ISTAT registra un calo di nascite del 25% rispetto il 2008, Scritto da Coppi Mariarosa il 07/12/2018

ISTAT registra un calo di nascite del 25% rispetto il 2008Secondo i dati registrati dall’Istat nel report Natalità e fecondità della popolazione residente, il calo della fecondità e dei matrimoni sono tra le cause principali della diminuzione del numero di nascite nel 2017 (-15mila rispetto al 2016), in particolare dei primi figli (-25% rispetto al 2008).
Il calo dei nati registrato per il 2017 dal report è particolarmente accentuato per le coppie di genitori entrambi italiani. A pesare su questo è anche l’effetto posticipazione, che risente soprattutto di fattori congiunturali ed economici e fa spostare in avanti la fase di transizione all’età adulta e la possibilità di crearsi una famiglia.
Per la prima volta sono in calo anche le nascite da genitori stranieri; infatti dal 2008, scendono sotto i 100mila. A contare su questo dato è l’invecchiamento della popolazione straniera e la dinamica migratoria che si è attenuata con la crisi degli ultimi anni.
Rispetto al 2008 diminuiscono sensibilmente anche i nati da coppie sposate, ma aumentano invece figli nati fuori dal matrimonio, quasi 29mila in più rispetto al 2008.
Altro dato significativo è l’aumento di donne senza figli. Si stima che il 22% delle quarantenni, in particolare delle donne nate nel 1977, a fine vita riproduttiva resterà senza figli, contro l’11% della generazione del 1950 e il 13% della generazione del 1960.
Tra la diminuzione di circa 900mila unità della popolazione femminile tra 15 e 49 anni e la riduzione del numero medio di figli per donna sta anche il fatto che le baby boomers, nate tra la seconda metà degli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta, stanno uscendo dalla fase riproduttiva; mentre stanno entrando le generazioni che scontano l’effetto baby-bust, cioè la fase del forte calo della fecondità del ventennio 1976-1995, che ha portato al minimo storico di 1,19 figli per donna nel 1995.
L’età media in cui le donne fanno il primo figlio è di 31 anni contro i 29,4 della Germania, in cui la fecondità è aumentata anche grazie alle azioni di sostegno alla natalità.

Scritto da Coppi Mariarosa il 07/12/2018

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