Luigi Colombini (ISTISSS – LA RIVISTA DI SERVIZIO SOCIALE) sul referendum delle regioni Lombardia e Veneto del 22 ottobre 2017

Voglio ricordare che oltre  150 anni orsono 437 Lombardi e 150 Veneti presero parte e molti di essi morirono per un sogno ed una speranza che aveva animato gli italiani per ottocento anni: l’Unità d’Italia.

E’ su questo sogno che si è costruito, con luci ed ombre un paese che ha cercato di portare avanti comunque un progetto di comunità nazionale in linea con gli ideali propri di Mazzini, di Cavour, e di tanti altri e in base a principi fondamentali quali la laicità (di cui parlava Marsilio da Padova) e, ovviamente  la libertà – intesa quale  capacità  concreta ed effettiva di realizzare sé stessi, senza costrizioni e condizionamenti, e nel reciproco rispetto –    l’uguaglianza – intesa quale opportunità data a tutti i cittadini  e cittadine di pervenire alla realizzazione di sé, con il superamento degli ostacoli di ordine  sociale, economico,  che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza  impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese – la solidarietà  – intesa quale piena e responsabile  disponibilità a offrire reciprocamente le migliori risorse per il raggiungimento  del benessere comune.

E’ con tale spirito che desidero ricordare mio Padre, bresciano, che non esitò a raggiungere il Sud per dirigere la locale scuola di avviamento professionale a Sarno prodigandosi fino a morirne per fare della sua scuola un polo didattico di eccellenza.

Ancora oggi a Sarno si ricordano de ‘o preside Colombini”

In assoluto disprezzo verso la Costituzione, verso i sopra indicati principi ed ideali, le Regioni più ricche del Paese, secondo propri egoismi regionali, in mancanza di meglio, stanno compulsando le loro popolazioni  per un disegno affascinante: restaurare il Lombardo-Veneto di venerata memoria.

Le celebrazioni per l’autonomia inizieranno dal Veneto, per spostarsi poi in Lombardia.

Ove non arrivarono i Garibaldini  lombardi e veneti è giunta la burocrazia.
Luigi Colombini

L’ISTISSS pubblica “LA RIVISTA DI SERVIZIO SOCIALE – Studi di scienze applicate e di pianificazione sociale” dal 1961 con periodicità trimestrale.

LA RIVISTA DI SERVIZIO SOCIALE, organo dell’Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali, intende apportare il contributo degli operatori al progressivo riassetto dei servizi sociali nel nostro paese secondo un preciso orientamento basato sul decentramento e sull’unificazione dei servizi a livello territoriale, sulla prevenzione delle condizioni di disagio socio-culturale e biopsichico, sulla priorità dei servizi aperti, sulla partecipazione effettiva dei cittadini alla programmazione e gestione dei servizi; questo tipo di lavoro culturale si rende necessario anche per promuovere e arricchire il processo di identificazione degli operatori nei propri ruoli professionali.

La RIVISTA si propone in una prospettiva dialettica e critica della problematica dei servizi sociali di essere aperta ad apporti anche non convergenti.
Sono previsti, accanto a saggi di carattere generale e teorico connessi, al mutamento sociale del Paese e a contributi relativi ai problemi del territorio, della partecipazione, del decentramento, del costo dei servizi, anche su studi concernenti settori più specifici quali gli handicappati, la droga, la salute mentale, il disadattamento sociale, i problemi della donna, dei giovani, degli anziani e a tutti gli altri problemi consimili.

Tariffe abbonamento 2016

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Testata registrata presso il Tribunale di Roma Aut. 10 giugno 1961 n. 8124
Nuova serie registrata presso il Tribunale di Roma Aut. 9 marzo 2007 n.96

La Rivista di Servizio Sociale viene pubblicata dal 1962

Il Comitato scientifico è composto da: Roberto Cipriani, Luigi Colombini, Rita Cutini, Anna Maria D’Ottavi, Marilena Dellavalle, Franco Ferrarotti, Aurelia Florea, Alberto Franci, Gilda Losito, Luisa Mango, Franco Martinelli Claudio Pierlorenzi, Pierfrancesco Sammartino, Maria Stefani, Patrizia Taccani, Maria Giovanna Vicarelli

Il Comitato di Redazione è composto da: Antonio Capodilupo, Rachele Di Carluccio, Emanuela Miceli

Il Direttore Responsabili è Renzo Scortegagna

 

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