Le principali cause di morte, che raccontano un popolo sempre più vecchio, sono state rese note di recente dall’ISTAT, 13 ott 2020

Morire
di Melania Rizzoli in Libero

Lo scorso anno nel nostro Paese sono stati celebrati 650.614 funerali, un numero in linea con la media degli anni precedenti. Ma in realtà di cosa muoiono gli italiani? Le principali cause di morte, che raccontano un popolo sempre più vecchio, sono state rese note di recente dall’ISTAT, i cui dati demografici indicano che l’1,7% della popolazione residente, pari a 60.391.000 individui, passa a miglior vita in maggioranza per le solite quattro o cinque patologie, nonostante i tassi di mortalità relativi a queste malattie si siano ridotti di oltre il 40% negli ultimi dodici anni.
Tralasciando i dati relativi alle vittime di Covid-19 dei mesi scorsi, che hanno superato le 35.700 unità seminando angoscia in tutto il Paese, scopriamo che in Italia il boom di decessi è legato a malattie del sistema cardio-circolatorio, poiché tra infarti, ischemie, malattie del cuore e cerebrovascolari, lo scorso anno sono morte 232.992 persone, e il mesto primato dell’insorgere di tali patologie spetta all’ipertensione, ovvero alla pressione alta che corrode cuore ed arterie, e che non viene sempre curata o trattata a dovere. La sua incidenza, sul totale dei decessi, è aumentata del 5% rispetto al 3,8% di dieci anni fa.
In seconda posizione troviamo i tumori maligni che hanno causato la dipartita di 180.085 malati di cancro, anche se in campo oncologico oggi la situazione è senza dubbio meno grave rispetto a qualche tempo fa. La sfida però resta difficile e i decessi per questa causa diminuiscono con maggiore lentezza. Le malattie del sistema respiratorio, che vanno dalle complicanze dell’influenza alla polmonite, hanno portato al cimitero 53.372 italiani. Quelle del sistema nervoso e degli organi di senso (Parkinson, Alzheimer ecc), raddoppiate rispetto a dieci anni fa, hanno ucciso 30.672 pazienti, un dato questo, che essendo legato alle patologie degenerative tipiche della terza età, racconta bene il crescente invecchiamento della popolazione italiana.
Seguono poi le malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche, con il diabete mellito che svetta in prima linea (ottava causa di morte nel nostro Paese). Ne sono morti in 29.519, un numero superiore alle morti per tumore maligno di colon, seno e pancreas messi insieme. La statistica ISTAT rivela poi i decessi per disturbi psichici e comportamentali (24.406), per malattie dell’apparato digerente (23.261), per traumi, avvelenamenti, suicidi, omicidi e incidenti stradali (20.565), seguite da morti per cause “mal definite” (non diagnosticate) e risultati anomali (14.257), per malattie infettive e parassitarie (14.070), per patologie dell’apparato genito-urinario (12.017), del sistema osteomuscolare e tessuto connettivo (3.651), malattie del sangue e del sistema immunitario (3.272), della cute e del tessuto sottocutaneo (1.413), per finire con le malformazioni congenite e malattie cromosomiche (1.399), condizioni morbose di origine perinatale (801), e complicazioni della gravidanza e del parto (16).
La curiosità da segnalare è che al 17mo posto di questa funerea classifica spunta la setticemia, in aumento del 13,1%, e che ormai rappresenta l’1.3% di tutte le morti. La sepsi infatti, cioè l’infezione diffusa in tutto il corpo, è spesso associata ad un quadro morboso caratterizzato da patologie croniche sottostanti, il cui peso aumenta con l’invecchiamento, per cui t. Anche tale incremento di mortalità è legato quindi alla maggiore presenza di anziani multicronici ed alla crescente importanza attribuita a questa causa dai medici certificatori. L’ISTAT segnala anche che risultano crescenti le morti per Parkinson (10,8%) e di tumore maligno del cervello (17,6%). L’eziologia di entrambe queste patologie è tuttora sconosciuta. Ancora più doloroso è il dato relativo ai suicidi, diverse migliaia all’anno, una delle prime cause di morte dei giovani tra i 15 e i 24 anni, anche se per questa fascia di età i numeri pareggiano quelli degli incidenti stradali.
La buona notizia, allargando lo sguardo al quadro complessivo dei dati su riportati, è che c’è da essere ottimisti, perché sono poche le malattie in cui è aumentata la mortalità. Nel tempo le tre principali cause di decesso sono diventate meno frequenti, migliorando di molto la prospettiva di vita degli italiani, e nel caso delle malattie del sistema cardio-vascolare il miglioramento è stato rapido, tanto che in diverse regioni, come quelle del Nord, il tasso di mortalità risulta più che dimezzato. Un’altra linea di demarcazione è il genere, poiché le donne vivono diversi anni più degli uomini e di conseguenza il loro tasso di mortalità è minore, con qualche eccezione, perché quando si tratta di asma, influenza o disturbi psichici e comportamentali essere uomini o donne non fa differenza, anche se di Alzheimer le donne muoiono più dei maschi.
I numeri, ad ogni modo, non vanno presi alla lettera neanche quando provengono dall’Istat. A volte è difficile determinare con esattezza una causa di morte, mentre altre volte è cambiato il modo in cui gli eventi terminali vengono catalogati dai medici.
E i dati della settimana scorsa sfatano una paura collettiva di questi mesi e confermano una certezza scientifica: nel nostro Paese non si muore di solo Covid. L’altro giorno per esempio nell’arco delle 24ore in Italia sono decedute per tumore 360 persone, 269 per cause cardiocircolatorie, e solo una trentina per Covid.

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