Storia del pensiero e filosofia politica. I “contrattualisti”: Hobbes; Locke; Rousseau; il razionalista Baruch Spinosa e l’illuminista Montesquieu

Il contrattualismo è la teoria secondo cui la legittimità dello Stato non deriva da Dio, dalla tradizione o dalla forza, ma da un accordo — reale o ipotetico — tra individui che escono dallo stato di natura per garantire sicurezza, diritti e libertà. Hobbes, Locke e Rousseau ne sono i protagonisti; Spinoza usa il patto in chiave razionale e democratica, mentre Montesquieu, non essendo un contrattualista, elabora la risposta istituzionale illuminista al problema del potere: la separazione dei poteri.[treccani][sapere]

Il modello contrattualista

Gli autori contrattualisti immaginano una condizione prepolitica, lo stato di natura, in cui non esiste ancora un’autorità comune. Per uscirne, gli individui stipulano un contratto sociale: cedono parte della propria libertà naturale in cambio di protezione e ordinamento.[treccani][plato.stanford]

La differenza decisiva riguarda quanto potere viene trasferito e a chi:

AutoreStato di naturaContratto socialeForma di Stato
HobbesGuerra di tutti contro tuttiTrasferimento totale dei diritti a un sovranoAssolutismo
LockeLibertà ed eguaglianza, ma incertezza dei dirittiPotere limitato e delegato al governoLiberalismo costituzionale
RousseauLibertà naturale perduta con la proprietàCiascuno si dà alla comunità dei cittadiniDemocrazia popolare
SpinozaDiritto naturale coincidente con la potenza di ciascunoTrasferimento del diritto alla comunitàDemocrazia
MontesquieuNon è il centro della sua teoriaNon fonda lo Stato sul pattoStato di diritto con separazione dei poteri

Thomas Hobbes

In Leviatano (1651), Hobbes descrive lo stato di natura come una condizione di conflitto generalizzato: essendo gli uomini approssimativamente uguali nella capacità di nuocere, ciascuno teme gli altri e la vita risulta «solitaria, povera, spietata, brutale e breve».[skuola][it.scribd]

Per evitare la guerra, gli individui rinunciano collettivamente al proprio diritto di autodeterminazione e lo trasferiscono a un sovrano assoluto, il Leviatano. Il sovrano non è parte del contratto: deve essere indivisibile e quasi illimitato, perché solo un potere forte può imporre la pace.[treccani][docsity]

  • La società politica nasce per paura e bisogno di sicurezza.
  • Il sovrano detiene il potere di fare le leggi, giudicare e punire.
  • La rivolta è in genere ingiustificata, perché rischia di riportare allo stato di guerra.
  • Hobbes non difende però un diritto divino dei re: la legittimità del potere nasce dal consenso contrattuale.[treccani]

John Locke

Locke, in Due trattati sul governo (1689), rovescia la conclusione di Hobbes: lo stato di natura non è necessariamente guerra, ma una condizione di libertà ed eguaglianza regolata dalla legge naturale. Gli individui possiedono già diritti fondamentali — vita, libertà e proprietà — che nessun governo può sopprimere.[skuola][skuola]

Il contratto non crea un potere assoluto: istituisce un governo fiduciario, incaricato di proteggere i diritti naturali. Se il governo viola tale mandato, il popolo ha il diritto di resistere e sostituirlo.[treccani][skuola]

  • Il potere politico è limitato dalla legge e dai diritti individuali.
  • La proprietà è un diritto naturale, derivante dal lavoro.
  • La tolleranza religiosa e la separazione tra Stato e Chiesa sono centrali.
  • Locke è il principale fondatore teorico del liberalismo e dell’idea moderna di costituzionalismo.[skuola][skuola]

Jean-Jacques Rousseau

Rousseau, in Il contratto sociale (1762), parte dalla tesi che l’uomo nasce libero, ma «dovunque è incatenato». La proprietà privata, la competizione e la disuguaglianza hanno corrotto la libertà naturale; il contratto deve dunque ricostruire una libertà autentica all’interno della comunità politica.[skuola][studocu]

Ciascun cittadino si dà interamente alla comunità, ma, poiché fa parte anch’egli del corpo politico, non si sottomette a un padrone: obbedisce soltanto alla legge che ha contribuito a formare. Il risultato è la volontà generale, distinta dalla semplice somma degli interessi particolari.[studocu]

  • La sovranità appartiene al popolo e non può essere alienata o rappresentata.
  • Le leggi devono esprimere la volontà generale, non l’interesse di una fazione.
  • La libertà politica consiste nell’obbedienza a una legge che ci si è dati.
  • Rousseau orienta il pensiero democratico moderno, ma la sua idea di volontà generale è stata anche letta come potenzialmente rischiosa se identificata con la volontà della maggioranza.[studocu]

Baruch Spinoza

Spinoza non è un contrattualista nel senso scolastico più stretto, ma nel Trattato teologico-politico (1670) utilizza il patto per spiegare la nascita dello Stato. Nello stato di natura il diritto di ciascuno coincide con la sua potenza: tutti hanno diritto a ciò che riescono effettivamente a fare o ottenere.[plato.stanford][rielefer]

Gli uomini trasferiscono la propria potenza alla comunità per conseguire sicurezza e vita tranquilla. Tuttavia, a differenza di Hobbes, Spinoza non ritiene che la libertà di pensiero debba essere soppressa: essa è anzi compatibile — e utile — con la pace pubblica.[plato.stanford][libropiuweb.mondadorieducation][it.wikipedia]

  • Il fine dello Stato è la sicurezza, ma anche la libertà.
  • La democrazia è per Spinoza la forma di governo più naturale e stabile, perché il diritto è trasferito all’intero corpo sociale, non a un solo individuo.[rielefer][notedipastoralegiovanile][docsity]
  • La libertà di pensiero e di espressione non minaccia lo Stato: ne costituisce una condizione di stabilità.[libropiuweb.mondadorieducation][it.wikipedia]
  • La sua politica è razionalista: le istituzioni devono tenere conto delle passioni umane, non pretending di eliminarle.[plato.stanford]

Montesquieu

Montesquieu non costruisce la sua filosofia politica sul contratto sociale. In Lo spirito delle leggi (1748) analizza le leggi e i governi in relazione alla storia, al clima, alle condizioni economiche, ai costumi e alle strutture sociali di ciascun popolo.[sapere]

Distingue tre forme di governo secondo il principio che le anima: la repubblica si fonda sulla virtù, la monarchia sull’onore, il dispotismo sulla paura. La sua preoccupazione centrale è evitare che il potere si concentri in un’unica mano e degeneri in dispotismo.[sapere]

La sua eredità più importante è la separazione dei poteri:

  • Legislativo: fa le leggi.
  • Esecutivo: le applica e conduce la politica estera.
  • Giudiziario: giudica le controversie e applica le sanzioni.[skuola][skuola][philosophyprofessor]

La libertà politica non è fare ciò che si vuole, ma poter fare ciò che le leggi permettono — e non essere costretti da un potere arbitrario. Per questo i tre poteri devono essere distinti e reciprocamente controllati.[sapere][philosophyprofessor]

Filo comune e differenze

Hobbes, Locke, Rousseau e Spinoza condividono l’idea che l’autorità politica debba essere giustificata mediante un patto tra individui, anziché fondata esclusivamente su tradizione o rivelazione religiosa. Le loro soluzioni divergono però radicalmente: sicurezza assoluta in Hobbes, diritti limitati al governo in Locke, sovranità popolare in Rousseau, democrazia e libertà di pensiero in Spinoza.[treccani][plato.stanford][docsity]

Montesquieu completa il quadro illuminista spostando l’attenzione dalla fondazione del potere alla sua organizzazione: non basta che lo Stato nasca dal consenso; occorre che le istituzioni impediscono la tirannide attraverso la divisione e il controllo reciproco dei poteri.[sapere]


Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione