il silenzio degli intellettuali su “don” Luigi Verzè: Emanuele Severino, Giovanni Reale, Roberta De Monticelli, Vito Mancuso – Europa

il silenzio e l’assenza degli intellettuali colpisce. Nel senso che all’università Vita- Salute insegnano da molti anni personaggi del calibro di Emanuele Severino, Giovanni Reale, Roberta De Monticelli, Vito Mancuso, alcuni dei quali non perdono occasione per esercitare pubblicamente il loro ruolo di intellettuali, polemisti e moralisti, ma che l’imbarazzante questione San Raffaele sembra aver consegnato al silenzio.
Ricordiamo tutti le parole della De Monticelli contro una battuta del vecchio rettore al momento della laurea di Barbara Berlusconi o gli articoli dedicati da Mancuso all’inopportunità di pubblicare i propri libri per la Mondadori, macchiata dalla colpa di essere di proprietà del Cavaliere. «Non in mio nome» scrisse indignata la filosofa alla Repubblica, mentre il suo collega annunciò il passaggio alla Fazi editore invitando i colleghi intellettuali a cambiare casa editrice. Entrambi, ovviamente, erano assenti lunedì alle esequie di don Verzé, il fondatore dell’ateneo che ha garantito loro in questi anni libertà di insegnamento.

Quello strano silenzio su don Verzè – Europa.

5 commenti

  1. Una persona può sbagliare in determinati comportamenti e azioni, e può farlo anche gravemente, tale da essere oggetto di giudizio penale, ma ugualmente aver compiuto azioni corrette o buone. Ammettiamo che un rettore, alla luce del suo riconosciuto e notevole valore accademico, le “consenta”, legalmente, di insegnare in una Facoltà e lei svolga molto bene quel compito. Se successivamente si viene a scoprire che tale persona ha commesso dei reati penali (non su persone ed estranei all’ambito del vostro rapporto di lavoro), Lei dott. Paolo Ferrario cosa farebbe ? Sarebbe davvero tenuto e prim’ancora preposto a condannare o assolvere la persona in questione ?

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    1. egregio dottor pederiva
      la ringrazio per questo suo commento che mi consente di chiarire a me stesso il mio pensiero su tutta questa schifosa vicenda
      ho rilanciato questo articolo perchè sono d’accordo con massimo cacciari che ha avuto non solo il coraggio di “parlare” di “don” verzè, ma anche di andare al suo funerale.
      è l’unico intellettuale “beneficiato” (diciamo così) che lo ha fatto.
      cacciari si comporta secondo il criterio da lei indicato: riconosce la libertà di insegnamento che ha potuto esprimere nalla università privata del “don”
      quello che , invece, cacciari non ha capito è che un esperto in piovra del potere cone “don” verzè è (era) bravissimo a creare paraventi di eccellenza culturale (l’università) e farla convivere antieticamante con collaboratori di fiducia che facevano pederastia con le minorenni brasiliane: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=H6ZDO1TaJUw

      è questa una delle vicende della storia italiana che più dobrebbe far indignare i cittadini italiani
      sono messe a prova le istituzioni: spero che la magistratura proceda e sveli l’intreccio di interessi sottostante a tutto l’impero ciellino di “don” verzè nascosto dall’enfasi caritatevole dei cattolici e delle loro parole d’ordine di “amore per il prossimo”
      grazie ancora
      paolo ferrario

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    2. Grazie a Lei per gli ulteriori elementi che mi ha fornito, mi unisco all’auspicio che la magistratura disveli ogni aspetto giuridicamente rilevante. Ezio Pederiva

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