Francesca Toppetti, Il danno psichico e la sofferenza soggettiva interiore | Maggioli Editore, 2022

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Il danno psichico e la sofferenza soggettiva interiore | Maggioli Editore

Risarcire la sofferenza vuol dire risarcire il dolore?

Attraverso l’analisi della dottrina e della giurisprudenza più recente, questo volume ha l’obiettivo di trattare il fenomeno della sofferenza interiore in modo tecnico ed approfondito, guidando il professionista nel panorama risarcitorio, senza il timore di chiedere e di poter ottenere il giusto valore per il dolore interiore, meritevole di ristoro con pari dignità rispetto a quello esteriore e tangibile.

L’opera affronta gli aspetti sostanziali e processuali del danno psichico, con particolare attenzione al sistema delle presunzioni e dell’onere di allegazione.

Il pregio del volume è quello di presentare le varie tematiche specialistiche con un approccio non solamente giuridico ma anche umano, come la materia richiede.

La scienza medico legale e quella psichiatrica accompagnano in modo sempre più penetrante il giurista, per cui completano il volume le parti dedicate ai profili medico – legali e tecnico specialistici, oltre che indicazioni sulle modalità di valutazione e liquidazione del danno non patrimoniale, anche in considerazione dell’edizione 2021 delle Tabelle del Tribunale di Milano, della Tabella Unica Nazionale (T.U.N.) per la valutazione del danno alla persona, nonché delle Tabelle del Tribunale di Roma per la liquidazione di danno da perdita del rapporto parentale.

Francesca Toppetti
Avvocato Cassazionista. Esperta in Responsabilità Professionale Medica e Diritto Sanitario. Autrice di saggi e monografie in materia di responsabilità civile. Studia da sempre il danno alla persona nelle sue numerose sfaccettature e, su questo tema, è relatrice a convegni e congressi, in qualità di consulente specialista. Docente a corsi di formazione e seminari in tema di pacificazione e conciliazione delle controversie sanitarie. È iscritta all’albo degli Avvocati di Roma ed è componente della Commissione Diritto delle Assicurazioni e della Commissione Responsabilità Professionale Sanitaria istituite presso il C.O.A. di Roma, nonché membro del Consiglio Direttivo dell’Unione Europea per la Tutela dei Diritti dell’Uomo.
Alberto Michele Cisterna, Enrico del Prato, Massimo Di Giannantonio, Stefano Ferracuti, Simone Grassi, Antonio Oliva, Stefano Recchioni, Gabriele Sani

Capitolo introduttivo – La centralità della persona umana, la prevedibilità e l’esigenza di certezza del diritto
Capitolo I – Il danno non patrimoniale, la sofferenza interiore e il danno biologico dinamico-relazionale
1.1. La lesione della persona umana e il danno non patrimoniale
1.2. I criteri per l’accertamento del danno. Il diritto casistico, le tabelle e l’importanza dei barème
1.3. Il danno psichico è una delle possibili manifestazioni del danno biologico
1.4. La sofferenza soggettiva interiore e il danno morale
1.5. La sofferenza soggettiva ed il danno parentale
1.5.1. La sofferenza morale dei genitori per la morte del feto
1.6. Il danno catastrofale e il danno morale terminale
Capitolo II – Le Tabelle di Milano, ed. 2021: aspetti medicolegali
2.1. Le Tabelle di Milano e il danno non patrimoniale permanente
2.2. Le Tabelle di Milano e il danno non patrimoniale temporaneo
2.3. Le Tabelle di Milano e il danno da perdita del rapporto parentale
2.4. Il nuovo quesito dell’Osservatorio sulla giustizia civile di Milano
Capitolo III – I barème applicati all’accertamento medicolegale del danno biologico di natura psichica
3.1. Il danno psichico: alcuni cenni
3.2. Approccio valutativo al paziente psichiatrico: considerazioni medico-legali
3.3. Il proporzionamento dell’invalidità permanente: ragioni e controversie
3.4. La valutazione del danno in età adulta, evolutiva e geriatrica
Capitolo IV – La lesione dell’integrità psicofisica e la sofferenza nocicettiva
4.1. La lesione dell’integrità psico-fisica: l’indiscibilità di “soma e psiche”
4.2. Il dolore nocicettivo
Capitolo V – Il danno differenziale e le patologie pregresse
5.1. I modelli inferenziali in psichiatria forense: la causalità “circolare”
5.2. La valutazione dello stato pregresso: i recenti insegnamenti giurisprudenziali
5.3. La valutazione del danno differenziale: metodologia operativa
Capitolo VI – Vantaggi e criticità degli strumenti di valutazione
6.1. La ricerca scientifica per le scale di valutazione degli eventi stressanti
6.2. La scala di Holmes e la scala di Rahe
6.3. Il test di Rorschach
6.4. Wechsler adult intelligence scale (WAIS-R)
6.5. MMPI-2: il Minnesota Multiphasic Personality Inventory
6.6. La BPRS: Brief Psychiatric Rating Scale
6.7. La GAF: Global Assessment of Functioning
6.8. PIRS: Psychiatric Impairment Rating Scale
6.8.1. PIRS – cura e igiene personale ed attività del vivere quotidiano
6.8.2. PIRS – funzionamento sociale e attività ricreative
6.8.3. PIRS – mobilità
6.8.4. PIRS – relazioni interpersonali
6.8.5. PIRS – concentrazione, determinazione, velocità di pensiero
6.8.6. PIRS – determinazione e capacità di svolgere lavori
6.8.7. PIRS – Mobilità
Capitolo VII – Le massime di esperienza e le presunzioni semplici nell’accertamento dei fatti giudiziali
7.1. Premesse. L’accertamento dei fatti nel processo e il ragionamento del giudice. Le presunzioni nel sistema dei mezzi di prova
7.2. Cenni sul ragionamento probatorio
7.3. Qualche considerazione sui fatti giudiziali
7.4. Il ricorso al “senso” e all’“esperienza comuni” per la razionalità del ragionamento giudiziale nell’accertamento dei fatti e di quello presuntivo
7.4.1. La struttura delle massime di esperienza
7.4.2. Le massime e l’esperienza tecnico-scientifica
7.5. Alcune questioni processuali in tema di massime di esperienza. Massime di esperienza e onere della prova
7.6. Cenni sulla rilevanza della “probabilità” nel processo e modo d’impiego delle massime nel processo
7.7. Il controllo della Cassazione sulle massime di esperienza
7.8. Le presunzioni semplici. Premesse
7.9. Le presunzioni semplici come mezzo di prova
7.10. La differente struttura logica della prova presuntiva rispetto agli altri mezzi di prova e i suoi singoli momenti: la fonte del ragionamento inferenziale, il factum probans c.d. noto e l’“indizio”. La qualità del factum probans e i mezzi per la sua prova
7.10.1. L’infondatezza della regola “praesumptum de praesumpto non admittitur”
7.11. L’allegazione del factum probans e il rispetto del principio del contraddittorio
7.12. Il fatto c.d. ignoto
7.13. Il risultato dell’inferenza presuntiva: la struttura del ragionamento presuntivo
7.14. I requisiti della gravità, precisione e concordanza
7.14.1. La concordanza degli indizi
7.15. Elementi probatori privi dei requisiti ex art. 2729 c.c. e il loro possibile recupero quali argomenti di prova (art. 116 c.p.c.). Cenni sulla riconducibilità delle prove atipiche alle presunzioni semplici
7.16. La motivazione della decisione fondata su presunzioni, sua patologia e controllo in Cassazione
Capitolo VIII – La valutazione del giudice e la liquidazione unitaria del danno
8.1. Una premessa
8.2. Le situazioni giuridiche tutelate
8.3. I criteri tabellari

 

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