SIMONA RIVA, TRADIMENTO, 2019

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

TRADIMENTO

Care tette, in questi giorni vi osservo spesso, vi sfioro, vi soppeso, vi stringo con delicatezza.

Non che prima non vi degnassi di attenzione.

Penso che ogni donna guardi il proprio seno: controlla se è bello, sodo, sostenuto, ne percepisce il cambiamento durante il ciclo ormonale mensile, quando da morbido diventa più pieno, a volte dolente nell’imminenza della mestruazione e anch’io, fino a poco tempo fa, l’ho osservato in questo modo.

Siete sempre state tette un po’ “ingombranti”, generose, sballonzolanti sotto gli indumenti.

Da adolescente, e poi da giovane donna, vi camuffavo sotto ampi maglioni, perché vivevo con imbarazzo lo sguardo dei maschi su quella voluminosa parte del mio fisico. Col tempo sono arrivata ad accettarvi, senza però giungere mai ad ostentarvi.

Solo negli ultimi anni ho imparato ad amare il mio seno, non lo nascondo più anzi, lo valorizzo coi i reggiseni giusti e scollature a volte un…

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