Claudio Risè sul libro L’ARTE DI AMARE di Francesco Alberoni

Forse, prima e più dell’economia, è malato l’amore. O meglio la nostra capacità di innamorarci, di appassionarci all’altro.
E’ noto (e stradimostrato) come l’innamoramento dia nuove forze, nuove energie e capacità di immaginare cose, prendere iniziative. Oggi però ci si innamora sempre meno. Si costituiscono meno coppie, si rompono più velocemente. Anche il single, poi, non è felice, come sanno bene terapeuti e servizi sociali. Tutto ciò crea depressione e ristagno (anche economico).
In questo panorama desolato Francesco Alberoni, uno dei sociologi italiani più noti nel mondo (i suoi libri sull’amore sono stati tradotti in trenta lingue), lancia una proposta del tutto controcorrente. Mentre la maggior parte (anche dei terapeuti) convivono con le relazioni evaporate della società “liquida”, Alberoni scrive un libro (che chiama senza esitazioni: “L’arte di amare”), che è un inno, ragionato ma anche molto appassionato al: “grande amore erotico che dura”.

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