Amina: nuova foto a seno nudo, la giovane attivista tunisina: contro le “lezioni della morale”


Amina, la giovane attivista tunisina contro le “lezioni della morale”

vai a  Amina: nuova foto a seno nudo, la giovane attivista tunisina non si arrede… e cambia look (FOTO, VIDEO).

Annalena Benini sui momenti di commozione di Giorgio Napolitano, da Il Foglio 23 aprile 2013


Pianto da duri

di Annalena Benini

La voce rotta di Giorgio Napolitano nel suo discorso al Parlamento, asciutto, duro e politico, tranne che per quel bicchier d’acqua in più, per quel cedimento veloco alla commozione, ha liberato anche la nostra possibilità di lacrime.

E a ha reso inutile, ma significativa, quella precisazione stizzita della moglie di Pierluigi Bersani che, in un silenzio durato anni, ha deciso di parlare quest’unica volta soltanto per chiarire che suo marito non stava affatto piangendo quando aveva la testa fra le mani alla rielezione di Napolitano; perché certe cose lui non le ha mai fatte in tutta la vita, “ha le spalle larghe, è della montagna”; ha detto Daniela Ferrari al Corriere della Sera.

Come se le lacrime di sconfitta fossero disonorevoli, poco di montagna, forse femminili, quindi per forza prodotto di una malignità; anche se la evidente commozione di Bersani da Bruno Vespa quando ancora c’era la speranza di una vittoria, fatta con quello stesso gesto delle mani sugli occhi, non aveva suscitato lo stesso sdegno.

Perché le lacrime sono un problema femminile: gli uomini piangono e basta (Barack Obama, Tony Blair, un’infinita serie di sportivi, Antonio Di Petro al pensiero della propria incompresa grandezza e perfino il 5 Stelle Alessandro Di Battista, alle parole del suo leader Beppe Grillo (“dopo due mesi che non dormo”), le donne invece vengono fraintese, devono giustificarsi e subito arrivano le critiche, i sorrisetti, come accadde per le lacrime di Elsa Fornero, ministro del Lavoro quando annunciò la deindicizzazione delle pensioni, i sacrifici degli italiani. Poco professionale, perturbante, segno di debolezza e manipolatorie: sono le reazioni degli uomini, secondo una ricerca dell’Università della California, alle lacrime delle donne sul lavoro e in occasioni pubbliche.

C’è sempre un secondo fine da smascherare, o il romanzo di un’inadeguatezza da costruire, e a Margareth Thatcher furono concesse soltanto le lacrime di addio. Quando lasciò Downing Street. Giorgio Napolitano invece si è commosso ringraziando per il largo suffragio, si è commosso di nuovo per “il senso antico e radicato di identificazione con le sorti del Paese” che lo muove, poi ricordando il suo primo ingresso alla Camera da deputato, a 28 anni, e infine giurando fedeltà alla Repubblica.

Laura Boldrini, presidente della Camera, seduta accanto a lui e poi in piedi ad applaudire, ha fatto di tutto per restare imperturbabile, per non lasciarsi contagiare dalla commozione, perché le lacrime femminili sarebbero suonate fastidiose, fuori luogo. Le lacrime di Napolitano, invece, hanno dato più forza alla severità, a quel monito: “nessuna auto-indulgenza”, e alla richiesta di fare i conto con la realtà, alla speranza ch sia finalmente arrivato il tempo della maturità. “Fino a quando le forze me lo consentiranno”, ha detto Napolitano. Fino ad allora le lacrime non saranno più un segno di debolezza.

Renzo Gubert (già senatore) Donne al lavoro? No, meglio a casa | L’Adige


Ho già avuto più volte modo di evidenziare quello che a me sembra un risvolto ideologico, di stampo vetero-femminista, del considerare negativamente la decisione di molte donne di dedicare il loro tempo in prevalenza alla famiglia, al coniuge, ai figli, a genitori o altri familiari bisognosi di cura, anziché di porsi sul mercato del lavoro, delegando il lavoro educativo e di cura a istituzioni quali asili nido o case di riposo o a istituzioni residenziali sanitarie per anziani. Non si capisce, in sintesi, perché un lavoro (educativo, di cura) sia autorealizzativo per la donna se svolto come dipendente e invece sia mortificante se svolto per familiari. Semmai da proporre sarebbe che almeno una parte del denaro che la collettività risparmia per il lavoro educativo e di cura dei familiari sia data alla stessa donna (o anche, se del caso, peraltro raro, all’uomo), per rendere economicamente meno gravosa economicamente tale scelta.

….

tutto l’articolo qui   Donne al lavoro? No, meglio a casa | L’Adige.

Maschi – Presentazione del libro di Arnaldo Spallacci (Edizioni Il Mulino)


A. SPALLACCI

Maschi

Collana “Universale Paperbacks il Mulino”

pp. 200, € 12,00
978-88-15-23726-2
anno di pubblicazione 2012

Copertina 23726


Già prevaricatore e violento, oggi l’uomo si presenta pacificato e angelicato, compagno premuroso e padre tenero, narciso ossessionato dalla cura di sé. Ma anche maschio smarrito e depotenziato, in ansia per una virilità fattasi incerta. Che ne è, allora, dell’identità maschile?

Se in passato il maschile come polo dominante del mondo era definito generalmente in termini di prevaricazione e violenza, oggi nel discorso sugli uomini coesistono immagini contrastanti: padri teneri, compagni premurosi e responsabili, ma anche narcisi ossessionati dalla cura di sé, esseri smarriti e depotenziati, in ansia per una virilità fattasi incerta. Che ne è allora dell’identità degli uomini? Questo libro spezza il silenzio sul tema e fa il punto sulle trasformazioni dell’esperienza maschile nei suoi diversi aspetti, al di là degli stereotipi, vecchi o nuovi.

Arnaldo Spallacci, sociologo, è membro del Comitato organizzativo del Centro studi sul genere e l’educazione (Csge), presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, per il quale ha condotto ricerche sulla costruzione dell’identità di genere nei giovani.

 

Maschi – Presentazione del libro di Arnaldo Spallacci (Edizioni Il Mulino)

BOLOGNA 3 dicembre 2012 - 2h 10′ 25″
Maschi – Presentazione del libro di Arnaldo Spallacci (Edizioni Il Mulino) Presentazione del libro di Arnaldo Spallacci (Edizioni Il Mulino)

DIBATTITO - Evento organizzato da 

DEMETRIO Duccio, RIGOTTI Francesca, SENZA FIGLI una condizione umana, Raffaello Cortina, 2012, pag. 268



Senza figli
ISBN: 978-88-6030-494-0
Autore: Demetrio Duccio, Rigotti Francesca
Titolo: Senza figli
Sottotitolo: Una condizione umana
Collana: Fuori collana
Argomenti: Filosofia , Pedagogia
Pagine: 268
Anno: 2012

vai al sito dell’editore  Raffaello Cortina  Senza figli

Afghanistan, la sposa bambina Sahar Gul torturata dal marito e dalla sua famiglia, da un articolo di Monica Ricci Sargentini


Afghanistan Womens Rights

Afghanistan, la sposa bambina torturata dal marito diventa un simbolo dei diritti umani

DONNE|

Sahar Gul è una ragazzina afghana di 15 anni che ha quasi rischiato di essere uccisa dal marito perché non voleva prostituirsi. La scorsa settimana è arrivata in un ospedale di Kabul nelle condizioni che vedete nella foto qui sopra. Gli occhi talmente gonfi di botte da essere semi-chiusi, il collo tumefatto, un orecchio bruciato da un ferro da stiro, il corpo così debilitato da essere costretto su una sedia a rotelle, le mani ricoperte di croste nere al posto delle unghie strappate dai suoi torturatori. Sahar era stata data in sposa sette mesi fa al soldato Gulam Sakhi che, con la complicità della sua famiglia, ha reso la sua vita un inferno.  Quattro mesi fa la sposa-bambina era riuscita a fuggireed aveva chiesto aiuto a dei vicini di casa: “Se siete dei musulmani dovete dire alle autorità quello che mi sta succedendo – aveva detto disperata -, vogliono farmi prostituire”. La polizia di Puli Khumri, la città nella provincia di Baghlan dove è avvenuto il fatto, è stata avvisata ma non ha fatto altro che restituire la povera ragazza alla famiglia torturatrice dietro la promessa che gli abusi non sarebbero più continuati. Invece, come da copione, è accaduto l’esatto contrario. Sahar è stata chiusa in un seminterrato dove è stata picchiata e affamata per altri tre mesi finché un parente lontano arrivato a far visita non ha fatto scoppiare lo scandalo. Ma anche allora le autorità  hanno cercato di trovare un accordo con il marito per evitare che la vicenda finisse sulla stampa. Un comportamento che, purtroppo, non è una novità in Afghanistan

da Afghanistan, la sposa bambina torturata dal marito diventa un simbolo dei diritti umani | Le persone e la dignità.

LETTERE DAL SILENZIO Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza, Massimo M. Greco (a cura di) ,FrancoAngeli


Massimo M. Greco (a cura di) 
LETTERE DAL SILENZIO
Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza
pp. 208, Euro 20,00; E-book Euro 16,00, Cod. 1049.7, Collana: Laboratorio sociologico – diretta da C. Cipolla

Gøsta Esping-Andersen, La rivoluzione incompiuta, Donne, famiglie, welfare


G. ESPING-ANDERSEN

La rivoluzione incompiuta

Donne, famiglie, welfare

Collana “Saggi”

pp. 248, € 25,00
978-88-15-23366-0
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 03/11/2011

Copertina 23366


E’ vero che sono le rivoluzioni tecnologiche a cambiare il mondo, ma nella società contemporanea altrettanto importante è stata la rivoluzione dei comportamenti femminili. Che tuttavia resta incompiuta, non solo e non tanto perché gli uomini sono restii a cambiare in pari misura, e le discriminazioni lungi dall’essere cancellate, quanto perché l’uguaglianza di genere ha fatto più strada tra i ceti più ricchi e istruiti, in cui la maggiore presenza di coppie a doppio (e alto) reddito consente anche un maggiore investimento a favore dei figli. Proprio perché incompiuta, l’emancipazione femminile rischia così, paradossalmente, di diventare un rinnovato fattore di disuguaglianza sociale.

Gøsta Esping-Andersen è professore di Sociologia nell’Università Pompeu Fabra di Barcellona. Tra le sue pubblicazioni “I fondamenti sociali delle economie postindustriali” (Il Mulino, 2000) e “Oltre lo stato assistenziale. Per un nuovo patto tra generazioni” (Garzanti, 2010).

 

Volumi – G. ESPING-ANDERSEN, La rivoluzione incompiuta.

R.W. CONNELL, Questioni di genere


R.W. CONNELL

Questioni di genere

Collana “Itinerari”

pp. 280, € 22,00
978-88-15-23253-3
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 13/10/2011

Note: Nuova edizione

Copertina 23253


Come si sviluppano la femminilità e la maschilità? Come si definiscono i confini tra maschile e femminile? Quali sono e come funzionano i modelli di genere nella società contemporanea? Le identità di genere sono stabili? Come cambiano i ruoli di genere nell’era della globalizzazione? Sgomberato il campo dai molti pregiudizi, miti, silenzi, nonché dalle falsità vere e proprie che infestano questo terreno, il volume offre un’informazione accurata e una riflessione aperta sulle tematiche della sessualità e del genere, in particolare là dove intersecano problemi di identità, pari opportunità, giustizia sociale.

Indice: Presentazione. Uno sguardo di genere, di R. Sassatelli. – Prefazione. – I. La questione del genere. – II. La ricerca sul genere: cinque esempi. – III. Teorie e teorici di genere. – IV. Differenze sessuali e genere dei corpi. – V. Relazioni di genere. – VI. Il genere nella vita personale. – VII. Il genere su vasta scala. – VIII. Politica di genere. – Riferimenti bibliografici. – Indice dei nomi.

Raewyn Connell ha insegnato Sociologia nell’Università della California a Santa Cruz ed è docente di Education nell’Università di Sidney. Tra le sue pubblicazioni “Maschilità. Identità e trasformazioni del maschio occidentale” (Feltrinelli, 1996).

Volumi – R.W. CONNELL, Questioni di genere.

dibattito in studio sulle famiglie italiane, eterosessuali e omosessuali, tra la deputata del Pd Paola Concia e il sottosegretario alle Politiche della Famiglia del Pdl Carlo Giovanardi, a partire dalle polemiche scatenate dal manifesto di Ikea raffigurante una coppia gay, in “Coffee Break”


Patrizia Romito, La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione, FrancoAngeli


La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione
Autori e curatori: Patrizia Romito
Contributi: Micaela Crisma, Margherita De Marchi, Daniela Gerin
Collana: Politiche e servizi sociali
Argomenti: Infanzia, adolescenzaDonne, politiche di genereStudi di genere
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 192,     3a edizione, ampliata  2011  (Cod.1130.83)
La violenza di genere su donne e minori. Un'introduzione
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 22,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856835489
In breve Uno strumento di informazione o di aggiornamento per quei professionisti – medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, magistrati, amministratori, operatrici delle Case e dei Centri anti-violenza – che lavorano in contatto con donne e minori che sono o sono stati vittime di violenze.
Presentazione
del volume:
Dal 2000, anno in cui è stata pubblicata la prima edizione, questo libro è stato utilizzato per la formazione da centinaia di operatori socio-sanitari e delle forze dell’ordine, operatrici dei Centri anti-violenza e studenti e studentesse, contribuendo ad una miglior conoscenza delle violenze sulle donne e sui minori e delle strategie per contrastare le violenze e aiutare le vittime.
Questa versione, integrata con alcuni nuovi capitoli, fornisce uno strumento aggiornato e flessibile, che unisce attenzione ai risultati delle ricerche più recenti, discussione delle questioni controverse e chiarezza nell’esposizione. Scritto in uno stile semplice, il libro è accessibile anche a chi, pur non essendo uno specialista, voglia informarsi, riflettere e agire in proposito.

Patrizia Romito è professore associato di Psicologia sociale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste, dove insegna Metodologia della ricerca e Psicologia di comunità. Tiene anche un corso su “Violenza alle donne e ai minori: una questione di salute pubblica”, presso la Facoltà di Medicina. Ha fatto ricerca e insegnato in vari paesi europei, in Canada e negli Stati Uniti sui temi della maternità, della salute delle donne, e delle violenze. Oltre a numerosi articoli, ha pubblicato La depressione dopo il parto (Il Mulino, 1992), Violenza alle donne e risposta delle istituzioni (a cura di, FrancoAngeli, 2000), e Un silenzio assordante. La violenza occultata su donne e minori (FrancoAngeli, 2005), tradotto in numerose lingue.

Indice:
Una premessa e molti ringraziamenti
Introduzione
(La violenza sessuale: le parole per dirla e i metodi per studiarla)
La violenza sessuale
(Stupro e aggressioni sessuali; La violenza su bambine e bambini; La reazione sociale alla violenza sessuale; Le leggi sulla violenza sessuale in Italia; Il ruolo della pornografia; La violenza contro le donne sul luogo di lavoro: le molestie sessuali)
La violenza domestica
(Cos’è la violenza domestica; Il coinvolgimento dei figli; Le violenze in gravidanza; Le violenze dopo la separazione; Ma perché non lo lascia? Psicologia femminile e risposta delle istituzioni; La forza delle donne; Gli strumenti legislativi per contrastare i maltrattamenti domestici; Una controversia: le donne sono altrettanto violente dei loro mariti?)
I costi della violenza maschile
(I costi economici e sociali; Le conseguenze della violenza sul benessere delle donne; Il ciclo della violenza; La storia di Maria)
Gli uomini: resistenza e cambiamento
(I programmi per partner violenti; Resistenze e cambiamento; Una nota di ottimismo)
Cosa si sta facendo: misure per contrastare la violenza maschile
(Centri anti-violenza, Case delle donne e Rifugi; Collaborazione tra Case delle donne e diverse agenzie; I progetti di uscita dalla prostituzione; Le iniziative che riguardano le forze dell’ordine)
Conclusioni
Referenze bibliografiche
Prefazione alla nuova edizione
2000-2010: Cosa è cambiato?
Micaela Crisma, Patrizia Romito, Il caso della Sindrome da Alienazione Parentale
Patrizia Romito, Margherita de Marchi, Daniela Gerin, Le conseguenze della violenza sulla salute delle donne
Patrizia Romito, Il silenzio e il rumore, L’occultamento delle violenze maschili contro le donne.

da: La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione.

Bilancio di genere, di Maria Adelasia Divona, Aggiornamenti Sociali n. 2, 2011


Bilancio di genere
Maria Adelasia Divona
Sociologa, esperta in Pari opportunità
dell’Agenzia regionale del lavoro
del Friuli-Venezia Giulia
Il bilancio di genere (BDG) è un’analisi che consente la rilettura dei bilanci degli enti pubblici in una prospettiva di genere. Ciò significa tenere conto delle differenze tra uomini e donne all’interno di un determinato contesto socioculturale, assumendo che i due generi ricoprono ruoli e responsabilità diversi, e che quello femminile sopporta una condizione di svantaggio soprattutto in funzione dei molteplici ruoli (moglie, madre, lavoratrice) e degli obblighi che tradizionalmente gli sono ascritti (i compiti di cura). È quindi necessario perequare le risorse in base al principio di pari opportunità per tutti in tutti gli ambiti della vita.

l’intero articolo in: Aggiornamenti Sociali.

MILANO IN PIAZZA SABATO 29 GENNAIO PER RACCONTARE UN’ALTRA STORIA ITALIANA


MILANO IN PIAZZA SABATO 29 GENNAIO
PER RACCONTARE UN’ALTRA STORIA ITALIANA

Le moltissime adesioni che continuano ad arrivare all’appello “Mobilitiamoci per ridare dignità all’Italia”, partito da Milano e dalla Lombardia, insieme alla richiesta arrivata spontaneamente da centinaia di donne di una presa di parola pubblica, ci hanno indotto a lanciare la proposta di una manifestazione a

Milano sabato 29 gennaio alle 15 in piazza della Scala.

Con un simbolo: la sciarpa bianca del lutto per lo stato in cui versa il Paese.
Uno slogan:
Un’altra storia italiana è possibile. Ci saremo con le nostre facce. Le facce delle donne italiane, quelle della realtà.
Appuntandoci sulla giacca una fotocopia della nostra carta di identità con su scritto chi siamo: cassaintegrate, commesse, ricercatrici precarie, artiste, studentesse, registe, operaie e giornaliste, per dire la forza che rappresentiamo, a dispetto di tutto. Perché sarebbe bello che una spallata, magari quella definitiva, politica molto prima che giudiziaria, la dessimo proprio noi al capo supremo di questa telecrazia autoritaria, eversiva e misogina.
Quel che accade del nostro Paese offende le donne, ma anche gli uomini che non si riconoscono nella miseria della rappresentazione di una sessualità rapace e seriale, nello squallore di una classe dirigente che ha fatto dell’eversione di ogni regola e nel sovvertimento di qualunque verità il suo tratto distintivo.
Ed è anche a questi uomini che chiediamo di essere con noi sabato 29.
Per ribadire insieme che “un’altra storia italiana è possibile”.

PRIME FIRMATARIE
Ileana Alesso; Paola Bentivegna; Ivana Brunato; Iaia Caputo; Adriana Cavicchioli; Arianna Censi; Fulvia Colombini; Marina Cosi; Ilaria Cova; Chiara Cremonesi; Marilisa D’Amico; Ada Lucia De Cesaris; Piera Landoni; Elena Lattuada; Paola Lovati; Marina Piazza; Patrizia Quartieri; Assunta Sarlo; Tiziana Scalco; Sara Valmaggi; Francesca Zajczyk.Maria Carla Baroni; Anna Bandettini; Monica Bozzellini; Giulia Abbate; Maddalena Fragnito; Sandra Cangemi; Vania Pavan; Donatella Zaccaria; Elena Vegetti; Paola Ciccioli; Lucina Bergamaschi; Laura Galli…

Il dolore sessuale femminile e le comorbilità associate – dai sintomi alla diagnosi, alla terapia – Milano, Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci Venerdi, 12 marzo 2010


 

Comunicato stampa

 

Il dolore sessuale femminile: guarire si può!

A Milano una giornata di studi sul tema, in parte rivolta ai medici, con la serata dedicata alle donne che soffrono di vulvodinia, endometriosi, fibromialgia e cistite interstiziale,  per dare segnali positivi e indicazioni concrete

 

Milano, gennaio 2010 – Nella settimana della festa della donna, l’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus e la Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna, organizzano una giornata di studio di respiro nazionale, con un dibattito aperto a tutte le donne e ai loro partner sul tema del dolore sessuale femminile, argomento che trova poco spazio nella nostra società, dove il richiamo sessuale viene utilizzato in ogni ambito, creando ancora maggior isolamento in chi ha patologie che colpiscono questa area di vita.

La dispareunia, ovvero il dolore ricorrente durante i tentativi di rapporto sessuale, colpisce il 12-15% di donne in età fertile, e fino al 44% di quelle in post-menopausa sessualmente attive. Questa condizione è particolarmente presente nelle donne che sono affette da particolari malattie come:

vulvodinia – è una patologia che colpisce la donna prevalentemente in età fertile (20-40 anni) con disturbi che vanno dall’impossibilità ad avere rapporti sessuali, alla difficoltà a svolgere normali azioni quotidiane come indossare i pantaloni. Può insorgere in qualsiasi momento ed è cronica. La scarsa conoscenza del problema comporta difficoltà di diagnosi con la conseguenza che il dolore e il disagio tendono a radicarsi, complicandone il decorso e causando pesanti conseguenze anche psicologiche alle donne coinvolte.

endometriosi – è una malattia cronica complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, endometrio, disseminate al di fuori della cavità dell’utero o dalla crescita di tessuto endometriale in sedi anomale, provocando sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, aderenze ed infertilità. E’ una malattia quasi sempre dell’età feconda, spesso sottovalutata imputando alla donna una esagerazione dei sintomi e trascurando la gravità della malattia stessa.

fibromialgia – è una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità. La malattia si associa frequentemente a patologie nelle quali il dolore sessuale è un elemento importante, come nella vulvodinia e nella cistite interstiziale. Al dolore cronico, che si presenta a intervalli, si associano spesso disturbi dell’umore, in particolare del sonno, nonché astenia, ovvero affaticamento cronico. Caratteristiche sono la non-risposta ai comuni antidolorifici e il carattere “migrante” dei dolori.

cistite interstiziale – è una malattia cronica della vescica che provoca dolore, urgenza e frequenza nella minzione. E’ caratterizzata da un’eziologia multifattoriale e la reale causa è ancora ignota.

Tutte queste patologie hanno un forte impatto sulla sfera personale, psicologica, relazionale e professionale di coloro che le vivono, pur essendo spesso – purtroppo – poco note anche agli specialisti. La giornata di studio (dalle ore 9 alle ore 18.30) si pone come obiettivo quello di fornire ai partecipanti strumenti teorico-pratici per accrescere la propria capacità diagnostica e l’incisività terapeutica, che guardino alla donna nel suo complesso per poterla davvero aiutare in tempo utile. Il programma, coordinato dai Direttori scientifici dell’evento, il dott. Filippo Murina e la dott.ssa Alessandra Graziottin, comprende relazioni sulle comorbilità associate, sugli aspetti sociali delle patologie, sulle implicazioni gastroenterologiche e neurologiche del dolore sessuale, nonché un interessante dibattito circa il ruolo giocato dall’assunzione di contraccettivi ormonali nel predisporre e aggravare il dolore sessuale femminile, con due interventi pro e contro questa teoria.

 

 

 

A partire dalle 18.30 si terrà, invece, un simposio con la partecipazione delle quattro associazioni direttamente coinvolte nella cura delle patologie sopra descritte che, insieme ai Direttori scientifici del congresso medico, faranno sintesi delle novità emerse durante la giornata di studi, dando voce alle domande e alle problematiche specifiche delle donne. L’incontro è strutturato come dibattito che vedrà come moderatrice la giornalista scientifica Nicoletta Carbone (Radio24) e affronterà i temi della comorbilità, gli aspetti sociali, le relazioni coppia e lo stato dell’arte della ricerca scientifica sul tema.

Le patologie spesso all’origine del dolore sessuale femminile sono poco note seppure tutt’altro che rare: questo rende difficile per le donne che ne vengono colpite la ricerca di operatori sanitari competenti. La creazione di associazioni di volontariato, coinvolte nella giornata di studi, nasce dall’esigenza di attivare una rete di medici e strutture che cooperino per affrontare la patologia, e questo aiuta nella ricerca di luoghi di cura affidabili. Inoltre, le associazioni svolgono un insostituibile ruolo nel supporto alle pazienti, con iniziative a carattere medico – come la ricerca scientifica – e psicologico.

L’appuntamento è al Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, via San Vittore 21, a Milano – venerdì 12 marzo dalle ore 9 alle ore 18.30 per i medici cui sono riservati i crediti ECM, dalle 18.30 alle 21.30 per i cittadini con rinfresco finale.

Ingresso gratuito per le donne e le coppie dalle 18.30 fino a esaurimento dei posti (100).

E’ preferibile iscriversi: e-mail comunicazione@vulvodinia.org Tel. 02 6690123 – Fax 02 6702868

 

 

            Direttori scientifici dell’evento

 

A. Graziottin

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica

H. San Raffaele Resnati

Professore a.c. Università degli Studi di Firenze

 

F. Murina

Primo Referente Servizio di Patologia Vulvare, Ospedale V. Buzzi – Università degli Studi di Milano

Direttore Scientifico Associazione Italiana Vulvodinia Onlus

 

 

               

                Le organizzazioni promotrici

 

                Associazione Italiana Vulvodonia Onlus (AIV Onlus)

Dall’esperienza di alcuni operatori sanitari e dalla determinazione di alcune donne – pazienti e non – che hanno scelto di impegnarsi per aiutare altre donne ad arrivare, almeno, a una diagnosi corretta in tempi brevi, è nata nel 2006 l’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus, AIV.

L’Associazione vuol far conoscere la patologia per aiutare pazienti e medici a individuarla e curarla, per dare strumenti utili alle donne che ne soffrono, per parlare, confrontarsi e superare le difficoltà, per iniziare a studiarla con costanza e metodo, partendo dalla rilevazione dell’entità del problema e delle terapie efficaci.

 

Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna

Si pone l’obiettivo di:

a) sviluppare la cultura del dolore in Italia, a livello scientifico, clinico e divulgativo. In primo luogo, focalizzandosi sul dolore nella donna, dolore che costituisce condizione obiettiva di svantaggio fisico, psichico, economico, sociale e familiare;

b) incrementare l’attenzione diagnostica e terapeutica al dolore e alle sindromi caratterizzate da dolore, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, al fine di aumentare significativamente il numero di persone malate che possano beneficiare di terapie antalgiche efficaci;

c) formare personale medico e paramedico accreditato nella terapia del dolore nella donna, nelle sue diverse declinazioni specialistiche.

 

 

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Il dolore sessuale femminile e le comorbilità associate – dai sintomi alla diagnosi, alla terapia – Milano, Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci Venerdi, 12 marzo 2010


Il dolore sessuale femminile e le comorbilità associate

– dai sintomi alla diagnosi, alla terapia -

Milano, Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci

Venerdi, 12 marzo 2010

programma scientifico

Direttori Scientifici

  • A. Graziottin

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica

H. San Raffaele Resnati

Professore a.c. Università degli Studi di Firenze

  • F. Murina

Primo Referente Servizio di Patologia Vulvare, Ospedale V. Buzzi – Università degli Studi di Milano

Direttore Scientifico Associazione Italiana Vulvodinia

Relatori e Moderatori

  • L. Bertolasi

Dirigente Medico. U.O. di Neurologia

Università degli Studi di Verona – Policlinico G. B. Rossi

  • A. Bortolami

Fisioterapista, Libero Professionista, Padova

Fondatore e Responsabile del Gruppo di Interesse Specialistico (GIS) Riabilitazione del Pavimento Pelvico, Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI)

  • M. Cervigni

Professore di Urologia Ginecologica, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Dirigente Medico, Direttore U.O.C. Urologia Ginecologica

Ospedale San Carlo di Nancy – IDI, Roma

Presidente Scientifico della Multinational Interstitial Cystitis Association

  • M. Esposito

Ostetrica, Ospedale V. Buzzi – Università degli Studi di Milano

  • R. Felice

Specialista in Ginecologia e Ostetricia

Buonarroti Medical Center, Milano

Professore a Contratto Università degli Studi di Milano

  • D. Grassi

U.O. di Urologia, Hesperia Hospital, Modena

  • N. Giovannini

Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia

Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena – IRCCS, Milano

  • M. Giannantonio

Psicologo-Psicoterapeuta-Libero Professionista, Milano

  • L. Mariani

Ginecologia Oncologica

Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO), Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – IRCCS, Roma

  • F. Mombelli

Dirigente Medico Responsabile del Servizio di Psicologia Medica e di Psicoterapia

Clinica San Carlo, Paderno Dugnano (MI)

Consulente per la Psicodiagnostica e per la Psicoterapia di Coppia, H. San Raffaele – Resnati, Milano

  • L. Nasta

Presidente, Associazione Italiana Cistite Interstiziale

  • N. Natale

Direttore U.O. di  Ostetricia e Ginecologia

Ospedale Alessandro Manzoni, Lecco

  • M. Preti

Dirigente Medico I livello, U.O. Ginecologia e Ostetricia

Azienda Ospedaliera OIRM – S. Anna, Torino

  • M. Puliatti

Servizio di Patologia Vulvare,

Associazione Italiana Educazione Demografica – AIED, Roma

  • R. Romor

Presidente, Associazione Nazionale Fibromialgia e Stanchezza Cronica

  • V. Stanghellini

Professore Ordinario di Medicina Interna e Gastroenterologia

Facoltà di Medicina e Chirurgia

Università degli Studi di Bologna “Alma Mater Studiorum”

  • G. Vittori

Direttore U.O.C. di Ginecologia

Ospedale San Carlo di Nancy – IDI, Roma

  • P. Vercellini

Responsabile del Servizio di Chirurgia Ginecologica

Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia

Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena – IRCCS, Milano

  • J. Veit

Presidente, Associazione Italiana Endometriosi

Nerviano – Milano

Organizzato da:

  • Associazione italiana vulvodinia
  • Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna

Con il patrocinio di:

  • FIOG
  • SIGO
  • SIIV

Programma scientifico

ore 8.00                               Apertura della Segreteria

Caffè di benvenuto

ore 8.50                               Apertura dei lavori scientifici

Saluto di benvenuto

A. Graziottin, F. Murina

9.00 – 11.00                        La semeiotica del dolore e le comorbilità associate

Moderano:        F. Murina, N. Natale

9.00                                       Lettura magistrale

Fisiopatologia e semeiologia della dispareunia e del vaginismo (40’)

A. Graziottin

9.40                                                      Inquadramento psicosessuologico della dispareunia e del vaginismo (20’)

F. Mombelli

10.00                                     Le dermatosi vulvari come causa di dispareunia (15’)

M. Preti

10.15                                     La sfida terapeutica delle candidosi ricorrenti (15’)

F. Murina

10.30                                     L’infezione da HPV: dalla prevenzione all’overtreatment (15’)

L. Mariani

10.45 Discussione (15’)

11.00 – 11.20                    Pausa caffè

11-20 – 12.10                     Mastociti, infiammazione e comorbilità nel dolore sessuale femminile

Moderano:        F. Murina, G. Vittori

11.20                                     Il punto di vista del ginecologo (10’)

A. Graziottin

11.30                                     Il punto di vista dell’urologo (10’)

D. Grassi

11.40                                     Il punto di vista del gastroenterologo (10’)

V. Stanghellini

11.50 Discussione (20’)

12.10 – 13.10                      Aspetti relazionali e sociali del dolore sessuale femminile

Moderano:        A. Graziottin, M. Giannantonio

12.10                                     L’associazione italiana vulvodinia (10’)

M. Puliatti

12.18                                     L’associazione italiana cistite interstiziale (10’)

L. Nasta

12.26                                     L’associazione italiana endometriosi (10’)

J. Veit

12.34                                     L’associazione nazionale fibromialgia e stanchezza cronica (10’)

R. Romor

12.42                                     Lettura magistrale

Implicazioni gastroenterologiche del dolore sessuale femminile (20’)

V. Stanghellini

13.10 – 14.00                     Colazione di lavoro

14.00 – 15.00                      Implicazioni ostetriche del dolore sessuale

Moderano:        A. Graziottin, F. Murina

14.00                                     Il punto di vista del ginecologo (10’)

R. Felice

14.10                                     Il punto di vista dell’ostetrica (10’)

M. Esposito

14.20                                     Il punto di vista del sessuologo (10’)

N. Giovannini, A. Graziottin

14.30                                     Il punto di vista del fisioterapista (10’)

A. Bortolami

14.40                                     Discussione (20’)

15.00 – 16.00                      Dolore sessuale femminile: comorbilità, diagnosi e terapia

Moderano:        M. Cervigni, V. Stanghellini

15.00                                     Endometriosi e dispareunia: diagnosi e terapia (15’ +5’)

P. Vercellini

15.20                                                    Sindrome della vescica dolorosa e dispareunia: diagnosi e terapia (15’ + 5’)

M. Cervigni

15.40                                     Il dolore vulvare: implicazioni neurologiche e muscolari (15’ + 5’)

L. Bertolasi

16.00 – 16.20                     Pausa caffè

16.20 – 17.10                      Dibattito

Vulvodinia, dispareunia e contraccezione ormonale

Moderano:        P. Vercellini, G. Vittori

16.20                                     Innocente? (15’)

  1. A. Graziottin

16.35                                     Colpevole? (15’)

F. Murina

16.50 Discussione (20’)

17.10 – 18.10                      La vulvodinia: il dilemma del dolore “senza cause apparenti”

Moderano: L. Bertolasi, G. Mombelli

17.10                                     Eziopatogenesi e semeiologia (15’)

A. Graziottin, F. Murina

17.25                                     Le implicazioni psicosessuologiche (15’)

M. Puliatti

17.40                                     Strategie terapeutiche (15’)

F. Murina, A. Graziottin

17.55                                     Discussione (15’)

18.10 – 18.30                      Chiusura dei lavori scientifici

Questionario ECM

Non c’è 2 senza 3: Il padre nei dintorni della nascita, Convegno 8 febbraio 2010, Sala congressi Provincia di Milano, Via Corridoni 6, Milano, organizzato da Iris Istituto Ricerca Intervento Salute www.irisassociazione.it


Convegno nazionale: “Non c’è 2 senza 3″, Milano 8 febbraio 2010

Il prossimo CONVEGNO NAZIONALE organizzato da IRIS si intitola “Non c’è 2 senza 3″ e si terrà l’8 febbraio 2010 a Milano, nella sala Congressi della Provincia in via Corridoni 16.


Collegato al convegno, un workshop, cui è possibile iscriversi:

- 7 febbraio 2010: “Dall’assistenza centrata sulla donna all’assistenza centrata sulla famiglia“, tenuto da Ethel Burns, ostetrica e ricercatrice alla Oxford Brookes University.

Per approfondimenti e iscrizioni, scarica:
- pdf del programma del convegno
- pdf di presentazione del workshop

Il tema che IRIS propone al convegno è centrato sulla figura del padre. Ci sono voluti anni prima di accettare la presenza dei padri sulla scena della nascita nella maggioranza degli ospedali, mentre adesso la loro eventuale assenza è spesso vissuta dalle donne e dagli stessi operatori come mancanza, come un “di meno” per la donna. Sulla loro presenza, in Italia non ci sono state particolari riflessioni e ricerche: quale sia il loro vissuto in sala parto, come vorrebbero essere accolti, come si è modificato il loro ruolo come padri negli anni con il mutare della società, quali sono le loro aspettative.

Il convegno vuole offrire spunti di riflessione su come ci poniamo nei confronti di questa figura, dare strumenti agli operatori affinché i padri nel corso della gravidanza, sulla scena del parto e nella condivisione delle cure al neonato possano realmente contribuire nel favorire la fisiologia della nascita e l’instaurarsi, sin dall’inizio, di relazioni familiari caratterizzate da maggior serenità, piacere, curiosità e competenza verso questa nuova avventura.

Stalking: come chiedere l’ammonimento al Questore – Il blog ufficiale di Moduli.it – Moduli.it


Il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito in legge 23 aprile 2009, n. 38, con l’inserimento dell’art. 612-bis nel Codice Penale, stabilisce che “è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.Questo significa che una persona è considerata vittima dello stalking e, dunque, soggetta a tutela anche se gli atti persecutori si concretizzano in pedinamenti, e-mail, telefonate, sms, appostamenti, ecc. e non necessariamente in atti criminosi (percosse, minacce in luogo pubblico, molestie, violenza privata, ecc.) ….

Stalking: come chiedere l’ammonimento al Questore – Il blog ufficiale di Moduli.it – Moduli.it

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Legge 9 gennaio 2006, n. 7 – Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile


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numero verde contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili in Italia


800 300 558: un numero verde contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili in Italia

Il servizio, gestito da operatori della Polizia di Stato, nasce dalla collaborazione tra ministero dell’Interno e il dipartimento per le Pari Opportunita’ della presidenza del Consiglio

Le mutilazioni genitali femminili, le origini culturali

Le difficoltà legate al tema delle MGF sono condizionate dall’origine culturale e tendono a rimanere piuttosto stabili nel tempo. Solitamente sono praticate su soggetti molto giovani, in media ragazze che non hanno ancora compiuto 15 anni. Secondo i dati più aggiornati, forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono tra 100 e 140 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale femminile. L’Africa è di gran lunga il continente in cui il fenomeno è più diffuso (in alcuni paesi la diffusione supera 80%, quasi la totalità della popolazione femminile).

Nel mondo occidentale, si evince da uno studio commissionato dal ministro per le Pari Opportunità, il fenomeno è presente, seppure in modo sommerso. Si calcola, ad esempio, che in Italia su 110 mila donne africane residenti, provenienti dai paesi “a tradizione escissoria”, circa 35 mila hanno subito MGF, prima di venire in Italia o durante il soggiorno. È quindi facile supporre che, nei prossimi anni, tra le bambine e le giovani donne africane residenti in Italia vi siano le potenziali vittime di questa pratica.

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La violenza contro le donne: il punto sulla legislazione internazionale, Synergia


  • La violenza contro le donne: il punto sulla legislazione internazionale

    La tematica della violenza contro le donne è stata affrontata a livello sovranazionale già nel 1979, con la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW), un accordo internazionale che pone l’ineguaglianza e la discriminazione contro le donne all’interno del contesto relativo alla povertà, alla razza, alla salute e alla rappresentazione politica, comprendendo inoltre la …
    Leggi l’articolo
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Alessandra Cicalini, Si vive più a lungo? La pensione slitta in avanti | Muoversi Insieme, Stannah


….  La scorsa estate è toccato all’Italia: entro il 2018 le donne dipendenti dello Stato andranno in pensione a 65 anni e non più a 60.

La norma è stata introdotta per ottemperare a una sentenza della Corte di Giustizia europea che nel novembre del 2008 aveva giudicato il nostro Paese inadempiente al principio di parità di retribuzione tra lavoratori e lavoratrici. Non solo. La manovra pensionistica dell’estate scorsa ha infatti toccato anche gli uomini: a partire dal 2015, per tutti i dipendenti del pubblico impiego, senza distinzione di genere, le finestre per la pensione, introdotte nella riforma di due anni fa (di cui abbiamo parlato diffusamente ), slitteranno in avanti in proporzione dall’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat. In altri termini, se si vive più a lungo, si può lavorare anche qualche anno in più (nella valle dei centenari ecuadoregni succede proprio così!).
La nuova normativa è stata accolta non senza qualche polemica, su cui sorvoliamo ……

l’intero articolo qui:

Si vive più a lungo? La pensione slitta in avanti | Muoversi Insieme

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Libro bianco “La salute della donna” La pubblicazione, curata da Ricciardi ed edita da Franco Angeli, è promossa da Farmindustria e O.n.da., 19 ottobre 2009


Farmindustria in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sulla donna (O.n.da.) ha pubblicato (edizioni Franco Angeli) il “Libro Bianco 2009 – La salute della donna. Stato di salute e assistenza nelle regioni italiane”, curato da Walteri Ricciardi. Una sintesi del libro bianco è stata poi diffusa in allegato a diversi magazine.

La sintesi del Libro bianco è stata pubblicata anche nella sezione “sanità” del sito http://www.regioni.it; il link è:
Secondo il rapporto “le donne italiane rimangono donne poco prolifiche: daalcuni decenni il Tasso di Fecondità Totale si attesta intornoa valori estremamente bassi (1,350 figli per donna) einferiori al livello di sostituzione (2 figli per donna) chegarantirebbe il ricambio generazionale. Dal 2000 al 2006,c’è stata comunque una lieve ripresa soprattutto nelleregioni del Centro-Nord. Il valore più elevato si registra in Trentino-Alto Adige (1,537), mentre il più basso in Sardegna (1,064). L’età media delle madri al parto è pari a 31 anni , mentre l’aumento più significativo si è avuto sulla quota di nati da madri straniere (da 6,4% nel 2000 a 13,5% nel 2006).
Le donne vivono più a lungo degli uomini e la distribuzione della popolazione anziana non è uniforme nel nostro Paese: la regione che risulta più “vecchia” è la Liguria, mentre la più “giovane” è la Campania.
“Lo stato di salute delle donne italiane” è , secondo il libro bianco, “da ritenersi complessivamente buono, mentre continuano ad aumentare le differenze geografiche tra singole regioni e tra uomini e donne.” I” Per quanto riguarda le problematiche di genere da questa analisi risulta che le donne godono di un’aspettativa di vita superiore rispetto all’uomo. Aumentano anche nelle donne alcuni fattori di rischio per patologie importanti quali ad esempio il consumo di fumo o di alcolici”.

Newsletter n. 1461 del lunedì 19 ottobre 2009

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Istat, La violenza contro le donne


Risultati dell’indagine multiscopo “Sicurezza delle donne” che l’Istat ha condotto nel 2006 intervistando telefonicamente 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni. L’indagine rileva la violenza contro le donne perpetrata da partner (violenza domestica) o da altri uomini non partner (parenti, amici, colleghi, conoscenti, sconosciuti). Sono state analizzate diverse forme di violenza fisica e sessuale, nonché la violenza psicologica dal partner e lo stalking, ovvero i comportamenti persecutori messi in atto dal partner al momento della separazione o dopo. La violenza è rilevata a partire dai 16 anni di età, solo alcuni quesiti riguardano il periodo di età precedente.L’indagine offre una stima della prevalenza e dell’incidenza del fenomeno e offre informazioni sulla gravità, le conseguenze a breve e a lungo termine, le modalità di accadimento, la denuncia alle forze dell’ordine e altre informazioni di approfondimento. I dettagli sulle violenze si riferiscono all’ultimo episodio subito; per la violenza domestica alcune informazioni riguardano anche la storia complessiva della violenza. Ulteriori dati si riferiscono ad abusi subiti dalle donne nella famiglia di origin

La violenza contro le donne

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Milano premia dieci ospedali “in rosa”


Milano premia dieci ospedali “in rosa”

Lombardia e Milano al primo posto in Italia per il numero di ospedali a misura di donna. Sono infatti 10 le strutture milanesi che si sono aggiudicate negli ultimi tre anni il “bollino rosa”, riconoscimento per i poli sanitari che offrono i migliori servizi per le patologie delle donne. Per far conoscere queste strutture il Comune di Milano ha presentato la guida “Ospedali in Rosa”, che verrà distribuita nelle 424 farmacie della provincia.

> Visita il sito web

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Pacchetto Giovani Famiglie – ItaliaFutura.it


….. A causa del ritardo con cui si avviano le carriere e della lentezza dei percorsi di stabilizzazione professionale, oggi le famiglie più giovani sono quelle in maggiore difficoltà. Gli stipendi dei giovani genitori sono ancora molto bassi, i costi collegati alla cura dell’infanzia e al mantenimento del nucleo familiare sono altissimi, la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia molto difficile. Le conseguenze si ripercuotono sia sullo sviluppo personale e professionale dei genitori (e in particolare delle mamme), che in questa fase subiscono spesso rallentamenti nella carriera, che sul benessere e il futuro dei bambini. L’impoverimento delle famiglie infatti mina le basi su cui si costruiscono le opportunità per le future generazioni, generando spirali negative da cui è sempre più difficile uscire. I dati descritti nella parte iniziale del Rapporto hanno già illustrato la gravità della situazione per bambini e famiglie. Un ulteriore approfondimento sulla natura di questo disagio economico ci mostra gli ambiti più urgenti su cui è necessario intervenire:

  • Supporto a redditi e consumi. Le famiglie con figli piccoli non solo tendono ad avere redditi bassi (il reddito mediano delle famiglie il cui capofamiglia ha meno di 35 anni è quasi il 30% in meno del reddito il cui capofamiglia ha più di 45 anni), ma incorrono in molte spese alle quali fanno sempre più fatica a far fronte. Un’indagine Istat ha mostrato che tra le famiglie con almeno un minore il 19% fa fatica ad arrivare a fine mese, il 15% ha avuto problemi con le bollette, il 20% non è stata in grado di acquistare vestiti necessari, e un terzo (33.6%) non è in grado di far fronte ad una spesa imprevista 20 di 700 euro .
  • Supporto nella cura dei bambini più piccoli. Nonostante il notevole incremento degli ultimi anni, la disponibilità di posti negli asili nido è ancora insufficiente e soprattutto sono poco diffusi servizi alternativi che potrebbero dare maggiore flessibilità e supporto personalizzato. Per esempio in Italia, a causa dei costi, è poco diffuso il ricorso alle baby sitter (8% in Italia contro il 18% della Francia) che invece sono molto utili per compensare sia la scarsità degli asili nido che la relativa rigidità dei loro orari. Questo problema rende le giovani famiglie dipendenti dalla vicinanza ai nonni e limita la loro mobilità fisica, utile per perseguire opportunità di crescita professionale in città diverse.
  • Lavoro per le mamme. La povertà infantile in Italia colpisce in modo particolare le famiglie monoreddito. La possibilità di avere entrambi i genitori occupati diminuisce considerevolmente il disagio economico. Eppure in Italia il tasso di occupazione delle mamme è tra i più bassi d’Europa (Figura 14), soprattutto tra le mamme con figli sotto i tre anni. Il 30% delle mamme italiane non torna al lavoro dopo la maternità. Stare lontane dal lavoro per un periodo prolungato diminuisce inoltre la probabilità di trovare un lavoro stabile e di qualità, col risultato che, visti i costi di baby sitter e asili, alla fine è più conveniente restare a casa o cadere nel lavoro sommerso ….

Vai al testo completo:

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L’infelicità femminile Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 settembre 2009, www.ilmattino.it


Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 settembre 2009, www.ilmattino.it

Diario di bordo :: L’infelicità femminile :: September :: 2009

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