Eugenio Scalfari, Grillo e Berlusconi all’assalto del potere – da La Repubblica, 24 giugno 2012

” Adesso scaricare sul futuro il debito pubblico è diventato impossibile. La nave non va più, la zavorra va buttata fuori bordo. E che cosa fa il popolo sovrano? Si innamora del demagogo di turno che promette di cacciar via il primo governo che sta tentando di riportarci a galla.


Per realizzare quest’obiettivo il demagogo di turno predica lo sfascio totale attaccando soprattutto un presidente della Repubblica che è riuscito a tener dritta la barra del timone nel mezzo d’una tempesta paurosa, uno tsunami che infuria da quattro anni nel mondo intero.

Il demagogo di turno utilizza la rabbia proveniente dai sacrifici ma anche la faziosità di chi si frega le mani col tanto peggio tanto meglio. E finisce col trovare convergenze con il demagogo che fu messo in libera uscita otto mesi fa ed ora cerca di riemergere inalberando la bandiera dell’anti-euro e del ritorno alla lira. 
Due demagoghi, quello di ieri che vuole tornare al timone e quello di oggi che se ne vuole impadronire con le stesse ricette. Il primo ci ha condotto al punto in cui siamo, il secondo per ora ha conquistato il Comune di Parma un mese fa e non è ancora riuscito a fare la giunta.”

da Grillo e Berlusconi all’assalto del potere – Repubblica.it.

5 commenti

  1. Monti (a domanda di Scalfari): “Quando mi si fa questa domanda mi viene da pensare all’ammontare eccezionalmente elevato del nostro debito pubblico. Sono 2 mila miliardi di euro, il 120 per cento del reddito nazionale, accumulato durante il decennio 1975-1985 e da allora mai diminuito. Che cosa è stato fatto con quella mole immensa di ricchezza che i risparmiatori hanno prestato allo Stato? Sono state costruite nuove e necessarie infrastrutture? È stata trasformata la pubblica amministrazione? È stata aperta la via alle giovani generazioni? È stato insomma fatto dell’Italia un Paese veramente europeo? A me non pare. Forse è venuto il momento che gli italiani si pongano questo problema”.
    Vale la pena rammentare a Monti e a Scalfari che buona parte di quei 2000 miliardi sono anche dovuti al debito contratto per pagare gli interessi e gli interessi sugli interessi:

    http://crisis.blogosfere.it/2012/04/debito-pubblico-italia-labbiamo-gia-pagato-conti-alla-mano.html

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    1. cosa è stato fatto? un solo esempio: la legge sul servizio sanitario nazionale. medicina di base, farmaci, esami diagnostici, assistenza ospedaliera. se, finora, non occorre una carta di credito per entrare in ospedale lo si deve a quelle politiche. il debito pubblico è dovuto innanzitutto al pagamento degli interessi su bot, btp eccetera. e dunque quel debito pubblico in realtà è diventato risparmio di moltissimi italiani.
      ora quel debito è diventato difficile da sostenere
      e questo sta facendo in poco più di un anno il governo monti/napolitano.
      il fatto che sia attaccato da tutte le parti dimostra che gli italiani, purtroppo alle riforme preferiscono il caos.
      io la penso in tutt’altro modo.
      di questo mi occupo. qiuesto studio e su questo faccio lezione alla università
      polser si occupa di questi temi ed è per questo ho inserito queste perfette parole di scalfari che parla dei DUE DEMAGOGHI
      l’europa ha già avuto un imbianchino negli anni 20 e 30
      non vorrei morire governato da un comico che porterebbe l’italia alla rovina
      grazie per il commento
      e buon futuro
      paolo ferrario (1948 -)

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  2. Sono d’accordo, bisognerebbe rammentare a Monti e Scalfari anche questo. D’accordo anche sui due demagoghi. Un po’ meno sulla sostenibilità del debito pubblico, anche se è vero che rinunciando alla sovranità monetaria ci siamo messi in un bell’impiccio.
    Oggi ciò che sembra preoccupare di più non è tanto il livello assoluto del debito quanto il rapporto debito pubblico/PIL, tant’è che il Fiscal Compact ne ha fissato al 60% il livello di guardia, senza indicare una cifra massima.
    In questo senso l’azione Monti/Napolitano con le misure di austerità reclamate dall’Europa ha peggiorato la situazione: il debito pubblico sta veleggiando verso i 2000 mld, mentre il PIL sembra ormai destinato a flettere tra il 2 – 2,5%; ciò farà salire il rapporto indebitamento/PIL al 125% almeno, contro il il 120% dell’anno scorso (Monti è stato impreciso), e questo non è un risultato che i “mercati” apprezzeranno.
    Assistiamo allo stesso fenomeno in Grecia, dove il rapporto è schizzato da meno di 110% (2007) a più di 150% attuale nonostante i quasi 5 anni di tagli selvaggi imposti dalla troika.
    Il fatto è che misure recessive in tempi di recessione globale non sembrano essere la miglior soluzione, come ormai molti economisti non di secondo piano si sgolano a dire.
    Tutto ciò dovrebbe far riflettere sull’opportunità di insistervi, visto che l’economia non trova sbocchi per crescere né in casa ( tutti stanno tirando la cinghia) né verso gli altri paesi (intenti a tirare la cinghia a loro volta).
    Che Monti non sembri darsene pena, proseguendo nella “politica del rigore” come non perde occasione di dichiarare, conformemente alle direttive europee, mi fa temere che anche lui, ahimé, non sia all’altezza della situazione, e di conseguenza ne do un giudizio molto più negativo del tuo. Ma mi spiacerebbe se per questo tu mi assimilassi alla schiera di coloro che alle riforme preferiscono il caos: il tuo blog, che ho appena scoperto, mi sembra molto ricco di temi e informazioni, e vorrei continuare a frequentarlo 🙂
    Buon Lavoro, e buon futuro anche a te
    Mauro Poggi (1947 -) … ecco perché mi sono permesso usare il tu 🙂

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  3. caro maurto, sul governo monti / napolitano dissentiamo del tutto: vorrei solo notare che occorrono riforme da ciclo di almeno 10 anni. il governo di desistenza monti/napolitano al massimo lavorerà per un anno.
    chiuso col dissenso totale, ora passo alle nostre età: … fantastico …ma allora siamo contemporanei ! qui i nostri contemporanei http://paolodel1948.com/contemporanei/. cè anche massimo d’antona che per aver anticipato qualche punto della agenda monti è stato assassinato dalle nuove brigate rosse.
    piacere di averti conosciuto
    seguirò il tuo blog. non condivido le tue idee , m mi piace lo stile biografico che usi
    buon futuro a te e a noi
    paolo ferrario

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