e il boga: facce della stessa medaglia
2.4.3.3. Il gruppo brasiliano. Gruppi criminali con venature mafiose
2.5. I casi provinciali. I luoghi, gli ambiti di sfruttamento e il profilo sociale
2.5.1. L’area del Comune di Roma e della sua Provincia
2.5.1.1. Il Comune di Roma
2.5.1.2. L’area provinciale e i Comuni più grandi
2.5.1.3. Il profilo sociale ed esperienziale delle vittime. Alcuni casi emblematici
2.5.1.4. La filiera degli interventi. Alcune criticità
2.5.2. L’area del Comune di Latina, di Frosinone e delle rispettive Province
2.5.2.1. Latina e la sua Provincia
2.5.2.2. Frosinone e la sua Provincia
2.5.2.3. Latina e Frosinone. Il profilo sociale delle vittime. Alcuni casi emblematici
2.6. L’area del Comune di Viterbo e di Rieti 
2.6.1. Viterbo e la sua Provincia. I luoghi e le aree di sfruttamento
2.6.2. Rieti e la sua Provincia. I luoghi e le aree di sfruttamento
2.6.3. Viterbo e Rieti. Il profilo sociale delle vittime. Alcuni casi emblematici
Parte terza – Lo sfruttamento lavorativo
3. La manodopera straniera. Occupati, attività produttive e caratteristiche contrattuali
3.1. La struttura del mercato del lavoro agro-alimentare laziale
3.2. L’area metropolitana di Roma
3.2.1. Il contesto territoriale. Le aziende, le colture principali e gli addetti occupati
3.2.2. L’intermediazione dei caporali e la loro funzione nella produzione
3.2.3. Le condizioni di lavoro e quelle abitative
3.3. L’area provinciale di Latina
3.3.1. Il contesto territoriale. Le aziende, le colture principali e gli addetti occupati
3.3.2. Le condizioni occupazionali. Lavoro regolare, nerogrigio e indecente
3.3.3. Caporali italiani, caporali stranieri
3.3.4. Gli sponsor indiani e gli imprenditori italiani. Un sodalizio (a volte) delinquenziale
3.3.5. Le condizioni di lavoro. Bassi salari e giornate lunghe
3.3.6. Le cooperative senza terra e le società di servizi (anche) intermediatrici di manodopera
3.4. L’area provinciale di Frosinone
3.4.1. Il contesto territoriale. Le aziende, le colture principali e gli addetti occupati
3.4.2. Le condizioni occupazionali. Lavoratori stanziali e caporali marginali
3.5. L’area provinciale di Viterbo
3.5.1. Il contesto territoriale. Le aziende, le colture e gli addetti occupati
3.5.2. I lavoratori stanziali e i lavoratori mobili
3.5.3. Le condizioni di lavoro. Caporali italiani, caporali stranieri
3.5.4. Le vittime di sfruttamento. La paura immobilizzante
3.6. L’area provinciale di Rieti
3.6.1. Il contesto territoriale. Le aziende, le colture, gli addetti occupati
3.6.2. I lavoratori stanziali e i lavoratori mobili
3.6.3. Le condizioni occupazionali. La vulnerabilità diffusa
3.6.4. Le principali modalità di reclutamento. Il ruolo ridotto dei caporali
Il perché di una ricerca di Antonella Massimi

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